Sant’Antonio da Padova, senza ombra di dubbio, può essere considerato uno dei Santi più conosciuti, venerati e amati al mondo. I Padovani, ad esempio, sono talmente legati alla sua devozione che ne parlano o lo chiamano semplicemente il “Santo”. Tra le tante virtù e i tanti titoli attribuitigli c’è anche quello di protettore dei bambini. Questa particolare devozione nasce dai numerosi miracoli da lui compiuti in vita in favore dei piccoli e dalla celebre iconografia che lo raffigura mentre stringe tra le braccia Gesù Bambino. All’interno del folto calendario di appuntamenti di quest’anno, voluti per festeggiare il Santo, i frati del convento di Sant’Antonio alla Mandra hanno dedicato la vigilia della festa, il 12 giugno, proprio ai bambini.
Padre Adriano, che della comunità francescana ischitana è il “guardiano” – colui il quale ha il compito di curare la vita spirituale dei frati della sua comunità e di quanti la frequentano, come definito proprio da San Francesco nella regola – ha inteso rendere tutta la celebrazione come una festa per bambini invitando le loro famiglie a unirsi ai loro piccoli attorno al Santo. Poco prima del suono della campana che dà inizio alla santa Messa i bambini hanno fatto il loro ingresso in processione in chiesa tenendo in mano il giglio da portare al Santo. Erano veramente tanti i piccoli partecipanti. Il vero spettacolo, al di là della gioia festante espressa nella circostanza dai bambini in processione, seppur con la dovuta e sentita solennità, è stato vedere quanto fossero emozionati, e anche un po’ fieri, di poter partecipare a una messa tutta dedicata a loro. Una volta seduti nelle prime file a loro riservate, e a cui è stato necessario aggiungere sedie perché nel frattempo continuavano ad arrivare altri bambini, padre Adriano ha potuto dare loro il benvenuto.
Va detto che anche lo stesso celebrante sembrava molto emozionato dalla presenza di così tanti bambini nella chiesa del suo convento. Il parroco don Pasquale poi, che ha celebrato la Messa, ha voluto ulteriormente sottolineare il legame di sant’Antonio con i bambini e ha ribadito come anche da piccoli si può diventare santi, compiendo piccoli atti d’amore a casa, a scuola, con gli amici, perché ciò basta agli occhi di Dio.
Anche l’offertorio è stato un momento molto bello e movimentato perché tutti i bambini presenti si sono alzati per raggiungere il fondo della chiesa da dove sono ripartiti diretti all’altare dove il parroco li attendeva, mentre una catechista spiegava il significato dei segni portati all’altare:
- il PANE (ostie e panini) ricorda la carità di Sant’Antonio verso i poveri;
- il VINO (vino e uva) rappresenta il frutto del lavoro della nostra terra di Ischia, resa feconda dalla bontà divina;
- l’ACQUA rappresenta la provvidenza e la cura spirituale che Sant’Antonio aveva per chiunque incontrasse sulla sua strada;
- il LIBRO (la Bibbia) tanto caro al Santo, il quale è stato un grande predicatore ispirato proprio dalle Sacre Scritture – i bambini, nel loro piccolo, con l’aiuto delle catechiste le leggono durante l’ora di catechismo per diventare sempre meglio veri discepoli di Gesù -;
- Il SAIO francescano che ricorda l’appartenenza di sant’Antonio all’ordine francescano. Infine, tantissimi bambini hanno portato all’altare il GIGLIO simbolo del Santo che rappresenta la sua purezza nella lotta contro tutti i mali che insidiano l’animo umano.
Al termine della Messa, come avviene ogni anno, tutti i bambini davanti all’altare, sono stati benedetti dal parroco che li ha affidati all’amore misericordioso del Santo. Dopo la Messa c’è stata la rievocazione del beato transito di Sant’Antonio e si è ricordato il dettaglio che furono proprio i bambini ad annunciare al mondo la sua morte. Infatti, secondo la tradizione, al momento della morte del Santo di Padova (13 giugno 1231), i confratelli cercarono di mantenere il segreto per evitare disordini tra la folla. Tuttavia, gruppi di bambini iniziarono a correre per le strade gridando: «È morto il Padre Santo!», diffondendo la notizia prima ancora degli adulti. Una grande attenzione silenziosa da parte dei bambini ha accolto il racconto.
Subito dopo, Padre Adriano ha voluto offrire loro un dono come ricordo di questa bellissima celebrazione. I bambini hanno lasciato la chiesa solo dopo il passaggio dei sacerdoti, del diacono e dei ministranti diretti alla sacrestia. Anche questo potrebbe considerarsi un piccolo miracolo attribuibile al Santo! Evviva il Santo dei Miracoli!!








