“Guardare a Colui che hanno trafitto”

La Basilica del Sacro Cuore affiliata alla Rete Mondiale di Preghiera del Papa

A cura della equipe della RMPP di Ischia.

Una giornata di intensa spiritualità, memoria ecclesiale e speranza ha segnato la comunità di Casamicciola Terme lo scorso 25 maggio 2026, con l’affiliazione della Basilica Pontificia del Sacro Cuore di Gesù e Santa Maria Maddalena Penitente alla Rete Mondiale di Preghiera del Papa, già conosciuta come Apostolato della Preghiera.

L’evento, vissuto con profonda partecipazione dal popolo di Dio, ha rappresentato molto più di un semplice atto istituzionale: è stato il ritorno consapevole alle radici spirituali di una comunità che proprio nel culto al Sacro Cuore ha trovato, lungo la sua storia, consolazione, forza e rinascita.

Nel suo intervento rivolto all’assemblea, don Gino ha ricordato come la storia della Rete Mondiale di Preghiera del Papa affondi le sue radici proprio a Casamicciola grazie al venerabile parroco don Giuseppe Morgera, figura centrale della spiritualità isolana nell’Ottocento. Pastore illuminato e apostolo del Sacro Cuore, Morgera fu legato spiritualmente a grandi figure della santità italiana come Caterina Volpicelli, Bartolo Longo, Ludovico da Casoria e il gesuita padre Piccirelli.

«Erano gli apostoli del Sacro Cuore — ha affermato — uomini e donne che avevano compreso che nel Cuore di Cristo si trova il centro della storia, la risposta al dolore umano e la speranza per ogni rinascita».

Particolarmente toccante il passaggio dedicato al terremoto del 1883, tragedia che segnò profondamente la vita del parroco Morgera e dell’intera popolazione. Don Gino ha ricordato come proprio attraverso quella prova nacque una nuova comprensione della fede: non più una lettura del dolore come castigo, ma come luogo in cui contemplare la compassione di Cristo.

«Nel Cuore trafitto del Signore — ha detto — il parroco Morgera vide l’unica vera porta da attraversare per risanare e ricostruire il paese, ma soprattutto per generare un popolo nuovo».

Parole che hanno assunto un significato ancora più forte alla luce delle ferite recenti vissute dalla comunità di Casamicciola. Il parroco ha infatti collegato la memoria storica alle prove contemporanee, invitando tutti a compiere un cammino spirituale “dalla fede della paura alla fede dell’amore; dalla fede della forza alla fede della grazia”.

L’affiliazione alla Rete Mondiale di Preghiera del Papa viene così letta come una chiamata a custodire uno stile evangelico fondato sulla compassione, sulla preghiera e sull’offerta di sé. «Entrare nella Rete — ha spiegato — significa continuare a guardare a Colui che hanno trafitto, per scoprire che le nostre ferite e i travagli del mondo possono ricevere speranza, consolazione e forza».

Nel corso della celebrazione si è vissuto anche un momento particolarmente intenso e simbolico: don Gino e suor Luisa Di Nuccio, appartenente alla congregazione fondata da santa Caterina Volpicelli, hanno rinnovato la loro alleanza con Gesù nel segno della spiritualità del Sacro Cuore. Un gesto semplice ma profondamente eloquente, che ha richiamato la dimensione più autentica della Rete mondiale: vivere uniti al Cuore di Cristo per essere strumenti di amore, riparazione e speranza nel mondo.

Nel pomeriggio, il ritiro spirituale guidato da padre Renato Colizzi S.J., direttore nazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, ha approfondito il tema: “Il Cuore aperto di Cristo e una parrocchia che accoglie”.

Le sue riflessioni hanno offerto alla comunità una traccia concreta di rinnovamento pastorale. Padre Colizzi ha sottolineato anzitutto il bisogno di passare «all’intimità contro il formalismo», ricordando che «il cuore sa dare una patria». La spiritualità del Sacro Cuore, ha spiegato, può aiutare le persone a sentirsi accolte con tutta la propria storia, senza filtri né maschere.

«Una comunità parrocchiale che vuole vivere la spiritualità del Sacro Cuore — ha detto — deve spogliarsi dei propri filtri per dare una patria e una famiglia alla gente».

Molto significativa anche la riflessione sui piccoli gesti quotidiani: «L’amore si trasmette nei gesti», ha ricordato il gesuita, paragonando la vita della comunità agli alberi “che si parlano attraverso le radici, sotto terra, lontano dalla vista”. Gesti semplici, ma capaci di ricostruire fiducia e relazioni autentiche.

Infine, padre Colizzi ha invitato ciascuno a riscoprire la capacità di raccontare la propria storia e di vivere relazioni vere, indicando nella preghiera una scuola di autenticità e comunione.

La giornata si è conclusa con la solenne celebrazione eucaristica e con un momento di fraternità comunitaria, quasi a suggellare il desiderio condiviso di una Chiesa dal cuore aperto, capace di accogliere, accompagnare e generare speranza.

L’affiliazione della Basilica di Casamicciola alla Rete Mondiale di Preghiera del Papa appare così non solo come un recupero della memoria storica, ma come un nuovo inizio: il segno di una comunità che, attraversando le proprie ferite, desidera ancora lasciarsi trasformare dal Cuore di Cristo per diventare casa, famiglia e speranza per tutti.

Articoli correlati

messa corpus domini con vescovo a portosalvo

La forza dell’Eucaristia

Omelia del Vescovo Carlo per la celebrazione della solennità del Corpus Domini, presso la chiesa conventuale dei Frati Minori Nello stesso giorno in cui è stato conferito il ministero del

ministero del lettorato convento sant'antonio con vescovo

Lasciatevi abitare dalla Parola

Omelia del vescovo Carlo in occasione del conferimento del Ministero del Lettorato ai seminaristi Angelomaria Di Meglio e Francesco Ferrandino Seconda tappa del cammino che porta verso il sacramento del