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Il Grand Tour con gli occhi di una donna

Mercoledì, 11 giugno alle ore 18, presso la sala Mons. Antonio Pagano del MUDIS Museo Diocesano Ischia, si è tenuta la presentazione del libro “Dal Baltico a Napoli ed Ischia nel 1805. Il sorprendente viaggio di Elisa von der Reck” con le autrici Luciana Jacobelli e Margherita Tuccinardi.

Le due archeologhe di fama internazionale hanno lavorato a quattro mani per la realizzazione di questo testo. Margherita Tuccinardi si è dedicata alla traduzione del diario di Elisa von der Recker, mentre Luciana Jacobelli a introdurre il lavoro di traduzione.

Questo testo è legato al tema del Grand Tour, viaggio che effettuavano i rampolli delle più importanti famiglie nobili europee in giro per l’Europa, itinerario molto in voga durante l’Ottocento e che in realtà veniva effettuato più da uomini che da donne.

Conosciamo questi viaggi grazie ai resoconti redatti principalmente da persone di sesso maschile, basti pensare a Winklemann e Goethe. La dottoressa Jacobelli ha specificato che, nonostante siano molto conosciuti i resoconti di viaggi scritti da uomini, in realtà ne esistono numerosissimi scritti da donne, molto più interessanti perché avevano una spiccata sensibilità nel descrivere i luoghi, le persone e la cultura che incontravano nel loro itinerario.

Il libro, edito D’Amato Editore, è il terzo dei diari di viaggio di Elisa von der Recke, in cui la scrittrice tedesca racconta il suo viaggio a Napoli e, in ben una settantina di pagine, il suo soggiorno a Ischia.

La von der Recke soggiornò a Ischia, in particolare a Lacco Ameno, per le cure termali, ma ebbe anche modo di entrare in contatto con la società ischitana.

 Nel racconto della scrittrice si possono desumere numerosi aspetti antropologici: non solo abbiamo una descrizione di ciò che vede, ma anche il suo commento a ciò che ha davanti agli occhi. Il viaggio risulta una fonte di energia in una donna che aveva più di 50 anni e che era malata. Il testo, come hanno affermato le due autrici, è importantissimo dal punto di vista storico e soprattutto archeologico, e risulta molto moderno per il suo tempo. Inoltre, è correlato da un importante apparato critico che descrive anche i luoghi dove la poetessa ha vissuto.

di Ylenia Patalano

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