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Basta un grazie

Ciao bambini! Ottobre è il mese del Santo Rosario: lo sapevate? No? Beh, vi aggiorniamo noi allora! Ma sapete che cosa è il “Rosario”? È una collana (o bracciale nelle versioni più piccole) ed è formata da 59 piccole sfere legate tra di loro che vengono chiamate “grani”. Ogni grano è una preghiera e il tutto si sussegue cominciando sempre con un Padre Nostro e, a seguire, dieci Ave Maria. Il Rosario è un’arma regalata dalla Madonna a un sacerdote, San Domenico, che nel 1200 lo diffuse tanto da diventare indispensabile per noi cristiani.

Un momento! Abbiamo detto che è un’arma? Sì, bambini, la Madonna nella sua visione, e in altre, nel corso dei secoli, ha sempre garantito che il Rosario è una delle armi più efficaci contro il male! Probabilmente ne avete già visto uno in casa, e più bello sarebbe se lo aveste già pregato in famiglia! Perché vi diciamo questo, bambini? Perché ad essere sinceri, noi cristiani dei tempi moderni stiamo un po’ dimenticando questa bellissima e potentissima preghiera, come anche dimentichiamo sempre più spesso di ringraziare Dio. Che cosa c’entra il ringraziamento? Il dire grazie è una conseguenza della preghiera, sapete bambini? Perché la preghiera ci apre le porte del cuore e permette al Signore di entrarci per farsi conoscere; questo lo diciamo sempre, vero? E conoscere Dio Padre ci permette di capire davvero cosa Lui ha fatto e fa per noi! Ci permette di riconoscere che tutto nella nostra vita, è un Suo dono e che non possiamo fare altro che ringraziare per questo!

Non basta dichiararsi cristiani per essere amici di Gesù: serve conoscerlo! Solo conoscendolo scegliamo di seguirlo! Proprio come succede con un amico che, all’inizio ci è estraneo, ma poi, passando del tempo con lui, diventa una persona preziosa! Nel Vangelo di Luca di domenica 9 ottobre, Gesù ci insegna quanto è misericordioso verso tutti, cristiani e no, ma ci fa anche capire quanto noi possiamo essere poco riconoscenti di questo: Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

I Samaritani, cari bambini, erano una comunità di ebrei che credevano in Dio in maniera diversa dagli altri tanto da avere un tempio diverso da quello di Gerusalemme. Questa divisione faceva nascere molte antipatie tra le due parti. Ma in tutto questo, il Samaritano, è l’unico a tornare a ringraziare Gesù! Quel Gesù così diverso da lui, con il quale non avrebbe parlato volentieri, eppure, lo ringrazia! Perché? Perché gli altri, che sicuramente non erano samaritani, non sono corsi da Gesù a ringraziarlo? Dopotutto Gesù era un loro fratello, con la stessa fede! Perché? Forse perché, il cuore di questo samaritano era buono e più pronto ad accogliere Gesù rispetto a chi avrebbe dovuto avere più facilità a farlo!

E Gesù, che lo ha capito, ha spalancato ancora di più il cuore di quest’uomo regalandogli la Fede in Lui. Sapete, non esistono vicini e lontani nelle fede, non c’è un noi e un loro per il Signore, ma ci sono solo quelli che lo conoscono e quelli che non lo conoscono, quelli che lo amano e quelli che non gli vogliono bene. Chi non lo conosce, come in questo caso, potrebbe ricevere il dono della fede direttamente dal Signore, ma non basta perché per lui e ognuno di noi, è necessario continuare a pregare affinché il cuore rimanga aperto e da lì nasca spontanea quella dolce parolina: Grazie Signore!

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