Ma che bella esperienza!!!
Nell’articolo della settimana scorsa abbiamo raccontato l’entusiasmo dei nostri bambini nella fase di preparazione dei festoni destinati ad abbellire le carriole necessarie per l’iniziativa. Ma ancora più bello è stato vederli addobbarle facendo a gara per renderle una più bella dell’altra. Lo spettacolo, come si suol dire, erano loro stessi! Ci siamo, poi, finalmente ritrovati venerdì 31 ottobre nel parcheggio della famiglia Assante/Ferrandino che non solo ci hanno ospitati, come di consueto, ma ha anche messo a disposizione la propria carriola per la gioia dei bambini che ne avevano una in più a disposizione. I bambini, a questo punto, di carriole da portare in giro ne avevano ben tre facendo a gara a chi le riempiva di più!!!
Fatta le foto di rito, siamo partiti per le varie zone assegnate. I bambini avevano ideato uno slogan da dire alle persone non appena questi avessero aperto la porta: “siamo gli angeli della carriola della parrocchia di Ischia Ponte”. Sentito questo, chiunque apriva era contento di farli entrare. Non solo per donare le tante buste piene di ogni ben di Dio che avevano preparato per i poveri, ma anche per consegnare ai bambini caramelle, cioccolata, biscotti, come ricompensa per il loro gradito impegno. Per i bambini, é stato un bel correre per strade e stradine, senza tralasciare nessuna abitazione, per incontrare quante più persone possibile e trasmettere la loro gioia nel fare qualcosa di concreto per gli altri. A un certo punto, le buste e i pacchi erano così tanti che non bastava più una sola macchina a fare la spola tra la zona e la nostra sede Caritas. Ecco che, allora, arriva un angelo mandato da Dio in nostro aiuto: il nonno di uno dei bambini che era con noi decide di andare a prendere la sua macchina e la riempie fino al tettuccio. Sembrava, però, che non bastasse ancora… Non passa neanche il tempo di preoccuparsene che, ecco, arriva un altro papà a prendere i suoi bimbi, non prima di aver riempito anche lui la sua macchina di pacchi. La generosità delle famiglie della zona assegnata è andata oltre ogni nostra più rosea aspettativa. Aiutare chi è meno fortunato di noi è stata la molla che ha fatto scattare in ognuno un senso di solidarietà e condivisione. Il coinvolgimento generato dai bambini ha fatto sì che chi apriva la porta non solo consegnasse quanto aveva preparato per l’occasione, ma chiedesse ai bambini anche dettagli sulle motivazioni dell’iniziativa, oltre al loro nome e appartenenza, quasi a voler sentirsi maggiormente partecipi e a non esaurire il tutto solo con la consegna materiale dei beni.
Alla fine, tutti sono stati felici per aver contribuito a una bella iniziativa di reciprocità. Prima di tutto i bambini che si aiutavano tra loro; poi gli adulti partecipanti, animati dall’attenzione gli uni verso gli altri e infine, per i tanti nuovi rapporti nati con le persone che ci hanno accolto. Anche per questo, ci siamo prefissati di avere ancora qualche occasione per passare in zona a ritirare altre consegne, in modo che l’esperienza della “carriola” continui. In definitiva, forse è proprio questo il vero significato della carriola missionaria: essere lievito di pace nei nostri cuori e nelle relazioni con gli altri. Non è un’utopia. Si può realizzare il regno di Dio già sulla terra e in mezzo a noi, partendo dalle piccole cose. Basta solo uscire da sé stessi e imparare ad avere un po’ di attenzione per l’altro, guardandolo negli occhi o semplicemente chiedendogli se va tutto bene o ha bisogno di qualcosa. Così facendo, e confidando nelle parole di Gesù, vivendole per come siamo capaci, piano piano il mondo circostante da grigio che è incomincerà a colorarsi. I bambini in questo, ovviamente, possono farci da piccoli maestri.
di Nunzia Eletto


















