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La via crucis dei bambini

Non sempre risulta facile raccontare ai bambini gli ultimi giorni della vita di Gesù. Quest’anno in particolare, poi, sembra proprio che il cuore dei bambini sia occupato dalle preoccupazioni di tante guerre. Il loro pensiero è già rivolto, infatti, ai loro coetanei in Ucraina, dopo quattro anni di guerra, ai quali poi si sono aggiunti i bambini di Gaza e, infine, di tutto il Medio Oriente.

I nostri bambini hanno una gran voglia di gridare, con papa Leone, il loro “basta” a tutte le guerre. Cogliendo questo desiderio, le catechiste della parrocchia Santa Maria Assunta di Ischia Ponte hanno proposto loro una Via Crucis che avesse al centro il tema della pace. Quella pace che, come ci ricordava spesso papa Francesco, è dono di Dio, ma che non esclude mai il nostro personale impegno quotidiano. La pace, infatti, si costruisce con gesti concreti. È  un lavoro di persone che non alzano muri ma, al contrario, costruiscono ponti. E il più classico dei ponti è l’arcobaleno. Nella Bibbia, l’arcobaleno è il segno dell’alleanza tra Dio e l’umanità. In questa Via Crucis la croce è stata raffigurata come un grande arcobaleno che unisce il cielo e la terra. La croce da strumento di tormento, con Gesù diventa segno di amore e di misericordia. È anche il segno di una pace donata e affidata a noi. Il percorso si è articolato in sette quadri biblici, uno per ogni colore dell’arcobaleno. In ognuna delle stazioni, il tema della pace è stato collegato a parole concrete che la rendono possibile: la giustizia, la verità, il perdono, la solidarietà, il dialogo, l’ascolto e la responsabilità.

Aiutati dai genitori, i bambini hanno letto brani biblici e riflessioni per poi chiedere, attraverso le invocazioni, l’intervento di Dio nelle loro vite. Inoltre, si sono impegnati solennemente a mettere in pratica quelle parole, così solennemente pronunciate, perché possano rendere possibile la pace. Anche i luoghi scelti per il percorso sono stati significativi per i bambini. La prima tappa, denominata “non c’è pace senza VERITA’ “ è stata letta nella chiesetta dell’Addolorata, simbolo, per eccellenza, del Venerdì Santo. Il parroco don Pasquale Trani ha spiegato ai bambini come nasce la devozione a Maria in quella chiesa. Da lì in processione, con in testa la croce portata da un ragazzo “speciale” e cantando, i bambini sono arrivati alla piazzetta davanti l’ex carcere borbonico per la seconda tappa, dal titolo “non c’è pace senza GIUSTIZIA”. La preghiera recitata invitava tutti a essere giusti per primi, piuttosto che lamentarsi per le ingiustizie subite. Per la terza tappa, dal titolo “non c’è pace senza RESPONSABILITA’” i bambini sono entrati nella chiesetta dedicata a San Giovan Giuseppe e a Maria bambina.

Anche qui il parroco ha spiegato ai tantissimi bambini presenti la storia di quella piccola chiesa che molti di loro non conoscevano. Sempre cantando per la strada che costeggia il mare, i bambini si sono fermati per la quarta tappa, dal titolo “non c’è pace senza SOLIDARIETA’”. È  stato questo il tema più sentito dai bambini che, con la preghiera “Gesù aiutaci ad aiutare gli altri”, hanno voluto sottolineare che solo l’aiuto reciproco può allontanare discordie, conflitti e guerre. La quinta stazione, dal titolo “non c’è pace senza PERDONO” è stata letta sulla rampa che porta alla chiesa di Sant’Antonio. Anche qui si é sottolineato che la parola perdono è molto importante perché vuol dire amare di più, gratuitamente. Dando e ricevendo il perdono ci sentiamo più felici, finalmente liberi dal male che abbiamo compiuto o subito. Perdonare è un segno di pace. La sesta tappa, dal titolo “non c’è pace senza DIALOGO” ha portato tutti nella chiesa dei frati (quest’anno anche chiesa GIUBILARE) che è anche la dimora delle spoglie mortali del nostro Santo Patrono San Giovan Giuseppe della Croce.

Qui il parroco ha sottolineato l’importanza del dialogo come strumento per avvicinare, conoscere e accogliere gli altri come dono di Dio. Usciti dalla chiesa da una porta laterale i bambini si sono ritrovati nel giardino del convento. Accolti e guidati da Padre Vincenzo, uno dei frati che vi abitano, si sono diretti verso la parte più alta del giardino. Qui, nel recente passato, è stata costruita una grotta al cui interno vi è la statua della madonna di Lourdes. Grande è stata la meraviglia negli occhi di tutti nel trovarsi in un luogo così bello, reso ancor più splendente dal sole della giornata. Qui i bambini con i loro genitori hanno letto la settima stazione, dal titolo “non c’è pace senza ASCOLTO”, sottolineando che non si ascolta solo con le orecchie, ma soprattutto con il cuore. Vari possono essere i modi: saper ascoltare i consigli dei genitori, essere attenti ai compagni quando parlano, cogliere il significato profondo della Parola di Dio andando a messa; tutto questo è un dono di Dio che ci aiuta a vivere in serenità e amore. Al termine del percorso, in cui è stata ricordata la passione di Gesù, prendendosi tutti per mano, i presenti hanno recitato la preghiera che Gesù ci ha insegnato, chiedendo anche di essere aiutati a cercare ogni giorno la pace tra gli uomini, soprattutto vivendola prima nel proprio cuore.

di Nunzia Eletto

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