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Sulle tracce di Buchner: Il concorso che fa rivivere l’archeologia ischitana

Giovedì 20 novembre, l’aula magna del Liceo Buchner si è trasformata in un laboratorio di scrittura creativa dove passato e presente si sono incontrati attraverso le penne di una nutrita rappresentanza di studenti dell’ultimo anno. Protagonista della mattinata: il secondo concorso per borse di studio organizzato dal Centro Studi Isola d’Ischia, l’associazione di promozione culturale più antica dell’isola, attiva dal lontano 1944.

La sfida: entrare nella mente di un archeologo

Alle 10 in punto, alla presenza della professoressa Alessandra Fusco, il presidente del Centro Studi, dottor Francesco Mattera, ha aperto la busta sigillata contenente la traccia del concorso. Un momento quasi cinematografico, con la proiezione digitale della stessa che ha illuminato lo schermo dell’aula magna rivelando la sfida lanciata ai ragazzi.

La traccia non chiedeva una fredda dissertazione storica, ma qualcosa di molto più ambizioso: dopo una brevissima biografia di Giorgio Buchner, i candidati dovevano calarsi nei panni del giovane archeologo alle prese con gli scavi di Lacco Ameno. Un esercizio di immedesimazione che richiedeva non solo conoscenza storica, ma anche capacità narrativa e sensibilità emotiva. I ragazzi dovevano immaginare e raccontare in prima persona il fervore degli studi, le intuizioni improvvise, le ansie che accompagnano ogni scavo, le speranze che sostengono il lavoro quotidiano, fino al momento cruciale della scoperta della celeberrima Coppa di Nestore.

Concentrazione e disciplina

Dopo un breve discorso introduttivo del presidente Mattera, con le dovute raccomandazioni e gli auguri di rito, gli studenti si sono immersi nel lavoro con una concentrazione che ha colpito tutti i presenti. L’atmosfera in aula era carica di quella tensione positiva che accompagna le prove importanti, ma anche di grande tranquillità e determinazione.

Ogni elaborato è stato reso rigorosamente anonimo attraverso un sistema di codici numerici univoci stampigliati sui fogli protocollo distribuiti ai partecipanti. Man mano che i candidati consegnavano i loro lavori, i codici venivano registrati in un database, un sistema che garantisce la massima trasparenza e imparzialità nella valutazione.

Un impegno che guarda al futuro

Il concorso, che prevede premi in denaro con un primo classificato che si aggiudicherà mille euro, rappresenta molto più di una semplice competizione scolastica. È un modo concreto per stimolare l’interesse dei giovani verso la storia locale e l’archeologia, discipline che a Ischia hanno un significato particolare considerando l’importanza dei ritrovamenti che hanno segnato la comprensione della civiltà greca in Occidente.

L’iniziativa ha raccolto diverse contribuzioni volontarie da nuovi soci e sponsor, con il Rotary Club Isola d’Ischia che si conferma, anche per questa seconda edizione dopo il successo del 2024 presso l’Istituto Mennella, tra i sostenitori principali del progetto. Un segnale importante di come il tessuto sociale ischitano creda nell’investimento culturale sulle nuove generazioni.

L’appuntamento con la storia

La cerimonia di premiazione è prevista per la metà di gennaio 2026. Si prevede che il Museo Diocesano di Ischia possa essere di nuovo la sede dell’evento , ma è già confermata la presenza di diversi ospiti di rilievo, un dettaglio che sottolinea l’importanza attribuita all’iniziativa non solo dal mondo scolastico ma dall’intera comunità ischitana.

Quello che emerge con forza da questa mattinata al Liceo Buchner è la partecipazione autentica dei ragazzi. Non si è trattato di una prova subita passivamente, ma di un’occasione accolta con genuine curiosità e impegno. Gli studenti hanno dimostrato non solo di conoscere il personaggio a cui è intitolato il loro istituto, ma di sentirsi in qualche modo legati a quella storia di scoperte e di ricerca che ha reso Ischia un punto di riferimento per l’archeologia mediterranea.

La concentrazione e la disciplina mostrate durante la prova parlano chiaro: quando si propongono ai giovani sfide intellettuali stimolanti, quando si chiede loro di mettere in gioco creatività e conoscenza, la risposta è sempre all’altezza. Merito dell’educazione ricevuta a scuola e in famiglia, certo, ma anche della capacità di questa generazione di appassionarsi a ciò che ha senso e valore.

Ora non resta che attendere gennaio per scoprire quali tra questi giovani scrittori sono riusciti meglio nell’impresa di far rivivere, attraverso le loro parole, l’emozione di una delle scoperte archeologiche più affascinanti del Novecento.

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