Una giornata particolare

Quando la parrocchia si fa famiglia

Domenica 11 ottobre tutta la comunità parrocchiale di Ischia Ponte, insieme a tanti amici provenienti da ogni parte dell’isola, si è data appuntamento al convento di Sant’Antonio alla Mandra, per trascorrere una giornata insieme ed essere una sola famiglia.  A causa dell’allerta meteo, cessata solo da poche ore, molti nutrivano dubbi circa la buona riuscita della “festa insieme”. Quando, però, il sole ha fatto capolino tra le nuvole mattutine, che andavano diradandosi, ogni dubbio è svanito e tutti si sono messi all’opera per accogliere i numerosi partecipanti, giunti man mano nel corso della mattinata.

Per rendere più piacevole l’accoglienza, le famiglie della parrocchia hanno preparato ogni sorta di dolci, caffè e succhi di frutta per creare, sin dall’inizio, un caldo e sereno clima di condivisione. Subito dopo, tutti si sono spostati in chiesa, già gremita di fedeli, occupando ogni spazio disponibile. L’atmosfera era talmente coinvolgente che persino i ritardatari non si sono scoraggiati: pur di partecipare, in molti sono rimasti all’esterno ad ascoltare i canti festosi dei bambini e le parole di speranza di padre Adriano. Il Vangelo della domenica, incentrato sulla parabola dell’invito a nozze, ha offerto lo spunto per una riflessione sulle diverse modalità con cui ciascuno risponde alla chiamata.

E la grande partecipazione di fedeli ha mostrato chiaramente come la comunità sia pronta a mettersi in gioco per una missione comune: essere, insieme, una vera famiglia. Un bell’esempio di vicinanza è stato vedere tante persone anziane spostarsi di banco per fare posto ai tantissimi bambini accorsi per l’incontro con Gesù. I bambini, a loro volta, silenziosi e attenti, si sono stretti anche in otto in un solo banco così da permettere a tutti di essere seduti di fronte a Gesù. Dopo la messa, mentre i piccoli correvano fuori a giocare, gli adulti sono rimasti in chiesa ad ascoltare una breve catechesi di frate Pio che, con la sua gioia innata, ha esortato tutti a “ritrovarsi” e “riscoprirsi” ogni giorno come fosse il primo, anche dopo tantissimi anni, e non dare mai nulla per scontato. Ha invitato i presenti a scegliersi ogni giorno, a vedersi sempre nuovi, e magari dire un po’ più spesso: ti voglio bene. Anche i bambini, attraverso il gioco, hanno imparato a conoscersi meglio e anche, grazie allo stimolo degli animatori, a riconoscere i propri talenti e a metterli a disposizione della squadra. In questo modo hanno capito di poter essere dono uno per l’altro: in una comunità, insieme, in armonia e nell’amore, si può fare sempre qualcosa di bello.

Successivamente, anche il pranzo è diventato occasione di vera accoglienza e condivisione: tutti erano impegnati a fare qualcosa. Chi cucinava, chi metteva a posto, chi preparava la sala e le stoviglie: in tutto questo bel fermento regnava   una grande armonia e, soprattutto, una gioia vera. Tante le pietanze che uscivano dalla cucina e il loro profumo sembrava disegnare un percorso che portava i commensali nella sala da pranzo dove tutti prendevano posto, magari accanto a una persona sconosciuta fino a qualche ora prima. I dolci portati dalle mamme dei bambini del catechismo sono stati graditissimi da grandi e piccini. Sembrava proprio di vedere la famiglia che Gesù vorrebbe in ogni comunità. Dopo pranzo (durato un po’ più del solito proprio perché era piacevole stare insieme) i bambini sono ritornati ai loro giochi, mentre gli adulti, dopo la pausa caffè, si sono ritrovati con padre Adriano per un momento di condivisione. È stato bello sentire le loro impressioni sulla giornata trascorsa e il desiderio di riscoprirsi nei rapporti, soprattutto tra chi si incontra la prima volta e cerca di condividere il proprio vissuto fatto di esperienze di gioia o di dolore: è emerso il desiderio di ripetere più spesso giornate come questa.

Intanto i bambini divisi in squadre, hanno scoperto la bellezza di sentirsi gruppo partecipando ad una divertente caccia al tesoro, il cui premio più grande si è rivelato essere il dono dell’amicizia. Dopo il gioco, i bambini hanno realizzato piccoli disegni che hanno attaccato su uno specchio che, come sappiamo, riflette sempre ciò che siamo. I disegni erano lo specchio di come i bambini vedono il mondo.  Con i saluti finali, padre Adriano ha comunicato ulteriori iniziative che verranno realizzate a breve e quelle previste per il futuro, per accogliere l’invito a vedersi più spesso come in questa domenica. In definitiva, possiamo affermare che una parrocchia che “funziona” deve avere una sola missione: essere famiglia.

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