Fermarsi, Ascoltare, Affidarsi

La Diocesi in preghiera per le Vocazioni

In occasione della 63° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, la nostra Diocesi si è ritrovata sabato 25 aprile per vivere la Veglia di Preghiera per le Vocazioni presso la Chiesa di Sant’Antonio, nel convento dei Frati Minori a Ischia, nell’anno giubilare speciale dedicato a San Francesco.

La serata, ampiamente partecipata, si è svolta in un clima di armonia e raccoglimento, vissuto con gioia. Il filo conduttore della Veglia è stato tratto dal Messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, il tutto intervallato con canti, una testimonianza, pause di ascolto e riflessione, terminando poi con il silenzio contemplativo dell’Adorazione Eucaristica.

I tre verbi consegnatici dal Santo Padre nel suo messaggio hanno guidato la nostra scoperta interiore del dono di Dio e sono state le chiavi di lettura affinché ogni chiamata sia autentica e soprattutto vera.

Fermatevi: la prima tappa è stata arricchita dalla testimonianza di padre Adriano, guardiano del convento dei Frati Minori a Ischia. Con semplicità, chiarezza e profondità, ha raccontato il suo cammino vocazionale alla luce di questi tre verbi. È partendo proprio da un momento di crisi che la sua vocazione è rinata: “È stato nel fermarmi davvero, nel fare silenzio e mettermi in ascolto, che ho scoperto che Dio mi amava così come ero, con tutta la mia imperfezione”. Questa imperfezione, che per ognuno di noi è un limite, per Gesù è quell’elemento in più per farci scoprire quanto la vita sia bella nella diversità, nell’essere originali nonostante il nostro essere imperfetti.

Ascoltate: in questa seconda tappa della preghiera, abbiamo ascoltato il Vangelo di Giovanni della Vite e dei Tralci (Gv 15,1-10), seguita dalla riflessione del nostro Vescovo Carlo. Riprendendo la precedente testimonianza, il Vescovo ha sottolineato l’importanza di mettere al centro della nostra vita, l’unica Persona che riesce a trarre da ognuno di noi il bello di ogni cosa: Gesù. Si è soffermato sul tema della “potatura”: ogni vocazione per essere feconda ha bisogno di essere potata, solo così può portare più frutto; la potatura è per il nostro bene… e quello che sembra un limite, nelle mani del vignaiolo è vita e dona vita buona. Il vescovo ha concluso dicendo: “Siamo qui per rendere grazie al Signore per le nostre vocazioni e per chiedere la grazia di rimanere in Lui”.

Affidatevi: l’ultima tappa, introdotta dalla lettura del messaggio del Papa, è stata seguita da un gesto simbolico particolarmente significativo: la consegna delle chiavi. Un segno semplice ma profondo, con cui abbiamo voluto esprimere la volontà di affidare a Gesù le chiavi della nostra vita, riconoscendolo come guida del nostro cammino. Affidarsi a Lui significa fidarsi di Lui. Ciò lo possiamo fare solo restando pecore del suo gregge, che ascoltano la sua voce che ci chiama.

Questo gesto ci ha condotto al momento più importante e conclusivo della veglia: l’Adorazione Eucaristica. Nel silenzio, talora accompagnati dai canti, abbiamo vissuto un tempo prezioso di contemplazione e di affidamento, lasciandoci interiormente trasformare dalla sua presenza.

Vivere questo momento con tutta la Chiesa, è stato un dono importante per ciascuno di noi. Siamo chiamati tutti a coltivare la nostra intima e personale relazione con il Signore, per essere generatori di vita e di santità.

L’invito conclusivo che vogliamo rivolgere ai giovani è questo:

Abbiate coraggio! Non abbiate paura!

“Scegliere Cristo, nella vita sacerdotale o religiosa – ma anche nella vita da laico – è una strada che conduce alla felicità; stare con Gesù è bello, troppo bello”, ha sottolineato padre Adriano, incoraggiandoci a fidarci di Lui e a prendere il largo con il Signore.

Suor Tomasa, Bartolomeo e Katia, Equipe di Pastorale Vocazionale

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