“Mia nonna mi ha insegnato le preghiere…” “Ho imparato questa preghiera da mia madre…” “Ho visto il sacerdote che pregava e ho chiesto cosa stesse facendo…” “Maestro, insegnaci a pregare.”
Nessuno nasce imparato, anche quando si tratta di pregare. I discepoli stessi chiedono a Gesù come pregare, cosa dire nella loro preghiera.
Dentro ognuno di noi c’è la voce dello Spirito Santo che ci spinge a interrogarci, ad avvicinarci a questo dialogo interiore con Dio, ma non basta. La preghiera che viene dal cuore è sempre efficace, ma anche questa va indirizzata e guidata.
Ecco che figure come lo stesso Gesù, o a noi più vicine come mamme, nonne, papà, fratelli e sacerdoti, che a loro volta sono stati aiutati nella preghiera, diventano fondamentali nel nostro cammino. Se non ci fossero queste figure, se non esistessero persone che ci insegnano come pregare e come farlo al meglio, non ci sarebbe preghiera, non ci sarebbe diffusione di questo dialogo intimo e interiore che si rivolge a Dio.
Che importanza si dà a chi insegna a pregare? Hanno un ruolo fondamentale; e lo stesso ruolo va ricoperto anche da noi, che a nostra volta abbiamo imparato. Abbiamo il dovere di aiutare coloro che lo chiedono e di essere buoni testimoni per coloro che, pur non chiedendo ma vedendoci pregare, vengono sollecitati dalla stessa voce dello Spirito Santo ad accostarsi a Dio in un dialogo che cresce e matura dentro ognuno di noi.
È un ruolo che i nostri sacerdoti cercano di svolgere al meglio: anche per questo un piccolo seppur valido aiuto può venire dalle offerte per sostenerli, visitando il sito http://www.unitineldono.it. Un semplice gesto che ha un valore enorme.
Don Paolo Buono



