La vita è sacra, dal concepimento al suo termine naturale!
Nello scorso mese di dicembre, nella Solennità dell’Immacolata Concezione, i Vescovi della Campania hanno pubblicato una importante Nota Pastorale sul fine vita intitolata “Custodire ogni vita, accompagnare ogni sofferenza”.
Rivolta a tutti noi fedeli delle Chiese campane, nonché a tutti gli uomini e alle donne di buona volontà, la Nota risulta veramente una perla, un accorato invito a restare ancorati.
Si tratta di «uno strumento di accompagnamento pastorale e culturale per le nostre comunità cristiane perché siano sempre più testimoni credibili del Vangelo della vita».
Il documento richiama la bella Dichiarazione Dignitas infinita: «ogni essere umano possiede una dignità intrinseca, inalienabile, incommensurabile, che non dipende da qualità accidentali o da capacità funzionali, ma dalla sua natura di creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,26). Questa dignità, radicata nella creazione e redenta in Cristo, non viene mai meno nemmeno nella malattia, nella sofferenza, nella disabilità o nella fase terminale della vita».
Qualunque sia la condizione che vivi, tu vali! Sempre! Sei prezioso e inestimabile. Sei preziosa e inestimabile.
Con la sua resurrezione Cristo Gesù Nostro Signore «ha redento anche il dolore, trasformandolo in via di salvezza» per ciascuno di noi, perché lo stare accanto a un ammalato, assisterlo, andarlo a trovare, sostenerlo, curarlo, donargli attenzione e affetto è un onore per tutti noi.
La persona va curata nella sua interezza perché ogni persona è corpore et anima unus, un tutto inscindibile di anima e corpo. «Curare significa prima di tutto “prendersi cura” della persona, non solo della malattia. Le cure palliative rappresentano oggi una risposta etica e scientifica adeguata alla sofferenza, capace di lenire il dolore, accompagnare con dignità e offrire sostegno umano e spirituale».
La Nota Pastorale ribadisce dunque, con forza e fermezza, il NO della Chiesa al suicidio assistito e all’eutanasia – come già indicato dal Quinto Comandamento nel Catechismo della Chiesa Cattolica – rifiutando anche l’accanimento terapeutico. La Nota, nel contempo, afferma il chiaro SI’ alla vita e alla cura integrale della persona. Inoltre, chiede che lo Stato garantisca l’accesso universale ed equo alle cure palliative, nonché una idonea formazione del personale. Perché curare non è solo un dovere professionale ma è una vocazione all’amore verso il prossimo.
Tu mi stai a cuore!
Nella Nota i nostri Pastori esortano: le comunità a diventare sempre più “case della misericordia”; le parrocchie a promuovere “il ministero della consolazione”; le scuole, gli oratori e i gruppi giovanili a coltivare la “cultura della vita”; i percorsi di iniziazione cristiana, dei nubendi e la catechesi permanente ad annunciare la bellezza della vita nuova in Cristo; tutti a farci “buoni samaritani” con il cuore ricolmo di speranza, lasciandoci ispirare dai modelli di santità e di carità quali, ad esempio, s. Camillo de Lellis, s. Teresa di Calcutta, s. Giovanni Paolo II.
«La vita non è un affare privato». Per questo i nostri Vescovi, unitamente a quanto prima specificato circa le cure palliative e la formazione del personale, chiedono alle istituzioni pubbliche di difendere e promuovere la vita in ogni fase e condizione, dunque dal concepimento al suo termine naturale, di tutelare i più deboli, di opporsi al suicidio assistito e all’eutanasia con chiarezza.
Nella sua brevità la Nota Pastorale dei Vescovi della Campania è ricchissima e molto bella, per cui è bene e salutare leggerla tutta. E’ scaricabile scrivendo, sul motore di ricerca, il titolo della Nota “Custodire ogni vita, accompagnare ogni sofferenza” oppure cliccando sul seguente link dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana: https://salute.chiesacattolica.it/custodire-ogni-vita-accompagnare-ogni-sofferenza/
“Maria Madre della Vita ci affidiamo a te, alle tue preghiere, alla tua intercessione e alle tue cure premurose.”




