«Giglio tra le spine; terra assolutamente inviolata, verginale, illibata, immacolata, sempre benedetta e libera da ogni contagio di peccato; giardino delle delizie piantato da Dio stesso, senza difetti, splendido, abbondantemente ornato di innocenza e di immortalità e protetto da tutte le insidie del velenoso serpente; legno immarcescibile che il tarlo del peccato mai poté intaccare; fonte sempre limpida […], del tutto Immacolata; innocente, anzi innocentissima; illibata nel modo più eccelso; santa e assolutamente estranea al peccato; tutta pura, tutta intemerata, anzi l’esemplare della purezza e dell’innocenza; più bella della bellezza; più leggiadra della grazia» (Pio IX).
Con queste meravigliose parole che commuovono per la loro delicata bellezza, il pontefice Pio IX definì, nella Bolla Ineffabilis Deus dell’8 dicembre 1854, «l’Immacolata Concezione della Vergine come dogma, e così soddisfare ai piissimi desideri del mondo cattolico e alla nostra pietà verso la SS. Vergine e nello stesso tempo onorare in Lei, sempre più, il suo unigenito Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, poiché torna ad onore e lode del Figlio tutto ciò che si fa in onore e lode della Madre».
Per privilegio di Dio e grazia singolare, fin dal primo istante del suo concepimento, Maria fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale in vista dei meriti infiniti di Cristo Gesù. Tutti noi fedeli di ogni tempo siamo chiamati a crederlo costantemente e fermamente. E chi purtroppo per lui o per lei, presumerà di pensarla diversamente, avrà fatto naufragio nella fede, si sarà separato dall’unità della Chiesa e sarà condannato dal suo stesso giudizio.
“Io sono l’Immacolata Concezione” sono proprio le parole con le quali la Madonna si presenterà a Bernadette Soubirous a Lourdes quattro anni dopo la definizione del dogma. Però fu nel 1917 che la Beata Vergine Maria, apparendo a Lucia, una pastorella dei tre di Fatima, spiegò che voleva stabilire nel mondo intero la devozione al suo Cuore Immacolato. Nel 1925 le apparve anche con il Cuore circondato di spine nella mano e un Bambino al suo fianco chiedendo riparazione.
“Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa’ sapere questo: a tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario, e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.
Questa è la grande promessa del Cuore Immacolato di Maria che si affianca alla grande promessa del Sacro Cuore di Gesù, Salvatore unico del genere umano. Le condizioni per assolvere alle richieste della Madonna sono: la Confessione e la Comunione ricevute il primo sabato del mese per cinque mesi consecutivi e senza interruzioni, con l’intenzione di riparare alle offese contro il Cuore Immacolato di Maria; il S. Rosario con la stessa intenzione; la Meditazione di 15 minuti sui misteri del rosario per fare compagnia alla Vergine. Il tutto al fine di riparare alle bestemmie contro: l’Immacolata Concezione; la Verginità perpetua di Maria; la Maternità divina e il riconoscimento quale nostra Madre; l’indifferenza, il disprezzo e l’odio instillato nei piccoli; l’offesa alle sue sacre immagini.
A te che leggi, figlio di Maria, sua speranza: c’è da fare!
“Dolce Cuore di Maria, abbi pietà di me!
Dolce Cuore di Maria, ti dono il mio cuore e l’anima mia! Per sempre!”
di Angela Di Scala




