Il pellegrinaggio-gemellaggio dei ragazzi calabresi a Ischia
Raccontiamo in queste poche righe una storia che, per quanto breve nel suo svolgimento (meno di tre giorni), in realtà affonda le sue radici lontano: nel cuore di una consacrata ischitana che, al guardare i giovani della sua parrocchia d’origine in un’esperienza significativa (campo vocazionale) decide nel suo cuore che anche i suoi di ragazzi, in Calabria, avevano il diritto e l’esigenza di incontrare così da vicino il Signore.
È così che Suor Emanuela, dopo aver vissuto l’esperienza in Irpinia con i ragazzi della parrocchia ischitana S. Maria delle Grazie in San Pietro, una volta tornata a Cosoleto, dove vive e opera con la comunità monastica di “Maria Madre della Chiesa”, ha coinvolto don Giuseppe, il suo parroco, catechisti e ragazzi per “sognare” un pellegrinaggio che fosse non solo un viaggio verso una meta geografica ma un cammino di incontri.
Con l’aiuto di amici e di parrocchiani di San Pietro e l’accoglienza calorosa delle comunità di Ischia Ponte e San Ciro, il gruppo dei ragazzi di Cosoleto è arrivato a Ischia. Per prepararsi a questo incontro con l’isola e la sua gente, le tappe precedenti sono state vissute in diocesi a Oppido, accogliendo la croce giubilare e vivendo un’esperienza di prossimità presso la Casa-famiglia per malati di Aids di Castellace.
A incorniciare il pellegrinaggio, con le sue diverse tappe, il brano evangelico di San Luca, la chiamata di Pietro e la pesca prodigiosa. Le reti, infatti, come “filo rosso” hanno unito i diversi momenti vissuti dai ragazzi. Dapprima nell’incontro, appena sbarcati, con i giovani di San Pietro mercoledì 10 settembre pomeriggio. Proprio un filo, nel gioco di presentazione iniziale, ha “cucito” plasticamente una rete fra i presenti, ha intessuto i primi legami. Legami “accentrati” dall’Eucarestia celebrata dal parroco di Cosoleto don Giuseppe e concelebrata dal parroco ospitante don Gioacchino. Il momento di festa successivo ha suggellato la prima giornata dei giovani pellegrini sull’isola, seppur segnata da un tempaccio!
Ancora le reti hanno incorniciato la preghiera mattutina del secondo giorno. Reti “lanciate” da Gesù come possibilità sempre nuova per “ripescarti”! E poi, plasticamente “lanciate” con e grazie ai pescatori di San Pietro che hanno offerto ai giovani la possibilità di vedere da vicino le bellezze delle nostre coste con un giro in barca. A sera, l’esperienza giubilare con il pellegrinaggio presso il Santuario Giubilare a Ischia Ponte, la condivisione dell’Eucarestia con i ragazzi e la comunità presieduta dal parroco don Pasquale. A seguire, le reti hanno raccolto le preghiere di tutti i giovani e i presenti in un suggestivo momento di Adorazione Eucaristica. Dulcis in fundo, la serata condivisa con i ragazzi delle parrocchie isolane coinvolte e i giovani pellegrini presso il centro pastorale “San Giovan Giuseppe”.
L’ultimo giorno ha regalato ai giovani calabresi la possibilità di girare interamente l’isola prima di partire (troppo presto!) per il rientro. Delle coordinate certamente “vocazionali” hanno guidato la tre-giorni di incontro. Come Pietro, sentirsi nella rete della Chiesa, un’esperienza che non traduce la teoria se non nel modo di vivere, di stare, negli incontri, negli eventi. La percezione di un orizzonte più ampio, della maternità della Chiesa con le sue reti, è arrivata dritta al cuore dei ragazzi.
Riportiamo, in ultima battuta, la condivisione dei giovani calabresi nel reportage offerto al sito della loro diocesi, Oppido Mamertina-Palmi: I giovani dell’isola ci hanno accolto con entusiasmo, desiderosi di creare legami sinceri in Cristo. (…) Tra i momenti più emozionanti, la processione a Ischia Ponte verso la Chiesa Giubilare di Santa Maria Assunta: siamo entrati non più in sette come ad Acquaro, ma in venti, insieme a ragazzi di altre parrocchie. Sentirci parte di una comunità così grande ci ha fatto scoprire davvero la bellezza della Chiesa. Il 12 settembre siamo tornati a casa, non senza qualche disguido coi treni, ma con il cuore colmo di gioia e gratitudine a Dio, per le persone incontrate e i nuovi orizzonti aperti. Ora guardiamo avanti: la prossima tappa sarà accogliere i nostri amici di Ischia qui in Calabria…
Cosa prevedrà la prossima tappa? A Dio il compito di imbastirla, ai ragazzi ischitani il compito di scartare questo prossimo regalo, speriamo presto, partendo in direzione Calabria!
di Francesco Ferrandino
















