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Mai persi

Cari bambini bentrovati e buon inizio anno scolastico! Eh, sì ormai la scuola è proprio dietro l’angolo e, con lei, tante cose nuove da imparare e vecchi amici, o nuovi, da ritrovare! Si bambini, perché la scuola non è solo libri e lezioni, ma anche incontro! Stare con i nostri compagni, scambiarsi impressioni e dubbi sui compiti, scherzare e giocare durante la ricreazione, sono cose importantissime perché ci permettono di imparare a capire gli altri, a stare con loro e a comprendere come comportarci gettando le basi per una solida amicizia! È per questo che Gesù è venuto nel mondo parlando alle folle di Dio Padre: perché incontrandole di persona, e facendosi conoscere, capissero chi Lui fosse davvero e tramite Lui, conoscessero il Signore.

È proprio con questo intento che, nel Vangelo di Luca che ascolteremo domenica 11 settembre, Gesù racconta tre parabole diverse, ma molto legate tra loro tramite un unico filo conduttore: quale? Cerchiamo di scoprirlo assieme: i primi due racconti parlano di un pastore che ha perso una pecora del suo gregge e di una donna che ha perso una moneta: entrambi faticano per ritrovare ciò che hanno perduto, ma una volta riavutolo chiamano gli amici e i vicini perché facciano festa e gioiscano con loro. Fin qui è facile capire cosa lega queste due parabole, vero? È la perdita e il ritrovamento di qualcosa, ma la terza parabola, cari bambini, è quella che chiarisce meglio tutto perché a perdersi non è qualcosa, ma qualcuno: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno…Fu proprio in quel momento, cari bambini, che il figlio, dopo aver fatto i lavori più umili e aver patito la fame, tornò in sé e capì di essere stato ingiusto con il padre e di aver sbagliato a lasciarlo perché aveva rifiutato tutto l’amore e le cure che gli erano sempre state date. Così, pentito, decise di tornare per chiedere perdono, ma, quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. La storia, cari bambini, sembra essere finita nel modo migliore, ma c’è qualcuno che non la pensa così: chi è? È il figlio maggiore che, di ritorno dal lavoro nei campi, si arrabbia perché il Padre ha perdonato il fratello ribelle e lo ha addirittura festeggiato con un banchetto che lui non aveva mai ricevuto, pur essendo sempre stato obbediente. Ma è qui, bambini, che si scopre il vero significato di queste tre parabole, e sta tutto dentro alle parole del padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

Cari bambini, rifacciamo la domanda: qual è il filo conduttore di queste tre parabole? La Misericordia di Dio! Gesù spiega a noi, e ai farisei che sparlavano di Lui, che Dio Padre perdona sempre e non abbandona mai chi si perde o si allontana da Lui! Perché non è importante se sbagliamo, ma è fondamentale riconoscere che Dio ci ama con tutto il cuore e aprire il nostro cuore a Lui. L’amore di Dio, cari bambini, è immenso e non si esaurisce mai! Nessuno viene amato di meno se qualcuno di nuovo, che si era perso, ritorna sulla retta via, anzi, l’amore si moltiplica! Diventa una festa nella quale ognuno è invitato. E non importa se sei un cristiano di lunga data o un convertito dell’ultima ora: la festa è per tutti ed è tale solo se è con tutti! Questo è l’amore di Dio cari bambini, questo è il nostro Padre e questa è la gioia più grande che abbiamo! Non dimentichiamolo mai!

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