A Forio la fede ha il volto del popolo
Ci sono giorni in cui Forio mostra la sua anima più vera, oltre le spiagge affollate e il viavai dei turisti. Succede a metà giugno, quando il paese si ferma per stringersi attorno al suo patrono: San Vito. Per noi non è solo una tradizione antica o una serie di giornate di festa tra luci e bancarelle. È il momento in cui ci riscopriamo comunità, un grande famiglia che si ritrova e si prende cura delle proprie radici.
San Vito era un ragazzo, ma ha avuto il coraggio di restare fedele al Vangelo a costo della vita. Spesso rischiamo di vedere i santi come statue lontane, ma il parroco della Basilica, don Cristian Solmonese, attraverso i suoi studi ci aiuta a capire il contrario. Ci ricorda che San Vito è una guida vicina, un esempio concreto che ci spinge a migliorare i rapporti quotidiani e a vivere la fede a testa alta, con entusiasmo.
Ma la fede, da queste parti, passa soprattutto attraverso i gesti della gente comune. Lo vedi negli occhi dei portatori della statua: uomini dalle spalle larghe e volti segnati dal sudore che, sotto il peso del Santo, si scambiano sguardi d’intesa per andare a tempo sui ciottoli. È tra un passo incerto e una sosta per riprendere fiato che capisci cos’è la devozione vera: una fatica condivisa dove nessuno lascia cadere il peso sull’altro.
E poi ci sono i dettagli indelebili, come la tradizionale pioggia di petali di rose dalle finestre dei vicoli stretti. Quest’anno, tra i petali al vento, un’anziana signora era affacciata al balcone con le mani giunte e gli occhi lucidi, mentre un bambino sotto di lei cercava di afferrare le rose ridendo. In quel bacio tra la commozione di chi ricorda una vita e la gioia innocente di chi cresce c’è tutto il senso del nostro camminare insieme.
In un mondo che isola, la festa patronale diventa una medicina bellissima. Dietro le quinte c’è un lavoro immenso: giovani e associazioni faticano fianco a fianco superando le stanchezze. Non servono parole; è la bellezza di una comunità unita, con le sue imperfezioni, che attira e fa sentire a casa anche il turista di passaggio. Ora che le luci si sono spente, comincia la parte più importante. Il vero frutto della devozione si vede nella vita di tutti i giorni: custodire il territorio, dare spazio ai ragazzi e stare vicini a chi è solo. San Vito ci lascia questo compito: non chiuderci in noi stessi, ma costruire un paese più umano e solidale.



