Ultimo incontro di formazione diocesana, presso il Santuario Madonna della Libera in Forio
Il percorso di formazione diocesana, specifico per i ministri straordinari della comunione, ma aperto a tutti i laici, si è concluso giovedì 21 maggio scorso nella cornice del santuario del Cierco a Forio, sotto la guida di don Cristian Solmonese, che per l’occasione ha voluto la presenza dell’Abate di Montevergine, padre Riccardo Guariglia, responsabile anche dell’Ufficio Liturgico campano. La catechesi pronunciata dall’Abate si inserisce anche all’interno del Giubileo mariano che don Cristian sta celebrando nel santuario dedicato alla devozione della Madonna della Libera. È bello, ha detto padre Riccardo, che il Giubileo non si fermi all’anno cronologico, ma continui ad essere vissuto nelle chiese in vari modi e in particolare dedicandosi al culto della Madonna, figura che in questo momento storico diventa un riferimento importante, Colei che è “madre della speranza”. La speranza, infatti, ha proseguito, è ciò che nei momenti bui viene meno, mentre, guardando a Maria, possiamo trovare la forza e ravvivare la speranza. Padre Riccardo ha utilizzato la metafora del viaggio per mare per descrivere il cammino della vita umana: nella navigazione della storia c’è poco da illudersi, è un viaggio periglioso, che necessita di una guida, soprattutto quando giunge la notte:
«Maria è la stella, la Vergine è immaginata come guida del discepolo nel cammino verso la patria celeste, Lei quale stella polare, assicura la speranza di un procedere sicuro, nella navigazione sui mari della storia».
Il pericolo maggiore nella navigazione è tuttavia rappresentato dalla disperanza, il non sapere quale strada prendere nel cammino della vita e il non sapersi orientare disperando di arrivare in un porto sicuro. Il Cristianesimo ha però la certezza di fede che la barca della Chiesa ha una luminosa stella del mare che è Maria, segno di consolazione e di sicura speranza. Maria è la più adatta, colei che con il suo sì ha aperto a Dio le porte del nostro mondo, stella mattutina radicata in Cristo, Colei che è diventata nuova Arca dell’Alleanza tra Dio e l’uomo, che ha saputo mirabilmente intrecciare la sua vita con i misteri di Cristo e della salvezza, a cominciare dall’Annunciazione, passando per l’incarnazione fino ad arrivare al mistero pasquale e pentecostale. Maria è stata figlia eletta del Padre, madre gloriosa del Figlio, sposa dello Spirito Santo, socia di Cristo sotto la croce, compagna degli Apostoli all’alba della Chiesa. Ha sperimentato il mistero della fine con la gloriosa assunzione. Maria è madre e modello, in una vita che è vocazione continua attraverso i misteri di Cristo:
«È una grazia espansiva che si sviluppa e si colora il mistero della sua maternità. Le tappe evolutive ed espansive della sua maternità sono caratterizzate dalla speranza che lei vive, spera e fa sperare, la speranza di Maria è la stessa speranza di Gesù».
A proposito di tappe evolutive, padre Riccardo ha poi proseguito illustrando nel dettaglio alcuni aspetti della vita di Maria:
Maria Madre di speranza nell’Annunciazione
Il sì di Maria che apre le porte a Dio nella storia può essere considerato il primo sì di Maria alla speranza di Cristo, Ella inizia la sua collaborazione per l’inizio di una nuova creazione, lasciando che la grazia performatrice trasformi per sempre il destino dell’uomo, rovesciano il corso degli eventi umani, mentre Dio raggiunge l’uomo sulla Terra, dove finalmente può innalzare la sua tenda.
Maria Madre di speranza nella Natività
Nel Natale del Signore, Maria viene coinvolta efficacemente nella storia della salvezza, Ella è fisicamente madre di Cristo e madre di speranza, poiché la speranza è Cristo. Nella grotta, cercata affinché Gesù nascesse sotto la coperta delle tenebre, illumina con la sua luce la grotta e il mondo, fino al sepolcro. Maria diventa lampada che brilla nel buio e rischiara l’inverno dell’esodo.
Maria Madre di speranza sotto la croce
Il ruolo di Maria sotto la croce è “esserci” (stabat mater); le Scritture sono essenziali e laconiche, poche parole, solo presenza: sotto la croce, mentre il Figlio sta morendo Maria ci insegna la fedeltà: mai nessuno deve essere abbandonato, soprattutto nel momento doloroso della morte. Sotto la croce Maria rappresenta tutto il genere umano, tutto il popolo di Israele, ma anche la Chiesa nascente che celebra le nozze con Dio. La morte del figlio diventa la celebrazione del patto nuziale tra Dio e il suo popolo, patto infrangibile, perché sigillato dal sangue versato. Si può sperare sotto la croce? – ha chiesto padre Riccardo – certamente, se guardiamo a Maria come eroina del Calvario mentre istituisce il principio della speranza.
Maria Madre di speranza pasquale e pentecostale
Infine, a Pasqua si compone una mirabile tessitura di gioia e grandezza, si ricompongono tutti i misteri di Cristo ai quali Maria ha partecipato. Nel momento in cui nasceva la Chiesa, ai discepoli tristi e smarriti, Maria si presenta ancora come faro, Ella diventa madre della neonata famiglia di Gesù:
«Nella prima Chiesa avvolta nella luce della resurrezione mentre muove i primi passi, nel giorno di Pentecoste la speranza di Maria diventa speranza della Chiesa in missione ed in uscita».
Dopo la Pentecoste, Maria si incammina come umile pellegrina sulle tracce di Cristo, praticando la speranza.
Padre Riccardo ha poi concluso con una preghiera rivolta alla Madonna: Ave stella del mare, porta del cielo!










