Anche quest’anno, all’interno dei festeggiamenti per il Santo Patrono, vi è stato un giorno dedicato ai bambini: sabato 30 agosto. Nel pomeriggio, tutti i bambini si sono ritrovati all’esterno della chiesa dello Spirito Santo, Santuario Diocesano di S. Giovan Giuseppe della Croce. Ad attenderli il nostro ingegnere Fabio (per l’occasione divenuto menestrello) che, munito di chitarra, li ha guidati sui luoghi del Santo, sostenuto e coadiuvato dalle catechiste. La prima tappa è stata la casa natale, dove Carlo Gaetano Calosirto venne alla luce il 15 agosto 1654. Affascinati dalle dolci parole di Maria Italiano, i bambini hanno rivissuto i momenti più importanti della vita del nostro Patrono, comprendendo che è stato un bambino come loro, cha ha giocato sul piazzale Aragonese, che frequentava la scuola, faceva i compiti, e che proprio nella normalità delle attività di bambino ha sentito forte la chiamata di Gesù a seguirlo.
Successivamente, giunti al piazzale, la catechista Assunta ha raccontato alcuni momenti della vita di San Giovan Giuseppe da bambino. Ad esempio, ha citato l’episodio dello schiaffo ricevuto dal fratello maggiore Tommaso, perché rimproverato. Per tutta risposta, Carlo Gaetano invece di reagire, si inginocchiò davanti a lui e ai suoi compagni recitando il padre nostro.
Guidati di nuovo dal nostro menestrello i bambini si sono ritrovati nello spiazzo prestabilito per poter giocare insieme. Divisi in due squadre, sono stati loro assegnati degli scritti di San Giovan Giuseppe: il menestrello di volta in volta cantava le strofe di una canzone composta dal sacerdote Livio Baldino di Barano. I componenti delle squadre si confrontavano rileggendo gli scritti ricevuti e correvano alla campana portando quelli che illustravano la strofa cantata. In cambio ricevevano tante immagini di San Giovan Giuseppe. Vinceva chi collezionava più immagini. In realtà hanno vinto tutti perché lo scopo del gioco è stare insieme e conoscere un po’ di più la vita del Santo attraverso i suoi scritti.
Di corsa poi i bambini si son diretti in chiesa per animare una messa tutta speciale, a misura di bambino. I canti proposti erano quelli che loro conoscevano. Le letture sono state affidate a una mamma con la sua bambina e a un papà. Le preghiere dei fedeli sono state un vero grido di aiuto: Angelo ha chiesto a Dio di donare un sorriso a chi ha bisogno; Daniela ha chiesto che tutti possano conoscere l’amore infinito di Dio; Chiara si è rivolta ai governanti perché accolgano tutti quelli che scappano dalla guerra e dalla fame; Gennaro ha implorato la pace per Gaza e l’Ucraina; Eugenio ha chiesto più attenzione per i poveri e gli oppressi. Infine, Annalibera ha pregato per tutti genitori e le persone presenti in chiesa perché con l’aiuto di San Giovan Giuseppe e la Madonna ci sia più serenità e dolcezza nelle famiglie. L’offertorio è stato un altro momento importante per i bambini che hanno portato all’altare, consegnandoli nelle mani di padre Mario Lauro, alcuni segni della vita di frate cento pezze: l’abito, i sandali, il bastone. Infine il piccolo Giovanni, in sedia a rotelle a causa di un incidente occorsogli a mare e accompagnato dal suo papà, ha portato una scatola con l’effigie del Santo contenente le pergamene con gli stessi scritti ricevuti nel gioco in piazza a ricordo di questa bellissima esperienza. Cosa scrivere ancora? Ancora una volta abbiamo compreso che non c’è gioia più grande che vedere il sorriso sul volto dei bambini!!
di Nunzia Eletto










