di Angela Di Scala
L’isola d’Ischia è famosa per le sue acque fin dall’antichità: Plinio, Strabone, Omero e Virgilio le citano nelle loro opere. Eppure, fu grazie all’eruzione del 1538 dei Campi Flegrei che le proprietà curative delle acque isclane furono conosciute in tutta Europa. Esse si inserivano armoniosamente in un territorio con una natura incontaminata che in parte oggi è ancora così, ma che potrebbe esserlo ancor più grazie ad una maggiore tutela del territorio, della costa e del mare antistante.
“Luogo dell’eterna giovinezza”, “giardino di delizie terrene”, “terra felice, generosa e pura” sono solo alcune delle straordinarie qualifiche attribuite alla nostra isola che, per la sua bellezza naturale intatta, appariva un luogo più celeste che terrestre. Giulio Iasolino, medico calabrese, che contribuì molto a ricostruire la storia medica delle terme dell’isola e l’importanza terapeutica delle acque, la chiamava “paradiso in perpetua primavera”.
Le fonti d’acqua isolane furono sfruttate per prime dai romani ai fini medici, salutari e anche taumaturgici. Per Iasolino erano “epifania della Divina Provvidenza” che giovavano, con l’aiuto medicinale, «contra tutte le sorti de’ mali e infermità: di maniera che si può dire che Dio Ottimo in questo piccolo luogo habbia raccolto e posto insieme i rimedij e aiuti de’ bagni per iscacciare dà corpi humani qual si voglia male».
Alcune sorgenti nascevano lungo i pendii del monte, altre, la maggior parte, sgorgavano sulle spiagge frammiste ad acque salate. Le acque di queste sorgenti avevano anche alte gradazioni perché passate attraverso zone riscaldate, ossia le fumarole. Si potevano contare oltre 100 sorgenti termali, 70 fumarole, decine di fonti d’acqua potabile. Di questa eredità naturale, purtroppo trascurata fin dal ‘500 – che sana gli ammalati, giova ai malsani e conserva in salute i sani – ne siamo custodi.
Col processo di cristianizzazione le sorgenti furono intitolate alla Vergine Maria, ai santi e ai santi taumaturghi. «Pozzi, fontane e polle spesso sorgevano in prossimità di chiese dove i pellegrini usavano raccogliere l’acqua, berla o effettuare con essa abluzioni a scopo rituale e terapeutico com’era il caso, ad Ischia, delle acque sorgive legate al culti di S. Antonio Abate»[1].
Sull’isola si tenevano veri e propri pellegrinaggi della salute, anche perché le acque erano rinomate in tutta Europa come miracolose.
Paradiso di verde e di silenzio, dimora incantevole tra cielo e mare, Ischia offriva – all’interno di un itinerario salutare, cioè il viaggio, il cambiamento di vita, di nutrizione, di abitudini e di clima, l’allontanamento dalle preoccupazioni, il soggiorno in un luogo puro e rigoglioso – la guarigione. Le acque contribuivano realmente a ristabilire l’ammalato che, istruito sulle loro proprietà terapeutiche, rinnovavano – scrive il D’Ascia – il miracolo di Cristo.
L’isola, scrivevo, era ed è ricca di sorgenti termo-minerali – patrimonio d’inestimabile valore – situate lungo le linee vulcano-tettoniche o in corrispondenza di antiche bocche di crateri. L’isola d’Ischia, infatti, non è un vulcano, ma un horst vulcano-tettonico (zolle sollevate e inclinate). Sulle faglie di questo horst si sono poi insediati i numerosi vulcani che hanno prodotto l’attuale morfologia.
Le acque presenti nel sottosuolo ischitano provengono dalle piogge, dall’acqua d’infiltrazione marina e dalle acque juvenili più profonde che si spostano verso l’alto. Esse si arricchiscono, dal punto di vista chimico e fisico-chimico, dei minerali presenti in zona. Tali sorgenti sono classificate per gruppi, secondo le diverse caratteristiche chimico-fisiche. Sono acque batteriologicamente pure: stimolano i processi biologici e il rinnovamento cellulare agendo positivamente sul sistema nervoso, nonché offrendo tanti benefici effetti. Le loro utilizzazioni sono molteplici: bagni, fanghi, docce, cure. Forniscono anche azione a carattere preventivo rallentando la progressione delle affezioni morbose.
L’isola d’Ischia possiede condizioni climatico-ambientali particolarmente favorevoli per il termalismo. Oltre alle acque da bagno, vi sono le acque da bibita (oligo-minerali e medio-minerali) che vengono assunte come bevanda.
L’acqua è indispensabile per la nostra vita. Essa genera vita e vita sempre nuova. Il medico Iasolino ha descritto le acque minerali dell’isola d’Ischia, ma di molte se n’è persa traccia. Venanzio Marone, medico chirurgo di Lacco Ameno dal 1829 al 1859, elenca quelle utilizzate al suo tempo:
- nel Comune di Ischia, Acqua del Pontano, Acqua di Fornello e Fontana;
- nel Comune di Casamicciola Terme, Acqua di Castiglione, Acqua di Gurgitello, Acqua di Cappone, Acqua dell’occhio o Bagno fresco, Acqua Ferrata, Acqua della Calata, Acqua del tamburo, Acqua di Sinagalla, Acqua della Rita, Stufa vaporosa di Cacciutto;
- nel Comune di Lacco Ameno, Acqua delle Legne, Acqua del Capitello, Acqua di S. Restituta, Acqua di Regina Isabella, Acqua di S. Montano, Acqua potabile della Conserva, Arene termali di S. Restituta, Stufa vaporosa di S. Lorenzo;
- nel Comune di Forio, Acqua di Francesco I, Acqua di Citara;
- nel Comune di Barano d’Ischia, Acqua di Nitrodi, Acqua di Olmitello, Stufa vaporosa.
In passato, l’Acqua della Rita veniva usata anche per cuocere le minestre, le stufe invece per attivare la traspirazione. L’acqua di S. Restituta si distingueva da tutte le altre e offriva cure portentose; attaccate alla sorgiva di quest’acqua c’erano poi le arene termominerali che giovavano per tante ragioni.
Alcune acque venivano usate in modo propedeutico e preparatorio alle successive più calde e più cariche di minerali, così da passare dal più dolce al più forte. Alcune tra quelle si usavano per via interna come bevanda (ad esempio: l’Acqua del Pontano, l’Acqua di Castiglione o l’Acqua Ferrata), altre per via esterna come bagni e docce.
Attualmente, anche se non sono parte dell’elenco, si può certamente usufruire dell’Acqua di Buceto nella frazione di Fiaiano e dell’Acqua sorgiva proveniente dai Frassitelli nella frazione del Ciglio – Comune di Serrara Fontana – che scorre sotto la chiesa di tufo verde Madonna Assunta e S. Ciro.
Sarebbe veramente lodevole ritornare a curare un così grande e salutare patrimonio comune… a gloria di Dio Padre che tutto ha creato con purissima Sapienza e infinito Amore. “Maria, Sorgente dell’Acqua viva pura e santissima…consigliaci e guidaci sul da farsi!”
[1] AA.VV, Acque e terme dell’isola d’Ischia, Il tirso, 2005, 30.



