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Suor Maria De Coppi la suora trevigiana uccisa in un attentato in Mozambico

Nata nel 1939 a Santa Lucia di Piave, era una comboniana: aveva preso i voti nel 1960. Dal 1962 operava in Africa ed era già scampata a un attentato

Era nata a Santa Lucia di Piave il 23 novembre nel 1939 suor Maria De Coppi, la religiosa di origini trevigiane morta in Mozambico in un attentato a missione nella città di Chipene nel nord del paese africano. A darne notizia su Facebook il Centro missionario Concordia-Pordenone. «Don Lorenzo e don Loris sono vivi. Ringraziamo Dio – scrive il centro -. I ribelli hanno assaltato la missione, dando fuoco a tutte le opere parrocchiali. Suor Maria, missionaria comboniana originaria di Vittorio Veneto, è stata uccisa durante l’agguato. Tutti i sopravvissuti sono adesso in fuga verso Nacala».

I voti nel 1960

La parrocchia di Chipene accoglie centinaia di persone che scappano dalla guerriglia tra mercenari rwandesi e i gruppi terroristici islamici. I due sacerdoti sono riusciti a scappare e sono stati messi in salvo dal vescovo di Nakala. Suor Maria invece non ce l’ha fatta: aveva preso i voti il 29 settembre del 1960 e nel settembre di due anni dopo era iniziata la sua missione in Portogallo. Presto la suora si era trasferita in Africa e in particolare in Mozambico dove aveva iniziato a operare dal 1963 e dove ciclicamente era ritornata con nuove missioni nel 1997 e nel 2005.

I 31 giorni di nave

In una recente intervista aveva raccontato i suoi primi anni in Africa: «Ho raggiunto la mia destinazione dopo 31 giorni di nave. E dopo aver imparato il portoghese, com’era d’obbligo». Aveva la cittadinanza mozambicana: «Ho vissuto in questo Paese momenti belli e difficili: prima quelli della colonizzazione, poi della guerra, quindi della pace e, purtroppo del terrorismo». Suor Maria era scampata a un attentato in cui erano morte 17 persone. «Stavamo viaggiando in un convoglio. I guerriglieri ci hanno sparato. Io sono uscita dall’auto e mi sono gettata a terra, sotto le pallottole. Ho pregato: “Signore salvami”. È arrivato un soldato, non sapevo se dell’esercito regolare o della guerriglia. Mi ha chiesto se ero ferita. Non lo so, gli risposi. Mi ha trascinato dietro una pianta e mi ha rassicurata, che era un regolare. Mi ha caricata sulle spalle e mi ha poi protetto, sistemandomi in un ruscello che non aveva acqua. Poi, quando è finita la sparatoria, mi ha ricaricata sulle spalle e mi ha portato fino all’auto».

Zaia: «Terribile orrore»

«Suor Maria portava aiuto, sostegno, amore, dedizione alle popolazioni del Mozambico. È terribile, inaccettabile, dolorosissimo sapere che proprio lì, proprio mentre compiva la sua missione di pace e carità, è stata brutalmente assassinata- dice il governatore Luca Zaia– Il primo pensiero va alla sua famiglia, a tutti coloro (e sono tanti) che le hanno voluto bene, alle Suore Comboniane di cui faceva parte, alla comunità di Vittorio Veneto, da cui era partita tanti anni fa per seguire la sua vocazione missionaria. La meravigliosa vita di bontà e altruismo di Suor Maria è finita con un terribile orrore, il che rende la sua figura ancora più grande, indimenticabile».

Le ultime parole di suor Maria prima di essere uccisa sono state: “Qui sparano. Loro sono vicini. Abbiamo paura, ma non molliamo. Il Signore protegga noi e protegga anche questo popolo”

Fonte: Andrea Pistore – Corriere del Veneto

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