Lo Spirito Santo è la terza persona della SS. Trinità che procede dal Padre e dal Figlio. È innanzitutto mistero: si lascia comprendere per sua bontà. È il soffio di Dio, è il soffio che produce la Parola, pascolo dove scorrono le fonti della vita.
È il Concilio Vaticano II che ci ha fatto riscoprire lo Spirito Santo che nei primi 4 concili ecumenici è stato gradualmente riconosciuto Signore. Egli dà la vita, il perdono, rende vigili, ci apre alla fede che fa vivere in pienezza e alla speranza, sconfigge la paura, dà sette santi doni, produce dodici frutti ed ha un frutto essenziale: l’agape, l’amore fraterno gratuito e disinteressato.
Nel Credo professiamo che lo Spirito Santo ha parlato per mezzo dei profeti. Egli di fatto non è muto, anzi parla e fa parlare. Egli è lo Spirito dei profeti e lo Spirito della profezia che ci permette di annunciare la Misericordia infinita di Dio. Quando ci mettiamo in ascolto della sua voce, possiamo parlare di Lui. Lo Spirito Santo parla nell’essere umano di cose spirituali che ci permette di esprimere con un linguaggio da Egli stesso insegnato.
La voce pura e misteriosa dello Spirito Santo parla gentilmente alla coscienza, ci incoraggia, ci fa agire bene, ci aiuta a ricordare. La voce dello Spirito Santo è la professione di fede tra cui spicca: “Gesù è il nostro Signore”, vero fondamento della Chiesa. Il titolo Signore significa che l’uomo non può darsi da sé il fondamento della sua vita. L’uomo non può decidere arbitrariamente quello che è bene o quello che è male per lui. Di fatto la libertà dell’uomo è responsabile e consiste nell’essere chiamato a riconoscere con la sua ragione le tracce della ragione del Creatore e a realizzare quest’ultima.
Grazie allo Spirito Santo, nostro maestro e nostra illuminazione interiore, noi non siamo mai soli né abbandonati. Ci conduce ad una libertà filiale e ad un’apertura tali che ci fa ritrovare noi stessi. Quando ci soffermiamo in silenzio sulla Parola di Dio, il nostro volere e il nostro agire si distendono e proprio in questo modo diventiamo liberi e fecondi. Perché solo dove si respira può sussistere l’essere umano, l’umanità, solo così il nostro spirito vive davvero.
Lo Spirito Santo è anche fuoco che è luce, calore, movimento, che arde ma non distrugge, che viene in aiuto alla nostra debolezza, che fa emergere la parte più vera dell’uomo perché trasforma ciò che lo corrompe e ciò che ostacola le sue relazioni con Dio e con l’altro. Lo Spirito Santo è anche acqua sgorgante da una sorgente intorno alla quale cresce la vita. Ciascuno di noi può diventare quella sorgente.
Lo Spirito Santo ci viene in aiuto, entra nella nostra storia e ci parla in modo nuovo. L’amore fedele è il segno della presenza dello Spirito Santo, il quale è il respiro di Gesù. Quando c’è l’aria pura spirituale, vento fresco, quando c’è una verità che ha senso, quando esiste un amore che è vero, l’uomo può vivere da autentico essere umano spirituale, può accettare di esistere e dire: “Sì, è cosa buona che io viva e sono contento di poter vivere … e sono contento di vivere una vita nuova, gioiosa ed eterna”.
Lo Spirito Santo unisce i luoghi e i tempi, le persone e le generazioni. Non viene da se e non parla a proprio nome. Lo Spirito Santo è unità molteplice come comunione, come donante e dono. La preghiera che ci rende concordi tra noi ci permette di ricevere questo dono dai sette raggi. L’adorazione comune al Santissimo Sacramento è l’elemento unificatore che ci cambia la vita.
Per intercessione di Maria Vergine, Madre Purissima: “Vieni Spirito Santo, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore!”
di Angela Di Scala



