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Il grido della Terra

L’incontro-dibattito promosso dalle Comunità Ecclesiali di Procida con Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra e presidente della CEC

Sabato 15 ottobre 2022 nella Sala Consiliare del Comune di Procida si è svolto l’incontro–dibattito ” IL GRIDO DELLA TERRA” promosso dal Presbiterio e dalle comunità ecclesiali dell’isola di Procida con l’intervento di Sua Ecc.za Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra, Presidente della Conferenza Episcopale Campana.

Il Sindaco dott. Dino Ambrosino che ha aperto la manifestazione – Il Comune ha patrocinato l’iniziativa – ha evidenziato come la candidatura dell’isola a Capitale della Cultura sia stata promossa con il duplice scopo di valorizzare il territorio e al contempo, promuovere azioni di conoscenza e salvaguardia delle risorse esistenti destinate in primis alla comunità per sollecitare l’impegno dei singoli cittadini.

Don Lello Ponticelli nel dare il benvenuto a Monsignor Di Donna a nome del presbiterio e delle comunità ecclesiali dell’isola ha ricordato l’augurio espresso da Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli, per inaugurare il ciclo degli incontri dedicati alla salvaguardia del Creato a Procida lo scorso settembre, affinché da quest’isola parta una nuova prospettiva fino a renderla non solo Capitale della Cultura ma “bandiera della Speranza “

Moderatrice della serata è stata Vittoria Prisciandaro, giornalista Periodici San Paolo, che ha introdotto le principali connotazioni dell’incontro a partire dai temi già espressi nell’ enciclica papale Laudato si’, dalle minacce di un’economia che non rispetta l’ambiente, alle quali si aggiungeranno i danni della guerra in Ucraina che oltre a morte e distruzione lasceranno sul suolo una quantità enorme di polveri da smaltire.

Sua Ecc.za Di Donna ha aperto il suo intervento evidenziando come l’attenzione rivolta dal Santo Padre all’ambiente – più correttamente “al Creato” – non è certo pura adesione alla moda green, ma parte costitutiva della Dottrina Sociale della Chiesa. In questa prospettiva ha evidenziato come la Chiesa è chiamata a promuovere una forte azione educativa che coinvolga ogni comunità ecclesiale a conoscere, diffondere e soprattutto praticare questa “dottrina sociale” in quanto la fede non è un fatto ‘intimista’; oltre ad una dimensione certamente personale e spirituale, ha anche una forte dimensione sociale come insegnato dagli antichi Padri della Chiesa.

Venendo, poi, alla situazione che più lo ha interpellato come Vescovo, ha ricordato che nel territorio tra Napoli e Caserta, tristemente noto come “Terra dei Fuochi”, per un lungo periodo gli industriali del Nord, i politici collusi e i contadini abbagliati da facili guadagni, hanno permesso l’interramento di sostanze altamente tossiche nella terra con la conseguenza di provocare elevati indici di mortalità infantili dovuti alla forte incidenza di malattie tumorali.

Il nesso causale tra l’elevata incidenza delle patologie oncologiche soprattutto nei bambini e la tossicità del territorio non è stato accettato subito dalla classe politica, ma – ha ricordato il presule – è stato scientificamente provato e ribadito ancora di recente da istituzioni nazionali.

La storia di mamme coraggiose e padri senza lavoro impegnati in viaggi della speranza tra strutture ospedaliere situate da nord a sud non può lasciarci indifferenti, ha ribadito Di Donna, come non ha lasciato indifferente lui che si è detto “convertito” da queste storie.

Il Vescovo ha sollecitato tutti ad interessarsi, a studiare dati, a informarsi per opporsi al negazionismo di certi politici quasi infastiditi dallo screditamento dei loro comuni. È necessario sostenere e promuovere una vera e propria “operazione verità”, scuotere le coscienze e coinvolgere gli Enti locali, in particolare i Comuni e le Regioni.

Circa 30 anni fa la Campania era la pattumiera d’Italia e la “monnezza” era oro come la definì Carmine Schiavone, pentito per la morte di un suo familiare per tumore. Oggi in Campania la tossicità riguarda il 2% dei territori ma il fenomeno è dilagato in tutta la penisola contagiando fiumi e mari, riducendo i raccolti. Brescia è la città più inquinata d’Italia ed i siti di rifiuti tossici abusivi sono equamente distribuiti tra Nord, Centro e Sud. Per questo, ha ricordato sia il Vescovo che la Moderatrice, bisogna parlare di più “Terre dei Fuochi” e fare di questo un problema della Nazione e non solo di un territorio.

Purtroppo, la storia si ripete in forme diverse perché lo smaltimento delle sostanze tossiche ha un costo molto alto e molti imprenditori preferiscono pagare meno il faccendiere di turno che smaltisce illegalmente e senza scrupoli il carico con grossi guadagni. Mons. Di Donna, perciò, ha denunciato sia la lentezza del legislatore per porre fine a questo stato di cose, sia le resistenze delle comunità ecclesiali a riconoscere la dimensione sociale della dottrina cattolica. Non possiamo più fingere di non sapere perché la difesa del diritto alla salute è una priorità per le generazioni future rispetto anche al diritto al lavoro.

Di conseguenza è necessario educare alla pace, alla giustizia e alla custodia del Creato sempre: in famiglia, a scuola, in Chiesa, attraverso la predicazione dei sacerdoti e una catechesi puntuale, incarnata, costante, concreta rivolta alle bambine e ai bambini, ai ragazzi e ai giovani, ma anche agli adulti e agli anziani: dal dramma se ne esce insieme o non se ne esce. La Carità come assistenza è insufficiente e riduttiva: aiutare chi è povero, chi soffre attraverso le opere di misericordia è necessario, ma presuppone un impegnarsi fortemente per rimuovere le cause di tale povertà, chiedere e praticare la giustizia.

A conclusione di un sentito dibattito connotato da numerosi interventi che hanno richiamato anche le problematiche dell’Isola – custodia e protezione del mare e delle spiagge dall’inquinamento, soprattutto della plastica, piccole azioni quotidiane per il rispetto della legalità, problema dell’inquinamento a motivo del traffico etc. – Monsignor Di Donna ha chiuso la serata con l’augurio che Procida, per la sensibilità mostrata dal Sindaco e da tutta la comunità, diventi la Sentinella del Creato con una particolare attenzione al mare.

di Maria Saletta Longobardo – Dirigente Scolastica del “I.I.S.S. ITN “F. Caracciolo” – IM “G. Da Procida”
Foto di Simona Pasquale giornalista

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