di Nunzia Eletto
Poche volte ho avuto la grazia di essere presente a una ordinazione sacerdotale. Ero giovanissima quando nella mia parrocchia a Ischia Ponte venne ordinato sacerdote, nella Cattedrale, un mio vicino di casa: don Gaetano Pugliese. Eravamo tantissimi giovani e giovanissimi a organizzare non solo la celebrazione in chiesa, provando i canti ogni volta che potevamo, ma anche il rinfresco che venne offerto nell’episcopio. Ricordo che tutti facevamo a gara per dare una mano con l’allestimento del tavolone, poi servendo gli invitati e infine pulendo e mettendo ogni cosa a posto. Eravamo stanchissimi ,ma felicissimi di percepire, in qualche modo, di aver fatto parte della storia. Anni più tardi, da sposata e mamma di tre bambini piccoli, aprimmo casa nostra a tanti giovani seminaristi amici di Carlo e Pasquale, che erano venuti da Napoli per partecipare alla loro ordinazione. Poco potei vedere di ciò che stava accadendo nel piazzale antistante il cimitero gremito com’era, all’inverosimile, di persone accorse da tutta l’isola per essere vicine a questi due giovani sacerdoti: don Carlo Candido e don Pasquale Trani. Ma veniamo all’ordinazione di Don Ivan.
A novembre del 2025 entro a far parte di un coro, nato in occasione del diaconato di Ivan, per cantare a una celebrazione particolare dal titolo “Cerca una notte”. Mi accorgo subito che ci sono esponenti di tutte le parrocchie che hanno un solo desiderio: lodare Dio con il canto. Era finalmente un sogno che si realizzava: l’unità, nel piccolo, della chiesa di Ischia, la testimonianza concreta di una comunità fatta di “un cuor solo e un’anima sola”! Tante, poi, sono state le celebrazioni in cui siamo stati chiamati a cantare e, forse, poche le possibilità di provare i canti in polifonia, ma, ciò nonostante, c’è stata la presenza speciale dello Spirito Santo che ha fatto il resto, al di là dei limiti di ognuno e del poco tempo a disposizione, e che, unita alla gioia di lodare insieme Dio, rende ogni celebrazione un’occasione ulteriore di bellissima preghiera al Signore. Un giorno Ivan, membro del coro, ci comunica che il 24 giugno sarebbe stato ordinato sacerdote. Mancavano pochissimi mesi!!! Come sempre le prove sono state poche e a tarda sera. Ognuno, come ha potuto, si è sacrificato per esserci, venendo ripagato dalla gioia di essere ancora una volta tutti insieme. Il giorno dell’ordinazione mi trovo a essere proiettata in prima fila. Ero emozionata all’idea di vedere impartito il sacramento davanti a miei occhi.
La chiesa era pullulante di sacerdoti e seminaristi, oltre che di innumerevoli fedeli accorsi per essere presenti a un evento sempre più raro. Nonostante il caldo asfissiante, niente poteva distogliere la mia mente dalle parole: “tu sei sacerdote per sempre”. L’abbraccio tra don Ivan e il Vescovo Carlo, e poi con i genitori, ha commosso tutti, tanto che, con un nodo in gola, non riuscivamo più a cantare. Abbiamo cantato per quasi tre ore ma eravamo tutti contenti di essere parte della vita di don Ivan. Ma non è finita lì… abbiamo accompagnato con il canto anche la sua prima messa nella comunità di Fontana, che lo ha accolto prima come accolito, poi come diacono, e dove ha confermato i suoi passi verso il sacerdozio. Una comunità che sa trasmettere concretamente la propria gratitudine a cominciare dal suo Sindaco che lo ha voluto ringraziare per ciò che ha fatto per i suoi concittadini e per ciò che in futuro potrà fare. E ancora, siamo stati presenti con lui, nella comunità di San Pietro in occasione della festa di San Pietro nella omonima parrocchia e a Forio nella comunità di San Sebastiano Martire in occasione della solennità della Madonna delle Grazie.
Questo giovane innamorato di Dio infonde in noi una tale gioia di stare insieme che è impossibile ignorarla. Per questo ringraziamo il Signore per averlo tra noi e, ricordando il salmo 110, vogliamo augurargli di essere «sacerdote per sempre al modo di Melchìsedek» che oltre a essere sacerdote fu re di pace. Possa tu don Ivan essere una guida per i tanti giovani alla ricerca del vero e per le tante famiglie che non trovano più la pace nei loro cuori a causa di difficoltà e sventure. E ora, “Buen camino” don Ivan!!



