Maria, Madre e modello di perfezione

Il 13 maggio scorso Papa Leone ha commentato l’ultimo capitolo della Lumen Gentium: «Il Concilio Vaticano II ha voluto dedicare l’ultimo capitolo della Costituzione dogmatica sulla Chiesa alla Vergine Maria (cfr Lumen gentium, 52-69). Ella «è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa, figura ed eccellentissimo modello per essa nella fede e nella carità». Queste parole ci invitano a comprendere come in Maria, che sotto l’azione dello Spirito Santo ha accolto e generato il Figlio di Dio venuto nella carne, si possano riconoscere sia il modello, che il membro eccellente e la madre dell’intera comunità ecclesiale. Lasciandosi plasmare dall’opera della Grazia, venuta a compiersi in Lei, e accogliendo il dono dell’Altissimo con la sua fede e il suo amore verginale, Maria è modello perfetto di ciò che la Chiesa tutta è chiamata ad essere, creatura della Parola del Signore e madre dei figli di Dio generati nella docilità all’azione dello Spirito Santo. In quanto, poi, è la credente per antonomasia, in cui ci è offerta la forma perfetta dell’incondizionata aperturaal mistero divino nella comunione del popolo santo di Dio, Maria è membro eccellente della comunità ecclesiale. In quanto, infine, genera figli nel Figlio, amati nell’eterno Amato venuto fra noi, Maria è madre della Chiesa tutta, che a Lei può rivolgersi con confidenza filiale, nella certezza di essere ascoltata, custodita e amata. …Nella Vergine Maria viene a specchiarsi anche il mistero della Chiesa: in Lei il popolo di Dio trova rappresentati la sua origine, il suo modello e la sua patria. Nella Madre del Signore la Chiesa contempla il proprio mistero, non solo perché vi ritrova il modello della fede verginale, della carità materna e dell’alleanza sponsale, cui è chiamata, ma anche e soprattutto perché riconosce in lei il proprio archetipo, la figura ideale di ciò che è chiamata ad essere. Come si può vedere, le riflessioni sulla Vergine Madre raccolte nella Lumen gentium ci insegnano ad amare la Chiesa e a servire in essa il compimento del Regno di Dio che viene e che pienamente si realizzerà nella gloria».

San Francesco d’Assisi aveva un grande amore per la Vergine Maria, infatti mise l’Ordine nascente sotto la sua protezione e definì la Porziuncola modello dell’Ordine. Lui stesso, sul modello della Madre celeste, si riteneva madre per i suoi frati. “Prevedeva che tra gli stessi figli potevano sorgere difficoltà a danno della pace e dell’unità, e lo turbava il pensiero che, come spesso avviene tra gli eletti, vi sarebbero stati alcuni inorgogliti nella loro mentalità carnale, pronti alle contese e facili allo scandalo. Mentre rivolgeva questi e simili pensieri nella sua mente, una notte, nel sonno, ebbe questa visione. Vide una gallina piccola e nera, simile ad una colomba domestica, con zampe e piedi rivestiti di piume. Aveva moltissimi pulcini, che per quanto si aggirassero attorno a lei, non riuscivano a raccogliersi tutti sotto le sue ali. Quando si svegliò, l’uomo di Dio, e riprese i suoi pensieri, spiegò personalmente la visione. «La gallina, commentò, sono io, piccolo di statura e di carnagione scura, e debbo unire alla innocenza della vita una semplicità di colomba: virtù, che quanto è più rara nel mondo, tanto più speditamente si alza al cielo. I pulcini sono i frati, cresciuti in numero e grazia, che la forza di Francesco non riesce a proteggere dal turbamento degli uomini e dagli attacchi delle lingue maligne».  «Andrò dunque, e li raccomanderò alla santa Chiesa Romana: in tale modo i malevoli saranno colpiti dalla verga della sua potenza e i figli di Dio, ovunque, godranno di piena libertà, a maggior beneficio della salvezza eterna. Da questo i figli riconosceranno le tenere premure della madre e ne seguiranno, con particolare devozione, le orme venerande. La sua protezione difenderà l’Ordine dagli attacchi dei maligni, e il figlio di Belial non passerà impunemente per la vigna del Signore. Persino Lei, che è santa, emulerà la gloria della nostra povertà e non permetterà che il torbido della superbia possa offuscare i grandi pregi dell’umiltà. Conserverà illesi tra di noi i vincoli della carità e della pace, colpendo con rigore e severità chi è causa di discordia. Alla sua presenza fiorirà sempre la santa osservanza della purezza evangelica e non consentirà che svanisca neppure per un istante il buon odore della vita». Fu questa la vera e unica intenzione che ebbe il Santo nel volere tale raccomandazione, e questi gli argomenti santissimi della prescienza dell’uomo di Dio riguardo alla necessità di affidarsi alla Chiesa per il tempo futuro (FF 610)”.

Papa Leone conclude: «E, dopo aver approfondito la Costituzione Lumen gentium, chiediamo alla Vergine di ottenerci questo dono: cresca in tutti noi l’amore per la Santa Madre Chiesa. Così sia!».

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