Login

Lost your password?
Don't have an account? Sign Up

Verso una Chiesa credibile, aperta, famiglia di famiglie

Relazione di Sintesi delle due Assemblee Diocesane di inizio anno pastorale 2025-2026

Le due Assemblee Diocesane di inizio anno pastorale 2025/2026 del 6 e 7 ottobre u.s. sono state un momento importante per la ripartenza pastorale della nostra comunità diocesana, caratterizzate dalla relazione nella chiesa di S. M. di Portosalvo di Mons. F. Savino vice-presidente CEI/Sud, dal titolo “La Sfida della Sinodalità per una Conversione Pastorale” (di cui vi abbiamo riferito sul n°35 del Kaire N.d.T.) e dalla relazione di inizio Anno Pastorale del nostro Vescovo, Mons. Carlo Villano (chiesa dello Spirito santo, Ischia Ponte, 7/10). Con gioia e gratitudine, possiamo anche affermare che i gruppi sinodali del 7 ottobre a Ischia Ponte, che hanno visto la partecipazione di circa 250 rappresentanti delle varie realtà ecclesiali, sono stati vissuti con partecipazione sincera, apertura di cuore e spirito di comunione.

I gruppi di confronto sono stati vissuti come degli “Esercizi Sinodali”. Da essi è emerso che l’esperienza sinodale non appare più come un momento isolato e incompreso, ma si sta consolidando come stile di Chiesa, un modo concreto di essere e camminare insieme, nel rispetto, nell’ascolto e nella valorizzazione delle diverse vocazioni e carismi.

L’Equipe Sinodale Diocesana, al fine di offrire una visione complessiva di ciò che è emerso, ha pensato di riassumere e schematizzare ciò che si è delineato dalle due domande che hanno caratterizzato il tempo di ascolto e confronto:

  1. Cosa occorre per una conversione sinodale della nostra Chiesa di Ischia?
  2. Il mio impegno, concreto, per una Chiesa sinodale e corresponsabile.

1. Il desiderio di una Chiesa incarnata e credibile

Si desidera decisamente una Chiesa autentica, credibile, meno autoreferenziale, più incarnata nella realtà della gente, che sappia “stare tra la gente”, condividere sofferenze e gioie, essere famiglia, luogo di accoglienza e vicinanza reale, non solo a parole.

  • Abitare gli spazi di fragilità. E’ stato sottolineato come “il tempo sia superiore allo spazio” (EG) e gli spazi non vanno occupati, ma certamente quelli della solitudine, dell’emarginazione, della malattia, della vedovanza e altre forme di povertà vanno abitati e riempiti di vicinanza, tenerezza e condivisione.
  • Essenza della Chiesa. Nelle nostre comunità non sono mai sufficienti, o a volte mancano, la relazione e la comunicazione e di conseguenza la sinodalità e la corresponsabilità che ne rappresentano l’essenza. O siamo sinodali o non siamo Chiesa!
  • Chiesa che “diminuisce”. Più volte è risuonata l’immagine di una Chiesa chiamata a “diminuire” per lasciar emergere Cristo. Una Chiesa meno “esibita,” meno autoreferenziale, meno occupata a difendere se stessa, ma più disposta a farsi prossima, a portare pace, a costruire ponti, a custodire relazioni.

2. Conversione e rinnovamento interiore

Il filo rosso di questo tempo di ascolto è stato il bisogno di conversione e rinnovamento interiore: un invito rivolto a tutti a vivere un esame di coscienza comunitario, a lasciarsi toccare dalla Parola per riorientare il cuore e la vita. Solo così si possono abbattere egoismi, egocentrismi e dinamiche di competizione, per riscoprirsi fratelli e sorelle nel servizio umile e fecondo.

Esigenze spirituali e formative

  • Relazione autentica con Gesù. Si avverte con forza la richiesta di una relazione autentica con Gesù, che non si limiti a pratiche devozionali esterne ma si nutra della Parola, della preghiera personale e comunitaria, del silenzio e della tenerezza. In questo senso, è stata sottolineata l’urgenza di dedicare più tempo alla preghiera, non semplicemente “ritagliarlo”.
  • Nuove forme di evangelizzazione. In questo tempo dove sta rapidamente prendendo piede l’Intelligenza Artificiale, come problema più che risorsa, è emersa la necessità di pensare a nuove forme di evangelizzazione, comunicazione e formazione che favoriscano anzitutto la conoscenza e le relazioni tra persone.
  • Modelli efficaci. Un modello che ha portato buoni frutti è risultato quello della “Missione Popolare” (esperienza di una parrocchia…) che può coinvolgere una intera comunità e può far riscoprire la bellezza della Parola di Dio con la istituzione di centri di ascolto sul territorio con persone debitamente formate.
  • Conversazione nello Spirito. Dalla stragrande maggioranza dei partecipanti è chiesta una maggiore continuità di incontri Sinodali diocesani nella modalità della conversazione spirituale. Molti dei presenti non avevano mai fatto esperienza della “conversazione nello Spirito” e ne hanno sottolineato la semplicità e la necessità anche e soprattutto come modalità di testimonianza di “Chiesa in uscita”.

