Serrara e il suo gigante di fede

Memoria di San Vincenzo Ferrer, presbitero dell’ordine dei predicatori

Poiché la memoria di San Vincenzo Ferrer fissata liturgicamente al 5 aprile, giorno della sua morte (Dies Natalis) (Vannes, 5 aprile 1419) è caduta nel giorno della Pasqua di Resurrezione, la sua memoria liturgica così come quella delle memorie degli altri santi cadute nella Settimana Santa e in albis, viene celebrata il lunedì dopo la Domenica in Albis, quindi il 13 aprile celebriamo la memoria di San Vincenzo Ferrer presbitero dell’ordine dei predicatori (Domenicani).

Parlare di un colosso di Santità come Vincenzo Ferrer è sempre molto riduttivo: poiché la vita di questo santo è nota a tutti, mi piace sottolineare il legame tra questo santo e il Popolo Serrarese.

I Serraresi e il culto a San Vincenzo Ferrer

I serraresi da secoli invocano san Vincenzo Ferrer come speciale protettore soprattutto dei campi e delle vigne; a lui nella Chiesa Parrocchiale è dedicato l’altare laterale dove troneggia il venerato simulacro settecentesco. A San Vincenzo, infatti, i contadini chiedevano negli anni ’50 che la raccolta del grano e quella ancor più decisiva dell’uva andassero a buon fine. Ancora oggi, in ogni vigna, campo o cantina di questo comune è presente un’immagine del Santo con cui si invoca la sua celeste protezione. La testimonianza viva dei benefici delle grazie materiali e spirituali si può testare dai numerosi ex voto e oggetti d’oro, “intrisi di lacrime e ringraziamenti” donati dal popolo negli anni al suo Santo protettore che impreziosiscono il suo simulacro durante i festeggiamenti a luglio.

San Vincenzo Ferrer viene ricordato nella sua memoria liturgica il 5 aprile o in una data dopo l’ottava di Pasqua, però viene festeggiato solennemente da decenni a luglio insieme alla titolare della Parrocchia, la Regina del Monte Carmelo, ma i nostri nonni ricordano che una volta veniva festeggiato a settembre quasi in ringraziamento per il raccolto dei preziosi chicchi d’uva.

Ogni abitante del comune montano ha nel suo DNA l’amore, la fede e la devozione per San Vincenzo Ferrer: significative le parole che compongono l’inno scritte da don Mario Iacono già parroco e nativo di Serrara e musicate da Don Livio Baldino, in cui il popolo mostra la sua devozione e chiede altresì l’intercessione del Santo presso Dio.

In questo giorno è doveroso ricordare i parroci che hanno zelato il culto a San Vincenzo o che hanno portato il nome di Vincenzo, quelli altresì che, da Calimera alle Chignole, hanno portato sulle loro spalle il pesante simulacro del Santo:

  • il Cigliese don Vincenzo Mattera, mente brillante e docente del seminario di Ischia morto prematuramente nel 1905 a cui è dedicata la piazza del Ciglio;
  • il Serrarese Don Vincenzo Mattera, Parroco di Buonopane dal 1949 al 1977, che tanto si è speso per il popolo di Buonopane, creando spazi per l’alfabetizzazione dei piccoli;
  • il Sacerdote don Vincenzo Avallone, parroco di Serrara dal 1964 al 1967, che fino alla sua morte è rimasto, sempre legato alla bella Immagine e alla vita di San Vincenzo;
  • il caro Don Vincenzo Fiorentino parroco di Sant’Angelo, di recente tornato al Padre, anche egli devoto e legato a San Vincenzo sempre presente durante i festeggiamenti di luglio.

È altresì doveroso ricordare il compianto parroco di Serrara don Angelo Iacono che è stato devoto e zelatore del culto di San Vincenzo durante tutto il suo parrocato, mai stancandosi di illustrare la maestosa agiografia del Santo e donando un grappolo di uva d’argento a nome del popolo serrarese nel 2019 per le mani del Vescovo di Ischia Mons. Pietro Lagnese, nel seicentenario della morte di San Vincenzo.

San Vincenzo Ferrer, annunziatore  del Vangelo e uomo dell’unità sia il potente intercessore presso Dio in tutti i bisogni, lui “il rappacificatore per eccellenza” doni pace alle nostre famiglie, al nostro Comune e al Mondo attanagliato dalla spirale violenta della guerra.

di Luigi Schiano

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