È attualmente in esame una proposta di legge volta a istituire la “Settimana nazionale dello scrivere a mano”, una intera settimana dedicata alla valorizzazione della manoscrittura, con particolare attenzione al corsivo, e che dovrebbe svolgersi ogni anno a gennaio.

La proposta di legge è stata presentata il 10/09/2024 in Camera dei deputati e assegnata alla Commissione cultura. «Ciò in considerazione dell’importanza della scrittura a mano nel preservare parte della storia della lingua italiana, tenuto conto del valore della calligrafia[1] e della scrittura per lo sviluppo delle capacità cognitive e creative e stante il valore storico della calligrafia nella storia italiana ed occidentale e il suo valore storico come elemento di rappresentanza della cultura italiana, nonché dato il valore della scrittura nel ridurre e contrastare l’analfabetismo.»

Analfabetismo equivale non a ignoranza, perché l’analfabeta potrebbe avere anche una cultura superiore a chi siede tra i banchi di una scuola, ma equivale a incapacità di leggere e scrivere nella lingua che si parla. È da prima dell’Unità d’Italia che si cerca di porvi rimedio. Le allora cause erano diverse rispetto alle cause di oggi ma, ieri come oggi, il contrasto all’analfabetismo rappresenta la maturazione «di una più chiara coscienza del valore che la cultura assume nell’economia spirituale dell’individuo e dello stato.» (Enciclopedia Treccani) Lo Stato italiano è di fatto Stato di cultura.

L’istruzione popolare è stata sempre promossa dalla Chiesa. Il saper scrivere ha permesso la trasmissione scritta della Tradizione orale e dunque la stesura del Testo sacro, che corrisponde alla Sacra Scrittura contenuta nei vari libri di cui è composta la nostra Bibbia. Con il Regio Decreto n. 3725 del 13 novembre 1859, la cosiddetta Legge Casati, Vittorio Emanuele II articolò l’istruzione elementare comprendente «…l’insegnamento religioso, la lettura, la scrittura, l’aritmetica elementare, la lingua italiana…», ecc. Per me è stato molto interessante e rincuorante leggerlo. Istituisce per primo anche l’insegnamento superiore della Facoltà di Teologia. Con la nostra bella Costituzione, approvata nel dicembre 1947 e entrata in vigore il 1° gennaio 1948, all’”indomani” della nascita della Repubblica italiana avvenuta il 2 giugno del 1946, e dunque col nuovo principio democratico, il diritto all’alfabeto è diventato diritto di tutti noi, cioè di ogni persona, di ogni cittadino, di ogni lavoratore, di ogni cristiano.

di Angela Di Scala


[1] Intesa come grafia chiara, leggibile, funzionale, scorrevole e comunque personale.

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