L’Impegno concreto per la corresponsabilità

  • Mettere Cristo al centro. Buona parte dei presenti, di fronte a tanti devozionismi sganciati dalla cristologia, ha sottolineato il bisogno di incarnare la Parola mettendo al centro Cristo, per essere testimoni credibili e autentici.
  • Farsi costruttori e portatori di pace. La nostra isola ha il triste primato della litigiosità. Guardando a ciò che accade nel mondo, è venuta fuori l’esigenza di farsi portatori di pace nelle nostre comunità e nelle nostre vite in generale, cercando di disinnescare quelle dinamiche parrocchiali, sociali e familiari che si trasformano in vere e proprie trappole della comunicazione che innescano attriti e rompono rapporti.

3. I Punti chiave emersi

1. Comunità che includono

Si avverte il generale desiderio di una Chiesa più inclusiva, dove tutti possano partecipare e sentirsi accolti: anziani, ammalati, fragili, giovani in ricerca. La Chiesa è chiamata ad abbattere ogni forma di clericalismo, ma anche il laicismo che svuota la fede di contenuto, coinvolgendo i laici in modo attivo e responsabile, affidando loro compiti pastorali e amministrativi, con la dovuta formazione spirituale e teologica.

2. Giovani e famiglie: spazi, ascolto, fiducia

Si sente il bisogno di garantire ai giovani spazi reali di espressione, ascolto e responsabilità, superando la logica dell'”animazione” per promuovere invece una corresponsabilità ecclesiale matura. Lo stesso vale per le famiglie, chiamate ad essere testimoni credibili del Vangelo nella quotidianità.

3. Una Chiesa diocesana, non solo parrocchiale

È tempo di superare i confini troppo stretti della singola parrocchia per entrare in una visione diocesana più unitaria, dove le comunità siano in rete e non in competizione, dove si allarghino gli orizzonti e si cammini insieme, con uno sguardo comune e condiviso.

4. Presbiteri uniti, maturi, appassionati

È emersa la necessità di unità e fraternità tra i presbiteri come condizione necessaria per una Chiesa credibile. Se è bello constatare la donazione e la vicinanza al popolo di tanti presbiteri, tuttavia si chiede a tutti loro una presenza e testimonianza sacerdotale matura, libera dalla frenesia dell’immagine e dell’autoreferenzialità, innamorata del Vangelo e di Gesù, pronta a servire con umiltà, a formarsi continuamente e a formare, in particolare alla comunicazione chiara, empatica e non ambigua.

5. Gestione dei conflitti e correzione fraterna

Il cammino sinodale è anche luogo di verità e di confronto. Non basta evitare il conflitto: occorre imparare a gestirlo in modo evangelico, con coraggio, ascolto reciproco e apertura al perdono. La correzione fraterna è evangelica e va vissuta come segno di amore, non come giudizio o controllo.

Conclusione: uno stile da continuare

Gli “Esercizi Sinodali” sono stati accolti con entusiasmo e con il desiderio di continuare su questa strada. Si avverte con chiarezza che il cammino sinodale non è un progetto da attuare, ma uno stile da vivere.

È già in atto un cambiamento: si respira una Chiesa che ascolta, che si interroga, che desidera cooperare, che sa accettare di rallentare il passo per camminare insieme, lasciandosi guidare dallo Spirito.

In questo cammino, l’amore resta il centro, la Parola il fondamento, l’umiltà lo stile, la comunione lo sfondo e la meta sempre da raggiungere.

Che questo spirito continui a crescere, perché davvero il Vangelo torni a parlare ai cuori, con forza e con dolcezza, attraverso comunità vere, vive, umane e profondamente spirituali.

L’Equipe Sinodale Diocesana

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Stampa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*

su Kaire

Articoli correlati

Salute a voi (Mt 28, 9)

La salute è definita dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come “una condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non esclusivamente l’assenza di malattia o infermità”. Ciò vuol dire

Il Regno di Dio dà gioia al cuore

Papa Leone durante l’Angelus di domenica 7 dicembre ha parlato del Regno di Dio e di come questo sopraggiunge quando l’uomo e la natura accolgono lo Spirito Santo nella propria

Non si può delegare la carità

Consiglio Pastorale Diocesano del 2 dicembre, l’intervento del Vescovo Carlo “I poveri li avete sempre con voi” (Mc 14,7), questa citazione dal Vangelo di Marco, ripetuta più volte dal Vescovo