L’11 febbraio, nella memoria della Beata Vergine di Lourdes, Mons. Camillo D’Ambra, colonna del presbiterio della Diocesi di Ischia, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno, per ricongiungersi al Padre celeste.
Lo ha fatto nel silenzio, come ha vissuto tutta la sua vita, in punta di piedi.
100 anni di vita, 77 dei quali spesi nel ministero sacerdotale, esempio per chiunque voglia decidere di intraprendere una vita donata a Dio nel sacerdozio.
In una intervista rilasciata proprio in occasione del suo 100esimo compleanno diceva “…sono stato uno strumento nelle Sue mani, nella mia vita ha fatto tutto Lui, io gli ho dato una mano”.
E così lo ricordiamo e lo ricorderemo tutti: riflesso della misericordia di Dio, nel suo ministero di Canonico Penitenziere, in quelle tante ore spese nel confessionale a dispensare il perdono di Dio a ogni figlio che chiedeva, desideroso, la misericordia; in quel suo modo semplice di celebrare la Santa Messa. In quegli occhi azzurri, come il manto della Vergine che tanto ha amato e che lo ha accompagnato nei suoi ultimi attimi di vita fino alle braccia del Padre, avvolto in un abbraccio materno.
Don Camillo, un uomo così piccolo, un sacerdote così semplice, che ha speso tutte le sue energie per la maggior gloria di Dio.
Grazie o Signore per il dono del sacerdozio di don Camillo. Per i sacerdoti, un faro a cui ispirarsi, per i fedeli, un punto di riferimento.
La Diocesi di Ischia piange un fulgido modello di sacerdozio, che, dal paradiso, tra la Santa Vergine della Libera e San Giovan Giuseppe della Crocce, intercederà per la sua amata isola.
Ciao don Camillo. Mai te ne andrai dai nostri cuori
di Don Paolo Buono




