Ischia, inaugurazione del Centro Famiglie
Mercoledì, 15 luglio 2026, i riflettori istituzionali si sono accesi su Ischia per l’inaugurazione ufficiale del Centro Famiglie. Un evento atteso, accompagnato da ordinanze e divieti di sosta per permettere lo svolgimento della cerimonia, ma che per chi vive la strada e il sociale dell’isola non rappresenta affatto una novità spuntata dal nulla.
Dietro la targa scoperta, infatti, si nasconde la storia di una macchina di solidarietà e accoglienza attiva già da diversi anni.
Situato in Via Morgioni, a due passi dal Centro Papa Francesco, il Centro è l’anima operativa dei servizi sociali dell’Ambito N13: uno spazio in cui assistenti sociali, psicologi ed educatori dei vari comuni isolani si alternano quotidianamente.
Attiva da tempo soprattutto per il supporto psicologico alle famiglie dei minori in carico all’Ambito, è in questa struttura che si definiscono i confini della cura e si scrivono le storie di supporto più delicate:
- Gli incontri protetti: lo “spazio neutro” in cui mamme e papà, in situazioni di alta conflittualità o separazione, possono riallacciare i rapporti con i propri figli, protetti dall’occhio vigile e professionale degli educatori.
- Il contrasto alla violenza: un presidio fondamentale che lavora in stretta sinergia con il centro antiviolenza limitrofo, offrendo un primo approdo sicuro per interi nuclei familiari vulnerabili.
L’inaugurazione, anticipata dai recenti lavori di riqualificazione della struttura, segna un passaggio cruciale: la transizione da un servizio “di nicchia” — quasi confidenziale nella sua necessaria discrezione — a un punto di riferimento ufficiale, strutturato e aperto all’intera comunità.
Il Centro Famiglie diventa così un pilastro visibile del welfare isolano, grazie al potenziamento dei finanziamenti del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
La sfida, ora che le istituzioni ne ufficializzano la presenza e la visibilità pubblica, sarà proprio questa: mantenere intatto quell’approccio umano, intimo e protettivo che gli operatori dell’Ambito N13 e le reti di supporto come la Caritas hanno garantito, nel silenzio, fino a oggi.



