Sono ormai diversi anni che gli Angeli della Carità volano su queste pagine per raccontare il loro desiderio più grande: essere prossimi, farsi interpreti del Vangelo nella quotidianità, aiutare coloro che sono emarginati al punto da essere fuori persino dai radar delle Caritas parrocchiali, gli ultimi tra gli ultimi, fantasmi abbandonati che nessuno ricorda. Volano su queste pagine su loro richiesta, non per mettersi in mostra, ma perché sperano che scatti nel lettore il desiderio di dare una mano, di farsi prossimo per davvero. Il passaparola è infatti la formula che ha garantito in questi anni agli Angeli di proseguire nel loro cammino e di allargare i loro interventi. Per questo la Redazione ha accolto con stupore il messaggio che ci ha inviato due settimane fa Pietro, il terziario francescano che con la sua volontà di ferro e il suo amore infinito per i più deboli tiene saldamente il gruppo in piedi:
«A breve chiudiamo la nostra attività, non abbiamo più una sede e ci è impossibile continuare, ringraziamo tutti e ci scusiamo se non potremo più essere di aiuto a tutti».



Pietro ha poi spiegato che il proprietario ha richiesto il rilascio del locale in via Sant’Antonio Abate in Forio, dove gli Angeli si erano sistemati da qualche tempo. Quel locale non era solo un deposito per la sistemazione e distribuzione per tutto ciò che gli Angeli, grazie alle donazioni, potevano offrire, era anche luogo di ritrovo, magari per un pranzo natalizio o un compleanno per chi è solo e non ha più affetti. Domenica scorsa Pietro ci ha poi mandato questa foto, nella quale lo vedete riflesso nel vetro della porta ormai chiusa, con un messaggio nel quale, con tristezza, ci informava che avevano svuotato il locale e consegnato le chiavi. Ma non è mancato un ultimo segnale di speranza: Pietro ci ha anche detto che il giorno prima era passata una ragazza di Ischia per informarli che aveva finalmente sostenuto la prova orale dell’esame di maturità, con un elaborato sugli Angeli della Carità. La sede degli Angeli era anche questo, un luogo dove si insegnava sul campo la carità anche ai più giovani, alcune scuole infatti avevano di recente scelto di portare i loro alunni a conoscere le attività del gruppo, con ottimi riscontri.
Siamo certi che, anche senza sede, le attività degli Angeli non potranno fermarsi, poiché la carità e l’amore verso il prossimo non possono avere porte chiuse. Nell’attesa di prospettive migliori, gli Angeli si sono temporaneamente rifugiati in un piccolo locale presso Serrara Fontana, dove hanno sistemato tutte le loro cose. Si tratta di un posto dove già da tempo gli Angeli pensavano di sistemarsi per essere più vicini a chi abita nella parte alta dell’isola. Ma la sede è piccola, sedie a rotelle, letti ospedalieri, culle, giocattoli e tutto il resto hanno bisogno di spazio adeguato. Pietro non si arrende, soprattutto perché il suo gruppo è forte e gli dona forza e spera che qualcuno gli dia ancora una volta una mano, il suo cuore spera sempre di trovare una sede nel territorio foriano, strategicamente più comodo per il prezioso lavoro di volontariato svolto dagli Angeli. (qualche foto dalla cartella Deposito di Fontana)



