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I Cantieri di Betania nell’orizzonte del cammino sinodale

Incontro con gli esperti del Centro Missione Emmaus per preparare la seconda fase del Sinodo diocesano

La recente pubblicazione dei nuovi strumenti per il proseguimento dei lavori nel secondo anno del percorso sinodale (I cantieri di Betania e Continuiamo a camminare insieme) ha definito le prospettive e le relative linee guida alla luce delle quali dovrà proseguire il lavoro sinodale. È un modo anche per delimitare il campo, definire gli assi e gli orizzonti entro i quali agire, per non perdersi nella miriade di sollecitazioni che in questa fase certamente emergeranno. Dopo la parte iniziale, conclusasi con le relazioni di sintesi delle Diocesi, e la successiva rielaborazione della Sintesi nazionale della fase diocesana pubblicata dalla CEI il 18 agosto scorso, la parola passa di nuovo ai territori diocesani, ai quali spetta il compito di scegliere tra le opzioni proposte dalla CEI – i tre Cantieri -, i luoghi di lavoro all’interno dei quali realizzare il proprio “sogno”.

La Diocesi di Ischia, continuando nella consuetudine consolidata e proficua di avvalersi di esperti esterni per formare coloro che dovranno mettere in atto i processi generativi della Chiesa in cammino, ha chiesto ancora il supporto del Centro Missione Emmaus, organizzando un incontro tra gli esperti Stefano Bucci e Roberto Mauri e i membri dell’Equipe Sinodale Diocesana e del Consiglio di Presidenza del CPD. L’incontro si è svolto lunedì 24 ottobre presso il Centro Papa Francesco alla presenza del Vescovo e di diversi presbiteri.

L’incontro ha avuto lo scopo di fare il punto della situazione, mettere cioè un punto fermo a quanto fatto finora e porre le basi per il lavoro che attende la Diocesi nel prossimo anno, in linea con quanto progettato insieme al Vescovo nell’incontro che si è svolto in Curia nella settimana precedente in occasione dell’apertura dell’Anno Pastorale.

Ampio spazio, come accade ormai sempre negli incontri sinodali, è stato dato ai laici, ai quali in special modo si è rivolto l’esperto Roberto Mauri ad apertura dell’incontro, ricordando che il Sinodo è soprattutto un ‘camminare insieme’ che trova ragione e motivo di essere non tanto nelle mete che si raggiungono, ma esattamente nel camminare, “insieme, ascoltandosi e aspettandosi”, “Non importa cosa abbiamo fatto finora – ha detto – abbiamo camminato vicino. Il tema del Sinodo è esattamente questo: camminare insieme come comunità cristiana”. Roberto ci ha ricordato anche che non siamo noi a vedere i frutti del nostro lavoro sinodale, chi fa sinodo è solo un operaio che lavora lasciandosi ispirare dal Signore che ci parla attraverso lo Spirito Santo e attende solo che ci fidiamo di lui. Appare infatti a volte che non si vedano i frutti concreti dell’impegno profuso e questo accade anche all’Equipe Diocesana e a quanti hanno collaborato nella prima fase. Come Diocesi – ha ricordato Roberto – siamo in cammino già dal Convegno diocesano del 2019 e non dobbiamo fare altro che proseguire con fiducia e ottimismo.

Il cammino che ci aspetta come Diocesi va definito pensandolo come ‘orizzonte di sogno missionario’, come cammino durante il quale si impara prima di tutto, come si è già detto, a camminare insieme, facendosi prossimo per gli altri, nel senso di imparare a stare vicino, abbastanza da potersi ascoltare reciprocamente, sostenendosi a vicenda. Ma il cammino deve essere ispirato da un sogno, un desiderio di fede e speranza nel sogno. La dimensione del sogno non va intesa nel senso di fantasia vana e inconsistente, ma nel senso che ci indicano le sacre Scritture. Il sogno nella Bibbia è infatti il messaggio, veicolato di solito da un angelo, che Dio manda all’uomo per suggerire un cambiamento, spesso fondamentale, nelle proprie abitudini o decisioni. Roberto ha mostrato come esempio un quadro raffigurante il sogno di Giuseppe, l’episodio del Nuovo Testamento che segna una svolta nella vita di Giuseppe il quale, uomo giusto e rispettoso della legge, si ritrova con la promessa sposa, Maria, incinta prima del matrimonio e decide di ripudiarla in segreto. Ma il Signore gli manda in sogno un angelo il cui messaggio non solo stravolgerà completamente tutte le sue certezze, ma cambierà il corso della storia. Attraverso il sogno Giuseppe lascia la vita alla quale era abituato, e mette in atto una serie di azioni alle quali non aveva mai pensato. La sua vita cambia e il progetto di Dio si realizza. È quello che dobbiamo fare anche noi – ha spiegato Roberto – per poter continuare il cammino sinodale: è necessario abbandonarsi al suggerimento del Signore, lasciare le nostre convinzioni, i nostri pregiudizi, il passato che non ci soddisfa, i pesi inutili, per entrare nel sogno di Dio. È un po’morire a noi stessi, significa abbandonare i vecchi progetti per lasciarsi cullare dalle proposte che il Signore – come con Giuseppe – farà arrivare alle nostre orecchie mentre ci lasciamo andare nel sonno fiducioso. Cosa il Signore ci suggerirà per ora non è dato sapere, ha concluso Roberto, ci lasceremo sorprendere.

Infine è intervenuto Stefano Bucci, che ha fornito alcune informazioni di carattere tecnico su come scegliere ed articolare i Cantieri. Stefano ha sottolineato come sarà importante circoscrivere il campo di azione, non allargarsi a troppe cose da fare, mentre sarà più importante organizzare una rete di supporto attraverso la creazione di mini-Equipe sinodali nei vari ambiti delle parrocchie che vorranno partecipare o dei gruppi extraparrocchiali che si potranno formare.

Largo spazio, nell’ambito dell’incontro, è stato dato agli interventi dei laici presenti, ai quali in special modo tocca il compito organizzativo del lavoro che si svilupperà nei mesi a venire.

Il Vescovo ha concluso sottolineando la necessità di credere con fede nella forza dello Spirito Santo e ha ricordato quanto il cammino sinodale sia connesso fortemente con la realizzazione di quanto progettato per la Chiesa durante il Concilio Vaticano II, del quale festeggiamo i 60 anni dall’apertura, e che ha sempre richiamato la necessità di ascoltare il popolo di Dio. La sinodalità vissuta realmente – ha detto – è testimonianza di comunione fraterna ‘luminosa e attraente’.

La palla passa dunque all’Equipe Sinodale, nella nuova forma allargata, e nell’attesa degli ulteriori sviluppi che apriranno il cantiere di lavoro, ci lasciamo con la preghiera proposta dagli esperti di Emmaus:

Aiutaci a separarci Signore,
da tutto ciò che appesantisce la nostra esperienza di vita e di fede.

Aiutaci a sospendere Signore,
tutte quelle attività che ci riempiono
e non generano, ci impegnano e non portano frutto.

Aiutaci a lasciarci andare Signore
alla brezza del tuo Santo Spirito
affinché accogliamo quella novità
che tu solo puoi donare alla Chiesa.

Aiutaci ad accogliere anche i fallimenti
e le incertezze, consapevoli che in essi
si manifesta il tuo amore per noi.

Amen

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