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Grafologia e Scrittura:il corsivo e il linguaggio dei segni grafici

Scrittura a mano patrimonio dell’umanità

Mercoledì 14 gennaio 2026, l’A.G.I. Associazione Grafologica Italiana – Regione Campania ha vissuto un momento straordinario presso la Sala Edoardo Scognamiglio immersa nel verde di Via Cerillo n. 56 del Comune di Bacoli. La dr.ssa Anna Rinaldi e la dr.ssa Sabrina D’Alessio sono state le relatrici dell’incontro, affiancate da altri associati intervenuti.

L’AGI è tra i promotori della candidatura della scrittura a mano corsiva quale Patrimonio immateriale dell’umanità: la raccolta firme, alla quale tutti possono partecipare, si sta svolgendo proprio in questo momento in tutta Italia.

Lo scrivere a mano è uno dei più potenti strumenti educativi. È un vero e proprio processo cognitivo che tutto il corpo-anima è chiamato a realizzare. Per scrivere si attivano, di fatto, zone cerebrali che la scrittura digitale non attiva. Il movimento coordinato dal nostro cervello – che le dita, la mano e il braccio svolgono insieme avendo un fulcro, una postura, stabile – aiuta l’apprendimento perché quello stesso movimento scrittorio attiva relazioni neuronali aiutando lo sviluppo cognitivo. In sostanza: più scriviamo, più il nostro cervello si forma, si sviluppa e matura.

Può accadere che ci si trovi di fronte ragazzi o bambini brillanti con QI anche alto ma che presentano una scrittura maldestra o disgrafica. In questo caso è importante aiutare lo studente a correggerla, perché a lungo andare potrebbe riflettersi sul rendimento scolastico e sul benessere emotivo. La figura dell’Educatore del gesto grafico è, per questi studenti, veramente importante. È di supporto in una grafia difficoltosa perché – oltre all’alto numero di casi di disgrafia che si stanno rilevando e che si sono quadruplicati nell’ultimo decennio – educa a scrivere meglio attraverso esercizi mirati e personalizzati. È possibile in pochi incontri. Per questo la scelta di investire sull’educazione dello scrivere a mano è una decisione educativa consapevole e saggia, presa per il bene di bambini, giovani e adulti.

Per scrivere bene bisogna giocare, concretamente, sia a casa sia durante gli incontri, senza anticipare le tappe, al fine di sperimentare e far crescere – nella calma – le proprie abilità. All’uso della penna vi si giunge infatti pian piano. Prima risultano utili ed efficacissimi: l’utilizzo di DAS e Pongo, il ritaglio, i saltelli, i tracciati, il disegno e tanto altro.

Quale binomio indissolubile corpo-mente la scrittura riflette la nostra misura del mondo, il nostro esserci.

L’incontro – alla quale hanno partecipato due prime classi della Secondaria di primo grado con i loro insegnanti e l’assessore Massa – è stato articolato in tre parti. Una prima parte è stata dedicata alla presentazione dell’Associazione Grafologica Italiana, nata nel 1961 su proposta del grafologo padre Girolamo Moretti, religioso francescano conventuale, con lo scopo di sviluppare, diffondere e applicare la grafologia. Nel corso di una seconda parte è stata spiegata la scrittura, il movimento grafico e quanto è importante preservare questo patrimonio, alla quale i ragazzi hanno partecipato attivamente e gioiosamente facendo domande e presentando le loro difficoltà nella scrittura. In una terza parte sono stati mostrati i buoni esiti dell’Educazione del gesto grafico e si è discusso su quelle che sono le caratteristiche di una scrittura maldestra o disgrafica facendo sì che i ragazzi stessi ne potessero individuare le caratteristiche.

Al termine degli interventi si sono svolti i laboratori riguardanti alcuni esercizi, nonché alcuni giochi sulla consapevolezza corporea (gioco dello scultore) e sulla consapevolezza grafica (modellare il DAS, ripassare tracciati scivolati).

Una bella mattina svolta e trascorsa in modo proficuo e gioioso alla quale gli studenti e gli insegnanti sono stati felici di partecipare.

di Angela Di Scala

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