La festa della Divina Misericordia

Parrocchia di Santa Maria Assunta, Ischia Ponte

La domenica della Divina Misericordia è una ricorrenza istituita nel 2000 da Papa Giovanni Paolo II. Il Pontefice stabilì che la prima domenica dopo Pasqua fosse dedicata a questo culto, legandone il nome alle gloriose visioni mistiche di Santa Faustina Kowalska. La Divina Misericordia rappresenta l’amore compassionevole e incondizionato di Dio: un sentimento che perdona i peccati e solleva l’essere umano dalla propria fragilità. Si tratta di un dono gratuito, profondamente connesso alla Passione di Cristo e a quella fiducia incrollabile riassunta nell’invocazione: “Gesù, io confido in Te”. Ma cosa significa nel profondo avere misericordia?

Avere misericordia per qualcuno significa trattarlo con una compassione che va al di là dei suoi stessi meriti.  Proprio perché gratuita, essa rispecchia l’amore del Padre Celeste il quale, conoscendo le nostre mancanze, ci offre il perdono per aiutarci a ritrovare la strada verso di Lui. Tuttavia, la misericordia non è solo un atto divino; è anche la forza che ci spinge a riconoscere le difficoltà altrui e a prodigarci per il prossimo. Come Gesù rivelò a suor Faustina, ogni cristiano è chiamato a compiere atti di misericordia verso gli altri: gesti che nascono dall’amore verso Dio e si riflettono nell’umanità. Per questo motivo mostrare misericordia sempre e ovunque non è solo un invito, ma un tratto distintivo della vita cristiana.

Ecco che Gesù, attraverso questa suora, conferma a tutti noi che vanno bene le preghiere, le messe, i rosari, ma molto di più gradisce la cura dei poveri e dei bisognosi di attenzioni materiali e spirituali. Grazie a Dio, tante sono le persone della parrocchia di Ischia Ponte che hanno a cuore i più deboli: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, psicologi, insegnanti, operatori Caritas che ogni giorno hanno cura del prossimo che passa loro accanto. Proprio gli appartenenti a tali categorie, domenica 12 aprile, si sono dati appuntamento alla messa delle 11:30 presso la parrocchia S. Maria Assunta per ricevere dal Signore Risorto la benedizione per il servizio che svolgono verso coloro che sono più fragili e per chiedere la capacità e l’aiuto divino per dare ancora più amore, pazienza, fede e pietà verso i tanti che ogni giorno bussano alla porta del loro cuore, anche solo per ricevere una parola di conforto.

Significativa è stata una preghiera letta da una insegnante oltre che mamma: “Signore Gesù, hai posto i poveri e i bisognosi al centro del tuo messaggio, proclamandoli beati perché destinatari del regno di Dio. Concedi ai tuoi operatori la grazia di essere animati sempre dal tuo stesso sentimento nello svolgere il loro servizio perché, come te, provino compassione nell’agire in loro aiuto”. I partecipanti hanno, poi, portato all’altare dei segni che sottolineano l’impegno a svolgere l’incarico ricevuto: una stola viola, cioè il paramento liturgico necessario per la celebrazione del sacramento della Confessione e che simboleggia la penitenza, la conversione e la misericordia divina; un cuore, il simbolo dell’impegno a perdonare gli altri, nella stessa misura con cui lo chiediamo a Dio Padre per noi; delle scarpe che rappresentano il gesto simbolico di camminare instancabilmente verso i malati, i poveri e i bisognosi delle nostre attenzioni, e infine la cesta della carità, strumento concreto, all’interno della nostra parrocchia, finalizzato alla raccolta di beni di prima necessità distribuiti dalla Caritas parrocchiale. Infine, insieme a tutta l’assemblea, hanno letto la preghiera che papa Leone XIV ha inviato a tutto il popolo di Dio per la pace.

di Nunzia Eletto

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