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La bellezza del creato

“Quanto sono grandi, Signore, le tue opere!
Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature” (Sal 104, 24)

Nella creazione del mondo, lo Spirito Santo ha collaborato con il Padre e il Figlio. Spiega s. Ambrogio, lo Spirito Santo – come un artista divino – ha disposto armonicamente e ha reso bello il mondo. Fu dunque l’operazione dello Spirito a donare tanta meravigliosa e risplendente bellezza a tutta la creazione. In particolare, è la sapienza a ordinare la creazione divina, a mantenere stabile e a regolare il cosmo. Il mondo greco, per indicare l’ordine razionale del cosmo, usa il termine logos che il quarto Vangelo utilizza in riferimento al Figlio di Dio, il Verbo-Logos che senza perdere la sua trascendenza si incarna.

Non esiste alcuna creatura e nulla accade che non sia stato fatto e che non abbia consistenza nel Verbo e per mezzo del Verbo, come insegna san Giovanni: “In principio era il Verbo…”. Come infatti il musicista, con la cetra ben intonata, con dei suoni gravi ed acuti, abilmente combinati, crea un’armonia, così la Sapienza di Dio, tenendo nelle sue mani il mondo intero come una cetra, unì le cose dell’etere con quelle della terra e le cose celesti con quelle dell’etere, armonizzò le singole parti con il tutto, e creò con un cenno della sua volontà un solo mondo e un solo ordine del mondo, una vera meraviglia di bellezza. Lo stesso Verbo di Dio, che rimane immobile presso il Padre, muove tutte le cose rispettando la loro propria natura, e il beneplacito del Padre. […] Ciascuna opera ciò che le è proprio per natura e tutte insieme si muovono in un ordine perfetto[1].

I Padri vedono il mondo come una teofania, cioè un segno della presenza di Dio, del suo voler comunicare con le creature, della sua bellezza eterna. Si tratta di una vera e propria «cosmologia sacramentale», in cui il mondo è considerato «sacro»[2].

Il creato è gloria di Dio, rivelazione dell’amore onnipotente di Dio. Tutto è pieno di mistero, scrive Origene, quindi per vedere il mistero nascosto del Verbo sono necessari i sensi spirituali, cioè l’azione dello Spirito: la grazia dello Spirito Santo dona al cristiano nuovi sensi per cogliere le tracce divine nascoste in ogni essere. Perché ogni cosa è stata forgiata – mediante la Parola purissima di Dio e il Soffio immacolato di Dio – con sapienza e bontà, da un Dio Uno e Trino di impensabili e indicibili livelli di incontaminabile purezza.

Come dirà Massimo il Confessore: «Il fuoco ineffabile e prodigioso nascosto nell’essenza delle cose come nell’arbusto (il roveto ardente) è il fuoco dell’amore divino e lo splendore folgorante della sua (di Dio) Bellezza dentro tutte le cose».

La contemplazione della natura, costituisce pertanto un grande aiuto nell’alimentare in noi il «ricordo di Dio», un’espressione questa che per gli antichi autori significava avere quella sottile e dolce percezione della presenza avvolgente e coinvolgente di Dio nella propria vita e nella propria storia percepita anche attraverso i segni della sua opera creatrice. «Voglio destare in te, afferma san Basilio, una profonda ammirazione della creazione, affinché tu in ogni luogo, contemplando le piante e i fiori, sii preso da un vivo ricordo del Creatore»[3].

È la contemplazione religiosa del creato da parte della creatura. È cosa salutare. Sant’Ignazio di Loyola chiude gli Esercizi spirituali con le riflessioni proprie della Contemplazione per ottenere l’amore: «Il primo punto è richiamare alla memoria i benefici ricevuti di creazione, redenzione e doni particolari… Il secondo è osservare come Dio abita nelle creature: negli elementi, dando l’essere; nelle piante, facendole vegetare; negli animali, facendo sentire; negli uomini, dando l’intendere; e così in me, dandomi l’essere, la vita, i sensi e facendomi intendere… Il terzo è considerare come Dio opera e lavora per me in tutte le cose create sulla faccia della terra, si comporta, cioè, come uno che lavora: così, per esempio, nei cieli, negli elementi, nelle piante, nei frutti, negli armenti… dando l’essere, conservando, facendo vegetare, sentire… Il quarto è osservare come tutti i beni e i doni discendono dall’alto: come la mia limitata potenza dalla somma e infinita di lassù; e così la giustizia, la bontà, la pietà, la misericordia… così come dal sole scendono i raggi, dalla fonte le acque… (IV Settimana)»[4].

Il santo vive in armonia con il creato, in cui risplende la gloria della Trinità. E nel giorno del riposo anche il creato può rigenerarsi e rinnovarsi.

“Maria, Madre del Creatore e Vergine contemplativa, prega per noi!”

di Angela Di Scala


[1] Atanasio di Alessandria, Oratio contra Gentes, 42-43: PG 25, 83-87 in G. Tanzella-Nitti, Gesù Cristo, Rivelazione e Incarnazione del Logos (2002): https://disf.org/gesu-cristo [ultimo accesso: 06-01-2026].

[2] Commissione teologico-storica del grande giubileo dell’anno duemila, Del tuo Spirito Signore è piena la terra, 34.

[3] Ivi 34.

[4] B. Forte, Le tracce di Dio nel creato (2011), in Note di Pastorale Giovanile: https://www.notedipastoralegiovanile.it/questioni-ecologiche/le-tracce-di-dio-nel-creato-per-una-spiritualita-ecologica [ultimo accesso: 18-12-2025].

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