Estate: mandiamo anche Dio in vacanza?

Con l’arrivo dell’estate, in tutte le chiese si assiste ad un progressivo svuotamento di fedeli nelle celebrazioni. Sembra che, dopo le prime comunioni, tutti i bambini del catechismo e le loro famiglie abbiano esaurite le loro energie e non ce la facciano ad andare più a messa. Anche la partecipazione alla comunità di fede a cui si appartiene viene scambiata per un mero impegno dal quale si sente la necessità di evadere per il giusto ristoro delle ferie estive.

È vero che gli impegni durante l’anno, a cui tutti partecipano con entusiasmo, a cominciare dai bambini, sono tanti e che si arriva all’estate avendo accumulato una certa stanchezza, favorita da temperature atmosferiche per niente agevoli, ma sarebbe bello non perdere il gusto di ritrovarsi insieme, almeno una volta a settimana, per ringraziare il Signore per tutto ciò che avviene nelle nostre vite. Purtroppo, il caldo eccessivo non aiuta e, laddove non c’è aria condizionata, nelle chiese diventa complicato assistere a una celebrazione con un certo grado di attenzione. Tuttavia, con un po’ d’ingegno si possono trovare soluzioni adeguate. Mi è capitato domenica sera di accompagnare mio marito alla messa delle 20 (io vado a quella dei bambini nella mia parrocchia) che era all’aperto, nella spaziosa area alle spalle del convento di sant’Antonio alla Mandra. L’atmosfera era quella delle grandi celebrazioni nonostante la semplicità del luogo. Sembrava di essere ai tempi di Gesù quando le folle, provenienti da ogni dove, si radunavano in attesa del Maestro, solo per aver sentito dire che sarebbe passato di là.

Arrivando, mi sono sentita accolta, tutto era organizzato con sobrietà e grande decoro, senza sfarzo ma con gusto e armonia, come è nello stile dei frati. La bella mensa decorosa attendeva i partecipanti, nonostante fosse realizzata con un tavolo pieghevole e l’ambone con un leggìo recuperato in chiesa. Ma con il giardino alle spalle a fare da sfondo, i fiori ad abbellire e le sedie poste ad anfiteatro, l’atmosfera di grande raccoglimento che si è creata è stata davvero suggestiva e favoriva la partecipazione sentita dell’assemblea. L’allestimento, alla fine, pur semplice, è stato di grande aiuto per mantenere viva l’attenzione delle tantissime persone accorse ad ascoltare le parole di Gesù senza grondare sudore.  Bisognerebbe trovare luoghi e orari alternativi come cortili, giardini, spiagge, angoli raccolti, in orari al calare del sole.

Senza dispendio di energie ma solo con il piacere di ritrovarsi attorno alla mensa per ascoltare la parola di Dio e vivere l’Eucarestia, la scelta di un luogo all’aperto potrebbe rappresentare un motivo in più per favorire la partecipazione. A me ricordava la semplicità delle prime comunità che si radunavano attorno agli apostoli seduti sull’erba o per strada, o in qualche piazza, solo per il piacere di ascoltare un messaggio di speranza. Alla fine, ritrovarsi in un cortile per ascoltare la parola di Dio potrebbe essere un segno di quella chiesa “in uscita” tanto cara a papa Francesco, che non ha mai smesso di incoraggiare le comunità a essere attente alle esigenze delle persone e al passo con i tempi.

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