I vescovi indicano alla politica la via dell’ascolto e del territorio

Dalla Cei alla Campania

La democrazia non gode di buona salute e l’astensionismo crescente ne è il segnale più evidente. Di fronte a questa crisi, la comunità cristiana non può restare a guardare o limitarsi a una sterile lamentela. È questo il cuore del messaggio che il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, ha inviato al convegno promosso a Roma dall’Istituto Luigi Sturzo lo scorso lunedì 6 luglio.

Un appuntamento nato per rimettere in dialogo il mondo dell’associazionismo cattolico con i leader della politica, chiedendo di superare la cecità culturale di questo tempo per rimettere al centro la dignità della persona, l’ascolto e il bene comune.

​Questo invito a ritrovare le radici del servizio politico non è rimasto un’esortazione lontana. Attraverso una coincidenza temporale significativa, proprio nello stesso giorno, lunedì 6 luglio, ha trovato una risposta immediata e un esempio vivo qui sul nostro territorio, con un’iniziativa che abbiamo seguito da vicino e in diretta per il nostro settimanale.

Raccogliendo la straordinaria eredità spirituale e sociale lasciata dalla recente visita di Papa Leone XIV ad Acerra, Napoli e Pompei, i vescovi della Campania si sono riuniti per farsi voce dei bisogni reali della gente, lanciando un accorato e coraggioso appello alla politica e alle istituzioni.

​Laddove Zuppi a Roma, in quelle stesse ore, ricordava l’importanza di far nascere «laboratori di cultura democratica» basati sul dialogo e sul rifiuto delle polarizzazioni, la Chiesa campana si è mossa concretamente, dimostrando che l’ascolto parte proprio dai territori più complessi e feriti. L’iniziativa dei nostri pastori tocca le carni vive della regione: la tutela della salute, la piaga della disoccupazione giovanile, la sicurezza sul lavoro, il contrasto alle nuove povertà e la difesa della legalità.

Non si tratta di fare opposizione o di chiedere parzialità, ma di esigere, come vuole la Dottrina sociale, che la dignità umana sia il fine di ogni azione politica.

​Come ha ricordato il presidente della CEI, la democrazia si svuota della sua anima quando viene meno la partecipazione. Ed è esattamente questo il senso del cammino intrapreso in Campania: non delegare le scelte dall’alto, ma risvegliare le coscienze delle comunità parrocchiali, stimolare l’impegno civile dei laici e offrire alla politica un terreno di confronto concreto, libero da sterili ideologie. ​Dalla sinergia tra la visione nazionale e l’azione locale emerge un invito chiaro per ciascuno di noi. La Dottrina sociale della Chiesa prende vita quando decidiamo di abitare le fragilità del territorio, accorciare le distanze e curare le relazioni quotidiane. L’abbraccio del Papa alla nostra terra e il successivo impegno dei nostri vescovi sono lo stimolo e la rotta da seguire: rimboccarsi le maniche nello stesso giorno e con lo stesso spirito per far sì che la speranza diventi un cantiere aperto per il futuro delle nostre comunità.

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