Due giovani santi per il nostro tempo: Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis

La Chiesa si prepara a vivere un evento di grazia che parla direttamente al cuore delle nuove generazioni: la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, due volti luminosi della santità giovanile.

Il primo, il “giovane delle otto beatitudini”, testimone della carità tra i poveri e amante della montagna, uomo di fede concreta e gioiosa. Il secondo, il ragazzo di Internet, capace di usare la tecnologia come strumento di evangelizzazione, innamorato dell’Eucaristia e capace di mostrare come la santità sia possibile anche nel quotidiano dei nostri giorni.

Queste due figure, così diverse eppure così vicine, ci ricordano che la santità non è un lusso per pochi, ma una vocazione universale, accessibile anche ai ragazzi e alle ragazze di oggi.

Don Bosco, padre e maestro della gioventù, ne sarebbe stato entusiasta: lui che ha sempre cercato “santi allegri”, convinto che “basta volerlo” per vivere la grazia di Dio nel gioco, nello studio, nella solidarietà.

La loro canonizzazione è una provocazione per i giovani di oggi: non accontentarsi di vite mediocri, ma puntare in alto, verso la “vetta” che è Cristo. È anche un invito per la Chiesa a continuare a credere nella forza e nella bellezza delle nuove generazioni, che nonostante fragilità e smarrimenti, custodiscono un potenziale di bene straordinario.

Pier Giorgio e Carlo diventano così compagni di cammino: con i piedi ben piantati nella terra del loro tempo, ma con lo sguardo rivolto al Cielo. Due testimoni che ci dicono che il Vangelo è vivo, giovane, contagioso. La loro santità è una chiamata chiara: anche oggi i giovani possono essere santi, e non domani, ma adesso. E noi, come comunità cristiana, siamo chiamati a sostenerli, a credere in loro e a creare spazi dove la fede diventa vita, gioia, servizio.

di don Enzo Cimarelli, Segni dei Tempi

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