L’Unità tra i cristiani nelle piccole cose

La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si celebra ogni anno dal 18 al 25 gennaio. La veglia ecumenica (universale) è un momento di preghiera condiviso da cristiani di diverse confessioni (cattolica, ortodossa, protestante, anglicana) che si riuniscono per chiedere l’unità della Chiesa e invocare la pace. Anche nella Diocesi di Ischia un giorno è dedicato all’incontro di tutte le comunità cristiane presenti sull’isola. Poiché la pastora luterana, incaricata per l’area di Napoli e presente da tantissimi anni, aveva finito il suo mandato, si attendeva, in Diocesi, la nomina del sostituto, per poter organizzare, a gennaio stesso; la veglia ecumenica, che ogni anno è stata sempre molto partecipata.

Ciò purtroppo non è stato possibile, ma ci si è assunti l’impegno reciproco di non rinunciare a tale appuntamento. A distanza di qualche mese è arrivata conferma della nomina, da parte della chiesa cristiana luterana, della pastora Elisa Schneider. Presi, dunque, contatti con quest’ultima, l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso deputato all’evento, e diretto da don Enrico Petito e Pina Attore, ha proceduto all’organizzazione della veglia, fissandola per il 21 maggio, nel pieno della novena di Pentecoste. Sembrava proprio l’occasione migliore.

Per tale motivo la preghiera è diventata “Preghiera Ecumenica di Pentecoste”, dando grande importanza all’azione dello Spirito Santo perché si realizzi sulla terra il testamento di Gesù: “Che tutti siano uno; come tu, Padre, sei in me e io in te”. Per dare un significato concreto all’impegno dei Cristiani a essere una sola cosa in Gesù, ogni anno rappresentanti dei movimenti, cammini e associazioni laicali presenti sull’isola, ai quali si sono uniti quest’anno rappresentanti del coro diocesano, si danno appuntamento per animare la veglia con il canto e la musica. Non ha voluto far mancare la sua folta presenza anche la comunità Ucraina di Ischia, che oltre a unirsi al coro ha animato la celebrazione.

Una sola prova è bastata per preparare al meglio l’evento. Tanti sono accorsi per dare il proprio contributo suonando uno strumento o cantando. In molti aleggiava il dubbio che si potesse cantare insieme all’unisono, avendo messo insieme realtà diverse, non conoscendosi né avendo mai cantato insieme. Ma proprio in questo si manifesta la potenza dello Spirito Santo quando ci si riunisce nel nome di Dio essendo pronti a far dell’amore reciproco evangelico l’unica legge. Così si realizza il segno della presenza divina: far parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dà loro il potere di esprimersi. Nel nostro caso, far cantare all’unisono persone provenienti da realtà così diverse.

Ed ecco che dagli strumenti (chitarre, tastiera, tromba e percussioni) esce un suono melodioso che accompagna le voci di tenori, soprani e contralti. Tutta l’assemblea, accorsa numerosa per essere partecipe di un giorno speciale, ha cantato con il coro a una sola voce. Questo è un altro dei doni dello Spirito Santo: camminare insieme verso un’unica meta che è l’unità dei cristiani. Certo può sembrare un’utopia al giorno d’oggi, dove le guerre si combattono in nome di un Dio che nella mente dei potenti sta solo da una parte e quindi divide piuttosto che unire. Ma i veri cristiani si impegnano affinché si realizzi sulla terra un mondo nuovo dove regna l’amore e la pace. E questo diviene testimonianza viva per la società, mutandola dal profondo, se solo siamo riuniti nel Suo nome.

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