Login

Lost your password?
Don't have an account? Sign Up

Leone pellegrino in Africa

Pubblicato il programma ufficiale del pellegrinaggio internazionale che il Papa compirà dal 13 al 23 aprile prossimi in Algeria, Camerun, Angola, Ginea Equatoriale.

Undici giorni, undici città, quattro Paesi, circa 25 tra discorsi, saluti e omelie, voli interni quotidiani e, in qualche caso, anche due nella stessa giornata. Si prospetta ricco, intenso e certamente affascinante il viaggio che Papa Leone XIV si appresta a compiere in Africa dal 13 al 23 aprile prossimi, dove visiterà Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale

Motti e loghi

Oltre al programma molto dettagliato, la Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso i loghi e i motti delle quattro tappe africane del viaggio di Papa Leone. Il logo dell’Algeria, ispirato a un antico bassorilievo, presenta due colombe che bevono dalla stessa coppa, simbolo di pace e comunione, e il Chi Rho, emblema cristiano, uniti alla mappa dell’Algeria. I colori verde, rosso e bianco richiamano la bandiera algerina, mentre il giallo fa riferimento al Vaticano. Al centro e in basso, il motto in arabo, amazigh e francese: “La paix soit avec vous”, reso in arabo con il saluto “Assalamu Alaykom”. Rappresenta il dialogo e l’incontro tra cristiani e musulmani ed è un invito universale a vivere la pace, la fraternità e la convivenza armoniosa.

Il logo del viaggio in Camerun presenta invece una Bibbia aperta, fondamento della vita cristiana, sulla quale poggia la sagoma del Paese, colorata con le bande verde, rosso e giallo della bandiera nazionale. Dalla banda sinistra si innalza il Crocifisso, segno dell’annuncio del Vangelo, mentre, al di sotto di esso, compare il monogramma mariano. Al centro, una colomba dorata irradia raggi luminosi che rappresentano l’azione dello Spirito Santo e la diffusione della Buona Novella in tutto il territorio. A destra è raffigurato Papa Leone XIV in atteggiamento di preghiera, segno di comunione e di accompagnamento pastorale del Popolo di Dio. Sulle pagine della Bibbia è riportato il motto “Que tous soient un / May they all be one” (Gv 17,21), che richiama il tema dell’unità in Cristo e si collega al motto episcopale del Papa, “In Illo uno unum”.

Dai toni del rosso, invece, a ricordare il sangue versato nella storia di questa terra, il logo dell’Angola, con la mappa sovrastata da una linea nera a forma di onda, che richiama la benedizione e, insieme, l’identità africana, evocando la protezione divina che accompagna la nazione. Al centro, un semicerchio giallo contornato come da petali allude alla ruota dentata, allegoria del lavoro, della bandiera nazionale, mentre, unito alla croce, rappresenta l’Eucaristia. I petali evocano la mulemba, albero simbolo del Paese, e le linee azzurre i fiumi del Paese. Nel suo insieme, il logo presenta un’Angola che, benedetta da Dio e con la guida del Papa, cammina verso un futuro di pace, dignità e rinnovata speranza, come afferma il Motto, a destra in basso: “Papa Leone XIV, pellegrino di speranza, riconciliazione e pace, benedice l’Angola”.

Una croce dorata, simbolo di Cristo Risorto e della fede cristiana, è invece il primo dettaglio che colpisce nel logo della Guinea Equatoriale, dove al centro sono raffigurate, da una parte, la mappa e la bandiera del Paese, dall’altra, la famiglia, attraverso le sagome di un uomo, una donna e un bambino. Sotto, un uomo in barca con un libro tra le mani richiama l’arrivo dei primi evangelizzatori via mare 170 anni or sono. I colori oro, verde, bianco e rosso richiamano rispettivamente la luce di Cristo, la terra, la pace e la lotta per la libertà. Il motto “Cristo, luce della Guinea Equatoriale, verso un futuro di speranza” dice la memoria del passato e la fiducia in un cammino di fede e speranza verso il futuro.

di Salvatore Cernuzio, Vatican News

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*

su Kaire

Articoli correlati

Con Amore e per Amore

… ecco il senso della Croce Omelia di Mons. Carlo Villano in occasione dell’Actio Liturgica del Venerdì Santo, presso la parrocchia Santa Maria Assunta in Ischia Ponte (Is 52,13-53,12; Eb

Il cammino ostinato di Maoz e Aziz

«La tregua è lontana ma noi non ci arrendiamo», ribadiscono Maoz Inon e Aziz Abu Sarah, i due testimoni della riconciliazione possibile tra palestinesi ed ebrei israeliani. Il 30 aprile

Opus Dei, una storia

Sara un momento di approfondimento culturale e spirituale quello in programma il prossimo 17 aprile 2026, alle ore 16.45, presso l’Episcopio di Ischia, dove verra presentato il volume “Opus Dei,