A Dio a Don Agostino Iovene
La Chiesa ischitana perde una delle sue figure più incisive, rappresentative e operative degli ultimi cinquant’anni. Don Agostino Iovene è tornato alla casa del Padre, lasciando il segno profondo di una vita spesa interamente per la sua comunità.
Dalla sua ordinazione nel luglio del 1969 fino al termine del suo mandato presso la parrocchia Santa Maria delle Grazie in San Pietro nel 2023, il suo ministero si è distinto per uno stile inconfondibile: pragmatico, diretto, allergico alla retorica e profondamente immerso nella realtà del suo tempo.
Ripercorrere i suoi oltre cinquant’anni di sacerdozio significa raccontare l’evoluzione stessa della nostra isola:
-Un’azione pastorale fatta di concretezza:
dalla nascita della comunità del Buon Pastore negli anni dello sviluppo urbano di Ischia, fino al lungo trentennio alla guida della Parrocchia di San Pietro, Don Agostino ha declinato la fede attraverso la vicinanza materiale agli ultimi, la fatica quotidiana e l’attenzione ai bisogni primari della gente.
-Orizzonti ampi contro l’isolamento:
ha preteso per la sua isola uno sguardo largo. Ideando rassegne culturali di rilievo sul sagrato di San Pietro e promuovendo continui viaggi di formazione, ha spinto generazioni di ischitani a confrontarsi con il mondo per superare ogni chiusura mentale.
-L’investimento sui giovani:
insegnante per anni nelle scuole dell’isola, ha scommesso sui ragazzi non solo tra i banchi, ma dotando la parrocchia di spazi moderni, inclusivi e tecnologicamente all’avanguardia (come il Centro Parrocchiale a san Pietro), affinché i giovani avessero un luogo sicuro in cui crescere.
-Il rigore al servizio della Diocesi:
negli otto anni vissuti da Vicario Generale, ha messo la sua visione e la sua determinazione al servizio dei Vescovi, affrontando con fermezza anche le transizioni e i momenti più complessi della vita diocesana.
Uomo d’azione formato alla scuola di Don Giussani, Don Agostino ha mostrato fino agli ultimi giorni uno spirito mai domo, guidato da quella costante urgenza di costruire e servire che ha caratterizzato tutta la sua esistenza.
La redazione di Kaire si stringe attorno alla famiglia e alla Chiesa di Ischia, grata per l’esempio di un pastore che ha saputo prendersi cura del suo popolo con la forza dei fatti.



