Conferenza e documentario per celebrare il tempietto
di Ylenia Patalano
Un viaggio lungo un secolo e mezzo fatto di profonda devozione, memoria cittadina e valorizzazione del patrimonio storico-religioso. Nella suggestiva cornice della Rettoria dell’Addolorata all’Arso si è tenuta un’intensa conferenza celebrativa per commemorare il 150° anniversario della fondazione della chiesa, eretta e consacrata l’11 settembre 1876 a opera del vescovo Mons. Francesco Di Nicola.
L’incontro, inserito nel programma del Settenario dedicato alla Mater Dolorosa, è stato introdotto dalla dottoressa Lucia Annicelli. Il suo intervento si è focalizzato sulla ricostruzione delle origini del tempio – noto storicamente anche come “l’Addolorata all’Arso” – e sulla preziosa analisi del piccolo opuscolo redatto nel 1926 da Mons. Onofrio Buonocore. Attraverso il racconto delle fonti, la relatrice ha evidenziato come il culto nacque e si diffuse a partire da un forte impulso popolare e dalla profonda devozione verso la Vergine dei sette dolori.
La parola è poi passata alla dottoressa Ylenia Patalano, che ha illustrato importanti documenti inediti custoditi presso l’Archivio Storico Diocesano di Ischia. In particolare, la studiosa ha presentato i vari inventari degli arredi della chiesa e degli ex voto offerti negli anni dai fedeli alla statua della Vergine. Un momento di grande suggestione si è avuto con la lettura di una lettera datata 1947, scritta da Mons. Onofrio Buonocore e indirizzata a Mons. Agostino d’Arco, ex rettore dell’Addolorata e poi Vescovo di Castellammare di Stabia, di cui ricorrono quest’anno i 60 anni dalla morte.
Interessantissimo è stato poi l’intervento della dottoressa Maria Lauro, che ha concentrato la propria relazione sulle complesse vicende storiche legate al Pio Istituto sorto accanto alla chiesa. La dottoressa Lauro ha ripercorso le origini e le finalità sociali dell’opera pia, senza tralasciare le spinose controversie legali e amministrative che nel corso del tempo hanno interessato l’istituto, approdando perfino nelle aule giudiziarie, e ha offerto così una ricostruzione accurata e obiettiva del contesto in cui la struttura si è trovata a operare.
A coronamento della serata è stato infine presentato l’atteso documentario realizzato da Salvatore e Giampaolo Di Meglio, un’opera audiovisiva che ha ripercorso la storia della chiesa dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Il filmato ha dato voce direttamente alle persone del posto, intrecciando racconti e ricordi: dall’abitazione privata in cui era custodita in origine la statua della Madonna fino alla costruzione dell’attuale tempio. Tra le testimonianze più toccanti emerse dagli intervistati, la memoria viva di Monsignor Agostino d’Arco e delle fervide attività giovanili promosse con l’Azione Cattolica all’interno della chiesa, unitamente a un affettuoso ricordo rivolto a don Camillo d’Ambra.
L’evento ha visto una numerosa e partecipata presenza di fedeli e appassionati, confermando come la chiesetta dell’Addolorata – unico tempio dell’isola interamente intitolato alla Mater dolorosa – rappresenti un punto di riferimento spirituale e identitario inscindibile dalla comunità isolana.



