Login

Lost your password?
Don't have an account? Sign Up

Durante le festività natalizie, una quindicina di scout con i loro accompagnatori sono venuti a Ischia per trascorrere qualche giorno di vacanza insieme; provenienti da Napoli, dal convento di S. Chiara, hanno alloggiato presso il convento dei Frati Minori di s. Antonio alla Mandra.
Ci siamo fatti raccontare, da tre ragazze del gruppo, come è strutturata la loro realtà.

“Abbiamo iniziato che avevamo sette anni, e chiaramente ci hanno portato i nostri genitori, ma poi è nata la passione, vedendo le attività coinvolgenti e interessanti che venivano svolte.
Il Branco scout è suddiviso in tre fasce: ci sono i Lupetti, i più piccoli, dagli 8 ai 12 anni (teoricamente anche dai sette anni); poi c’è il Reparto, dai 12 ai 16 anni, e poi noi, il Clan, che siamo i più grandi, dai 16 ai 21 anni. Infine, c’è la Partenza, la parte finale, in cui dobbiamo scegliere se continuare il nostro percorso ed entrare nella Comunità dei capi o lasciare, smettere, e continuare il nostro servizio dall’esterno, perché noi in Clan facciamo delle opere di servizio. Stamattina, per esempio, alcuni di noi, qui sull’isola, si sono recati a Villa Joseph, mentre quelli che erano stati là ieri, oggi sono andati alla Mensa del Sorriso. L’altro gruppo ieri si è recato in una casa-famiglia, dove hanno giocato con i bambini.

Lo scopo principale dello scoutismo è formare cittadini attivi e consapevoli, quindi, a prescindere della decisione che si prende in quella che è la Partenza, a 21 anni, l’obiettivo è quello di continuare il nostro servizio non più in comunità, ma nel nostro singolo, nella vita quotidiana, secondo valori come lealtà, responsabilità, rispetto e aiuto agli altri: sempre un occhio in più. Noi non facciamo servizi solo quando siamo in divisa – quindi con il nostro fazzolettone, la camicia e i pantaloncini – per esempio, noi due facciamo servizio anche durante la settimana, il sabato mattina, quando ci rechiamo al Policlinico nuovo – noi siamo di Napoli – presso la casa di riposo, e prestiamo servizio stando un po’ con gli anziani per far loro compagnia. Purtroppo, siamo pochi, perché comunque l’età di quando si fa il Reparto, è un momento di crisi per un adolescente: deve decidere cosa fare per il futuro, e spesso toglie tempo allo scoutismo per cominciare a uscire, a impegnarsi in altro, però è importante continuare! Certo, ci sono momenti in cui tutti pensiamo di mollare, è umano, ma ci viene richiesto un po’ più di impegno, una presa di coscienza maggiore rispetto ai ragazzi della nostra età perché, come detto prima, facciamo questo anche al di fuori dei momenti in cui siamo tutti insieme. Una cosa che aiuta è la comunità che c’è dietro: ognuno di noi è un pezzo di questa storia e ci aiuta a portarla avanti, ognuno di noi, nel singolo, fa qualcosa che va poi a formare quella che è la comunità, Infatti, all’interno del nostro gruppo facciamo varie attività per poterci unire dal punto di vista umano, perché se non siamo belli coesi, belli uniti tra noi, è difficile poi agire al di fuori. Anche per questo tendiamo molto a lavorare sulla comunità e a formare una comunità unita. Aiuta molto il fatto che la maggior parte di noi siamo cresciuti insieme: stare con una persona da quando si avevano sette-otto anni crea un rapporto fraterno, che comunque riusciamo a creare anche con chi arriva più tardi.

Noi ammiriamo molto i ragazzi che riescono a entrare a questa età, perché non è facile entrare a 16 anni compiuti: prendere una decisione del genere, di prestare servizio, di passare la vita a servire gli altri – perché è un po’ questo il nostro motto di vita – è qualcosa che ti viene inculcato fin da piccolo.”
Grazie ragazzi del vostro impegno e della vostra presenza: sarebbe bello che anche a Ischia si formasse una comunità scout!

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*

su Kaire

Articoli correlati

Una foto che parla da sola

La foto parla già da sola: due giganti della fede insieme, che hanno attraversato un secolo di storia… ​È una coincidenza che tocca il cuore: si sono passati il testimone

Cento anni di Misericordia

L’11 febbraio, nella memoria della Beata Vergine di Lourdes, Mons. Camillo D’Ambra, colonna del presbiterio della Diocesi di Ischia, ha concluso il suo pellegrinaggio terreno, per ricongiungersi al Padre celeste.

Don Barchetta

Un ricordo laico Veniva a fare il bagno allo scoglio di Costantino, accanto allo Scuopolo, palazzo Malcovati, dove, con i miei figli e tanti amici, trascorrevamo le vacanze: un omino