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Chiesa sinodale e fraternità universale – II parte

Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale Sezione s. Tommaso

La sorgente dell’autorità di cui il popolo di Dio è depositario è il Cristo Risorto e che Egli la partecipa nello Spiritoa colui che a Lui sono uniti quali membra dell’unico Corpo. La Lumen Gentium descrive il Popolo di Dio come popolo messianico, unto, consacrato in Cristo dallo Spirito come popolo sacerdotale, profetico, regale. Esplicita che per questo l’universitas fidelium (l’insieme dei fedeli) è dotata per grazia e abilitata all’esercizio del sensus fidei (senso della fede): sentire, percepire, ragionare, agire secondo il cuore e la mente del Signore, così che non può sbagliarsi nel credere e manifesta questa sua proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo.

La Chiesa vive la sua missione non come strategia di proselitismo ma come testimonianza, comunicazione gioiosa e gratuita del Vangelo del Regno. Affinché ciò accada nell’amore di Cristo e in reciprocità con la propria vocazione, il proprio carisma, il proprio ministero.

Tutti gli uomini sono chiamati a formare il Popolo di Dio che prefigura e promuove la pace universale alla quale in vario modo appartengono, sono ordinati sia i fedeli cattolici sia gli altri credenti in Cristo sia infine tutti gli uomini dalla grazia di Dio chiamati alla Salvezza. (LG2)

C’è bisogno di allargare lo spazio della Tenda.

La Chiesa, inoltre, riconosce tutto ciò che di buono si trova nel dinamismo sociale odierno, soprattutto il movimento verso l’unità, il progresso di una sana socializzazione e della solidarietà civile ed economica. Promuovere l’unità corrisponde infatti alla intima missione della Chiesa, la quale è appunto «in Cristo quasi un sacramento, ossia segno e strumento di intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano». Così essa mostra al mondo che una vera unione sociale esteriore discende dalla unione delle menti e dei cuori, ossia da quella fede e da quella carità, con cui la sua unità è stata indissolubilmente fondata nello Spirito Santo.(Gaudium et spes 42) …che misteriosamente la invia e la precede.        

Con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in un certo modo ad ogni uomo e Cristo è morto per tutti. La vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola: quella divina. Perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a tutti la possibilità di essere associati nel modo che Dio solo conosce al mistero pasquale. Il mondo creato e la storia si presentano conforme al disegno di Dio squadernato in Cristo mediante lo Spirito Santo quale Spatium verae fraternitatis (spazio di una vera fraternità). Il Verbo di Dio per mezzo del quale tutto è stato creato, fattosi carne Lui stesso è venuto a abitare sulla terra. Ci rivela che Dio è Carità. E insieme ci insegna che la legge fondamentale dell’umana perfezione e perciò anche della trasformazione del mondo è il comandamento nuovo della carità. Pertanto, coloro che credono nella carità divina sono resi certi che è aperta a tutti gli uomini la strada della carità e che gli sforzi intesi a realizzare la fraternità universale non sono vani.

Abbiamo bisogno di costituirci in un noi che abita la casa comune e come credenti nel rispetto delle diverse convinzioni siamo chiamati a testimoniare che senza un’apertura al Padre, di tutti, non ci possono essere ragioni solide, stabili per l’appello alla fraternità.

Priorità: allargare l’interiorità per potersi mettere all’ascolto dello Spirito nell’oggi della storia. E ciò attraverso il dialogo con tutti coloro che riconoscono quei valori inscritti nell’umano che sono apprezzati come stabili per il loro significato intrinseco e che sulla base di questo hanno il coraggio di andare fino in fondo a una questione.

Quando viviamo la mistica di avvicinarci agli altri con l’intento di cercare il loro bene allarghiamo la nostra interiorità per ricevere i più bei regali del Signore. L’interiorità va praticata con l’esperienza del noi. Questa mistica del Popolo di Dio che sgorga dall’unità del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo è invito a camminare insieme con tutti, all’intera famiglia umana.

Si chiede la maturazione dello spirito dell’incontro e del reciproco ascolto, del dialogo, della cooperazione, dell’impegno comune contro l’ingiustizia, la guerra, la povertà, lo sfruttamento. Vigilando contro i particolarismi, gli slanci autoritari, il pericolo di una dittatura strisciante dei poteri economici e della tecnocrazia. Energia, fiducia, perseveranza, creatività nel processo sinodale in cui è convocato tutto il Popolo di Dio rivestono un significato cruciale non solo ecclesiale ma anche culturale, sociale, a livello locale, a livello globale, e sono un grande segno di speranza.

Per la prima parte, segui il link

di Angela Di Scala

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