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Saldi: sì, ma con giudizio

In una famiglia affiatata si concordano insieme le spese e si valuta la reale utilità di quello che uno dei suoi membri vorrebbe comprare

Da poco hanno smesso di brillare per le strade le luminarie natalizie, le famiglie fanno i conti con le spese sostenute per pranzi, cenoni e regali, una voce di spesa che incide fortemente sui bilanci famigliari. In questo contesto sono questi i giorni in cui le vetrine dei negozi si riempiono della scritta “saldi”, richiamando l’attenzione degli avventori. La stagione dei saldi è ormai tradizionalmente attesa da tutti e i commercianti, chi più, chi meno onestamente, mettono in vendita la loro merce con sconti fino al 50%. Oggetti che durante le feste costavano una cifra, ora si possono trovare anche alla metà del loro prezzo. Le soluzioni più vantaggiose si trovano spesso presso le grandi catene di distribuzione, ma anche i negozi al dettaglio, per reggere la concorrenza dei grandi marchi, devono fare offerte vantaggiose per i loro clienti.

Non si può negare che i saldi siano un’opportunità per una spesa conveniente ma è anche vero che essi solleticano il desiderio oltre la necessità. Spesso dietro un acquisto in saldo c’è l’accaparramento di qualcosa desiderato ma non per questo indispensabile. La campagna promozionale è proprio mirata a solleticare le voglie dei clienti, inducendoli a superare una certa soglia di spesa.

È a questo punto che interviene la famiglia perché in una famiglia affiatata si concordano insieme le spese e si valuta la reale utilità di quello che uno dei suoi membri vorrebbe comprare. Grandi e piccoli si confrontano ed è così che si aiutano a non cedere ad una logica di acquisto che talvolta può sfociare nello spreco.

In particolare, sono spesso i figli giovani che subiscono la tentazione di soddisfare il loro desiderio di possedere articoli semplicemente “alla moda”. Complici magari le “mance” e i regali in denaro ricevuti durante le feste dai nonni o da altri parenti, intendono spenderli subito approfittando appunto del saldo. È anche e forse soprattutto in questi casi che si può educare i ragazzi all’uso dei soldi e al loro valore intrinseco.

Diventa opportuno parlare in famiglia e valutare insieme l’opportunità di quella spesa, al di là della sua convenienza economica. È giusto che, anche se propri, i ragazzi considerino quei soldi parte del più generale budget familiare di entrate ed uscite.

Inoltre, sarebbe anche opportuno che il confronto in famiglia allarghi lo sguardo prendendo in considerazione non solo la convenienza per la soddisfazione delle proprie voglie, ma anche i bisogni di tante persone che si trovano in condizioni di povertà. In questa stagione basta porre mente all’emergenza freddo che tocca da vicino tante persone senza fissa dimora. Il discernimento in famiglia non potrebbe sfociare in una scelta di carità specifica e quindi all’acquisto in saldo di un genere di prima necessità per uno dei senzatetto che gravitano intorno alla parrocchia? Maglioni, sacchi a pelo o coperte acquistate in saldo a beneficio di uno o più poveri sarebbero una spesa che darebbe ai saldi un significato diverso, sostituendo qualcosa di veramente necessario a quel sovrappiù di cui tante volte sentiamo il desiderio, pur sapendo in coscienza che è di troppo.

di Giovanni M. Capetta, Sir

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