L’intelligenza artificiale che dice no al Pentagono

Anthropic rifiuta le richieste militari americane in nome di due principi etici irrinunciabili: niente sorveglianza di massa e niente armi autonome. Mentre OpenAI cede e il mercato punisce chi si piega al potere.

C’è un’azienda tecnologica americana che ha detto no al Presidente degli Stati Uniti. Non per capriccio, non per interessi commerciali, ma per una questione di principio. Anthropic (la società californiana che ha sviluppato Claude, attualmente uno dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati al mondo) ha rifiutato le richieste del Pentagono di rimuovere ogni limitazione all’uso militare nei propri modelli AI. Il risultato? Il Presidente Trump ha ordinato a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l’uso della sua tecnologia.

La vicenda è esplosa alla fine di febbraio 2026: Anthropic era già profondamente integrata nelle strutture militari e di intelligence americane, perché è stata la prima azienda AI a integrare i propri modelli nelle reti riservate del governo USA e aveva contratti per oltre 200 milioni di dollari con varie agenzie federali. Eppure, quando il Dipartimento della Difesa ha chiesto l’accesso illimitato a Claude per qualsiasi uso ritenuto legale, il CEO Dario Amodei ha risposto con un secco: non possiamo farlo in buona coscienza.

I due principi irrinunciabili

Il primo principio riguarda la sorveglianza di massa dei cittadini americani. Anthropic ha chiarito di non opporsi all’uso dell’AI per attività di intelligence straniera o controspionaggio: sono usi legittimi e sostenuti dall’azienda stessa. Il problema nasce quando la stessa tecnologia viene applicata al monitoraggio sistematico della popolazione interna. Come spiega Amodei nella sua dichiarazione pubblica, la legge attuale permette al governo di acquisire dati dettagliati sui movimenti, la navigazione web e le associazioni dei cittadini senza bisogno di un mandato. Con l’AI, questi dati sparsi e apparentemente innocui possono essere assemblati automaticamente e su scala massiccia in un profilo completo di qualsiasi persona. Un rischio incompatibile con i valori democratici fondamentali.

Il secondo principio riguarda le armi completamente autonome. Anche qui la distinzione è precisa: le armi parzialmente autonome, come quelle già impiegate nel conflitto in Ucraina, non sono nel mirino di Anthropic. Il problema riguarda i sistemi che eliminano completamente l’essere umano dalla catena decisionale, quelli che selezionano ed eliminano i bersagli senza alcun intervento umano. Amodei è categorico: i modelli AI attuali non sono abbastanza affidabili per assumersi questa responsabilità. Usarli in questo contesto significherebbe mettere a rischio sia i soldati americani sia i civili. L’azienda aveva persino offerto di collaborare con il Pentagono in attività di ricerca e sviluppo per migliorare l’affidabilità di questi sistemi. Il Dipartimento della Difesa ha declinato.

Una scelta di campo con conseguenze

La contromossa dell’amministrazione Trump non si è fatta attendere. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha designato Anthropic come un “rischio per la catena di approvvigionamento della sicurezza nazionale”, misura storicamente riservata ad aziende di Paesi avversari come la cinese Huawei, e mai prima applicata a una società americana. OpenAI, rivale diretta di Anthropic, ha invece concluso un accordo con il Pentagono poche ore dopo. Elon Musk, con il suo Grok, è già nei sistemi classificati militari. Anthropic, di conseguenza, ha avviato la procedura che impugnerà la designazione in tribunale, rassicurando i propri clienti commerciali: per loro, nulla cambia. Inoltre, è notizia di poche ore fa, la Microsoft ha annunciato che sostituirà il motore del suo Agente IA Copilot, passando da Chat-GPT a Claude-AI.

Il mercato, però, sembra aver già emesso il proprio verdetto. Il 28 febbraio 2026 è diventata una data simbolica per il settore: le disinstallazioni dell’app ChatGPT hanno registrato un picco del 295%, mentre le recensioni a una stella sono cresciute del 775% e quelle a cinque stelle sono crollate del 50%. Numeri che fotografano un cambiamento rapido e profondo nella percezione pubblica del brand OpenAI. Gli utenti, almeno una parte molto significativa di essi, non hanno gradito la scelta di piegarsi alle richieste del Pentagono senza condizioni. Nel frattempo, centinaia di dipendenti di Google DeepMind e OpenAI hanno firmato una lettera aperta chiedendo alle proprie aziende di allinearsi alla posizione di Anthropic: un segnale che il disagio non è solo esterno, ma corre dentro le stesse aziende che hanno scelto di cedere.

Un equilibrio già fragile

Quello che sta accadendo negli Stati Uniti non è soltanto una disputa contrattuale tra un’azienda tech e il Pentagono. È qualcosa di più inquietante: un governo che tenta di piegare la tecnologia più potente mai sviluppata ai propri fini, senza vincoli, senza supervisione, senza garanzie per i propri cittadini e soprattutto senza capirne i reali effetti a lungo termine.

Dal mio punto di vista, Anthropic ha fatto la scelta più etica. In un settore dove la rincorsa al profitto e al potere spinge spesso a silenzi di convenienza, scegliere di perdere 200 milioni di dollari in contratti pur di non abdicare a due principi fondamentali è un atto che merita rispetto e attenzione. I due paletti che Amodei non ha voluto abbattere non sono tecnicismi, ma hanno un impatto reale sulla libertà delle persone e il diritto alla vita.

Ciò che preoccupa davvero, però, è la visione geopolitica che emerge da questa vicenda. L’amministrazione americana sta utilizzando la leva dei contratti pubblici per costringere le aziende AI ad accettare condizioni che avrebbero ricadute globali: strumenti di sorveglianza e sistemi d’arma autonomi non conoscono confini geografici. In un mondo già attraversato da tensioni profonde, tra democrazie che si nascondono dietro le parole “diplomazia” e “pace” ma sono le prime a offendere, e autocrazie che difendono il proprio diritto sovrano, forzare la mano in questo modo significa destabilizzare ulteriormente un equilibrio già fragile. E tutto questo disinteressandosi del diritto internazionale e facendo pagare il conto alla popolazione.

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