Preannunciato da trecento profezie circa e anticipato da millenni di annunci, il Figlio di Dio Onnipotente, il Verbo del Dio vivente, si incarna e nasce dalla Sempre Vergine Maria. Viene a noi il Salvatore dell’intero genere umano, il nostro liberatore e redentore. In lui si realizza tutto quanto profetizzato nell’Antico Testamento: una esattezza eccezionale!
Dio, di sua libera iniziativa, in modo assolutamente gratuito e potente, viene nella storia: tutto è suo. Egli trabocca dalle leggi di natura, viene concepito nel grembo della Vergine Maria e, senza intaccare sua Madre, nasce tenero bambino, lasciando meravigliata e commossa l’intera creazione. Giuseppe, il castissimo sposo di Maria, diventa suo padre adottivo.
Viene concepita la vita e «…nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne […Viene…] per la liberazione di tutti. […] Giunta la pienezza dei tempi che l’impenetrabile disegno divino aveva disposto, volendo riconciliare con il suo Creatore la natura umana, l’assunse lui stesso in modo che il diavolo, apportatore della morte, fosse vinto da quella stessa natura che prima di lui aveva reso schiavo» (s. Leone Magno).
Il Verbo invisibile, dunque, appare visibilmente nella nostra carne (cfr. Prefatio di Natale, II: Messale Romano). Egli è il restauratore dell’originale incorruzione. Viene per riportare la freschezza e la purezza della sorgente, la bellezza e lo stupore delle origini. Viene nel mondo per liberare l’uomo dalla schiavitù del peccato, dagli arbitrii e dai libertinaggi. Viene per rovinare tutto ciò che rovina l’uomo, per demolire ciò che imprigiona l’uomo, per sconfiggere il male che corrompe l’uomo, per aprire le gabbie dorate degli idoli (denaro, potere, sesso, successo, egoismi) che prostrano l’uomo e lo lasciano a terra tramortito e depresso. Viene per regnare, liberandoci da ciò che ci opprime dentro e soffoca la nostra umanità. Viene per ridonarci la vera libertà, quella responsabile, che fa il bene sempre e evita il male sempre.
Il Cristo libera da ciò che nel profondo ostacola l’uomo nel suo rapporto con Dio: scardina chiavistelli; apre le porte con la chiave del Santo Spirito; consola con la sua Parola d’amore che non ci lascia soli, aiuta a rialzarci e ci ridona il sorriso; scavalca fossati, scavati a nostra difesa, con la sua disarmante tenerezza; viene a visitarci per inabitarci stabilmente; ci purifica e ci rinnova. La sua è una lotta contro gli spiriti maligni, le forze e le potenze del male, contro il peccato, i vizi, la morte. La sua è una liberazione spirituale – profonda e interiore – che innesta e reinnesta l’uomo nella grazia della figliolanza divina. È salvezza pura. E’ misericordia pura.
«La grazia è ciò che unisce Dio e la creatura in un tutt’uno. In Dio la grazia è bontà che fluisce da sé e si comunica senza diminuzione alcuna. Nella creatura è ciò che riceve in sé in quanto partecipe dell’Essere divino» (Edith Stein). La grazia è grazia liberatrice, che libera anche dalla paura esistenziale dinnanzi al non-senso. Per s. Tommaso d’Aquino, la grazia comunemente detta perfeziona l’essenza dell’anima e comprende: la grazia delle virtù e dei doni, la quale perfeziona le potenze dell’anima in ordine ai propri atti; la grazia sacramentale, la quale produce alcuni effetti particolari necessari nella vita cristiana. In virtù della passione di Cristo, il sacramento ci rimette la colpa, in virtù della resurrezione, ci giustifica. E la giustificazione, che solo lui può donare, ci libera dalla condanna eterna, ci apre le porte del Paradiso.
C’è da accogliere e ringraziare Gesù in perpetuo, giorno e notte, con cuore ricolmo di infinita gratitudine.
“Maria Madre della Divina Grazia…prega per noi!”
di Angela Di Scala



