Il 25 aprile resterà una data impressa nella memoria di circa 8.000 insegnanti di Religione Cattolica (IRC) provenienti da tutta Italia. Tra loro, una delegazione entusiasta dei docenti delle diocesi di Pozzuoli e Ischia ha raggiunto la Capitale per un appuntamento speciale: l’incontro con Papa Leone XIV.
Sebbene il meeting nazionale si sia articolato su più giorni, è stato l’incontro con il Santo Padre a rappresentare il vero cuore dell’esperienza per i nostri insegnanti, un momento di profonda commozione e ricarica spirituale.
«L’incontro con il Papa è stato veramente emozionante», racconta Angela Della Monica, docente di religione di Ischia, ancora colpita dall’intensità dell’evento: «Il suo discorso ha toccato punti fondamentali per la nostra professione». Angela sottolinea come le parole del Pontefice abbiano saputo dare valore e dignità a un lavoro che spesso si trova a operare in contesti non facili, ma che resta vitale per la crescita delle nuove generazioni.
Papa Leone XIV, nel rivolgersi alla platea degli insegnanti, ha usato parole chiare: la dimensione religiosa non è un’appendice marginale, ma un «elemento costitutivo dell’esperienza umana». Il Papa ha ribadito che l’IRC è una disciplina di grande valenza culturale, necessaria per comprendere le dinamiche storiche, sociali e le espressioni dell’ingegno umano.
Un passaggio fondamentale del suo discorso ha riguardato il concetto di vera laicità. Papa Leone ha ricordato che essa non deve escludere il fatto religioso, ma saperne fare tesoro come risorsa educativa. In un mondo frammentato, conoscere e amare la propria identità è il presupposto per un dialogo autentico e per «incontrare l’altro con rispetto e apertura».
Ispirandosi al tema “Il cuore parla al cuore”, il Papa ha invitato i docenti a formare le persone all’ascolto del cuore e alla libertà interiore. La scuola, in questa visione, diventa un cammino in cui la verità è la meta, ma la relazione personale è l’unica via possibile per raggiungerla.
I docenti di Ischia e Pozzuoli rientrano nelle loro classi con un mandato preciso: aiutare i ragazzi a non seppellire quella voce interiore che già risuona in loro, guidandoli con quella capacità di pensiero critico in cui fede e ragione camminano insieme.



