Domenica scorsa, 11 gennaio 2026, si è ricordato il Battesimo di Gesù nel fiume Giordano. Papa Leone XIV ha così commentato durante l’Angelus: «La festa del Battesimo di Gesù, che oggi celebriamo, dà inizio al Tempo Ordinario: questo periodo dell’anno liturgico ci invita a seguire insieme il Signore, ascoltare la sua Parola e imitare i suoi gesti d’amore verso il prossimo. È così, infatti, che confermiamo e rinnoviamo il nostro Battesimo, cioè il Sacramento che ci fa cristiani, liberandoci dal peccato e trasformandoci in figli di Dio, per la potenza del suo Spirito di vita. Il Vangelo che oggi ascoltiamo racconta come nasce questo segno efficace della grazia. Quando si fa battezzare da Giovanni nel fiume Giordano, Gesù vede «lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui» (Mt 3,16). Nello stesso tempo, dai cieli aperti si ode la voce del Padre che dice: «Questi è il Figlio mio, l’amato». Allora tutta la Trinità si fa presente nella storia: come il Figlio discende nell’acqua del Giordano, così lo Spirito Santo discende su di Lui e, attraverso di Lui, ci viene donato quale forza di salvezza. Ecco perché Giovanni il Battista, pieno di stupore, chiede a Gesù: «Tu vieni da me?». Sì, nella sua santità il Signore si fa battezzare come tutti i peccatori, per rivelare l’infinita misericordia di Dio. Il Figlio Unigenito, nel quale siamo fratelli e sorelle, viene infatti per servire e non per dominare, per salvare e non per condannare. Egli è il Cristo redentore: prende su di sé quello che è nostro, compreso il peccato, e ci dona quello che è suo, cioè la grazia di una vita nuova ed eterna».
A conclusione dell’anno giubilare Papa Leone XIV ha indetto per il 2026 l’ “anno giubilare francescano”. Dagli 800 anni dalla nascita del nostro Patrono d’Italia, il Santo Padre ha voluto che il popolo dei fedeli continuasse ad ottenere l’indulgenza plenaria, ottemperando per questo a tutte le disposizioni del caso. Per conoscere meglio la figura di San Francesco d’Assisi è utile partire dalla sua infanzia, dalla sua famiglia e come il nome di battesimo, Giovanni, sia stato profetico. In famiglia però, veniva chiamato Francesco, in onore della Francia, nazione d’origine della madre, donna Pica, e, luogo dove il padre spesso svolgeva il suo lavoro di mercante di stoffe.
“Il servo e amico dell’Altissimo, Francesco, ebbe questo nome dalla divina Provvidenza, affinché per la sua originalità e novità si diffondesse più facilmente in tutto il mondo la fama della sua missione. La madre lo aveva chiamato Giovanni, quando rinascendo dall’acqua e dallo Spirito Santo, da figlio d’ira era divenuto figlio della grazia. Specchio di rettitudine, quella donna presentava nella sua condotta, per così dire, un segno visibile della sua virtù. Infatti, fu resa partecipe, come privilegio, di una certa somiglianza con l’antica santa Elisabetta, sia per il nome imposto al figlio, sia anche per lo spirito profetico. Quando i vicini manifestavano la loro ammirazione per la generosità d’animo e l’integrità morale di Francesco, ripeteva, quasi divinamente ispirata: «Cosa pensate che diverrà, questo mio figlio? Sappiate, che per i suoi meriti diverrà figlio di Dio». In realtà, era questa l’opinione anche di altri, che apprezzavano Francesco, già grandicello, per alcune sue inclinazioni molto buone. Allontanava da sé tutto ciò che potesse suonare offesa a qualcuno e, crescendo con animo gentile, non sembrava figlio di quelli che erano detti suoi genitori. Perciò il nome di Giovanni conviene alla missione che poi svolse, quello invece di Francesco alla sua fama, che ben presto si diffuse ovunque, dopo la sua piena conversione a Dio. Al di sopra della festa di ogni altro santo, riteneva solennissima quella di Giovanni Battista, il cui nome insigne gli aveva impresso nell’animo un segno di arcana potenza. Tra i nati di donna non sorse alcuno maggiore di quello, e nessuno più perfetto di questo tra i fondatori di Ordini religiosi. È una coincidenza degna di essere sottolineata (FF 583)”.
Papa Leone conclude: «Nelle ore buie, il Battesimo è luce; nei conflitti della vita, il Battesimo è riconciliazione; nell’ora della morte, il Battesimo è porta del cielo. Preghiamo insieme la Vergine Maria, chiedendo che sostenga ogni giorno la nostra fede e la missione della Chiesa».




