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Camminare sulla via degli ultimi

Una nutrita delegazione della Caritas Diocesana di Ischia ha preso parte al 42° convegno Nazionale delle Caritas Diocesane

A Rho (MI), presso il Centro Congressi Stella Polare, si è tenuto dal 20 al 23 giugno il 42° Convegno Nazionale delle Caritas Diocesane. “Camminare sulla via degli ultimi”. La nostra Caritas Diocesana è stata presente con una delegazione composta dal direttore Don Gioacchino Castaldi, dal suo coordinatore Luisa Pilato e dai membri di equipe, Erica Buono, Grazia Belgiovane e Mario di Sapia. Un nutrito gruppo che ha condiviso i giorni del convegno con l’intera delegazione campana guidata dal suo nuovo delegato, Don Carmine Schiavone.

Il Convegno ha avuto inizio con il benvenuto di S. Ecc. Mons. Mario Delpini arcivescovo di Milano che ha espresso riconoscenza e gratitudine a nome della Chiesa Italiana per ciò che le Caritas Diocesane riescono a fare nei vari territori, e con il saluto di Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente della Caritas Italiana.

A dare il “la” all’apertura dei lavori è stato il neopresidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Cardinale Matteo Maria Zuppi, che dopo aver ringraziato la Caritas per il suo operato, evidenziando come essa sia una parte fondamentale della Chiesa, ha citato gli anziani soli e i giovani maggiormente fragili, come nuovi poveri dei quali siamo chiamati a prenderci cura.

Ci ha invitati a fare tesoro dei tempi difficili che stiamo vivendo, avendo la consapevolezza che siamo chiamati ad essere un “noi”. Ci ha esortato ad essere ascoltatori della Parola per scegliere i fratelli più piccoli, coscienti che il nostro servizio è legato alla preghiera.

In seguito a questi vivi, intensi saluti iniziali, hanno avuto inizio le relazioni nei vari gruppi e sono conseguiti momenti di confronto tra i direttori, operatori e volontari delle varie caritas diocesane, approfondendo il mandato che Papa Francesco ci ha affidato lo scorso anno in occasione della celebrazione del 50esimo della Caritas Italiana: partire dagli ultimi, animati dal Vangelo, lasciandosi ispirare dalla creatività. A conclusione dei lavori di gruppo Mons. Valentino Bulgarelli, sottosegretario della Conferenza Episcopale Italiana, ha fatto un quadro delle sintesi diocesane, evidenziando che emerge in modo dirompente il desiderio di ripartenza delle Caritas Diocesane, lasciandosi ispirare dal Vangelo in un tempo in continua evoluzione.

Le riflessioni della pastora battista Lidia Maggi hanno aperto ciascun giorno del Convegno. I vari incontri son stati caratterizzati da testimonianze teologiche, pastorali, concrete, sulla via degli ultimi, del vangelo, della creatività. Toccante l’intervento di Mons. Pierangelo Sequeri, teologo, musicologo, che ci ha invitati a trovare un “guado” nella situazione in cui viviamo. Ci tocca il compito di testimoniare il Vangelo in questa società. Siamo chiamati a creare condizioni per accogliere l’agape di Dio. A seguire la testimonianza di suor Simona Chierici della Fraternità della Visitazione di Pian di Scò (AR) che ci ha spronati ad essere sempre più aperti ed accoglienti.

Suor Simona ha condiviso con noi la storia della sua comunità esordendo così “Abbiamo deciso di fare casa, di togliere le porte alla casa donata dal Vescovo e strappata ai rovi che la ricoprivano, per lasciare spazio all’accoglienza della fragilità che al tempo stesso è anche potenzialità di coloro che Dio ha messo sulla nostra strada” sì, perché per chi crede nel Vangelo la fragilità è un volto di Gesù piagato nel corpo e nell’anima, ed ha continuato dicendo “Meraviglioso questo progetto di follia, di chi sceglie di vivere sulla strada per aiutare gli altri, credendo nelle potenzialità delle persone che ci chiedono aiuto” La condivisione intensa di Suor Simona ha suscitato nei presenti la consapevolezza che solo l’amore disinteressato fa miracoli nella vita di chi ci passa accanto e ciascuno è chiamato, nel proprio mandato a “fare casa” proprio come Gesù che si è seduto ed ha ascoltato la gente, non ha progettato la Chiesa, l’ha costruita con altre mani. Questo ci spinge a comprendere che non possiamo progettare cose per gli altri se non li coinvolgiamo, non possiamo pensare di costruire qualcosa di solidale, di educativo, di sociale, di crescita per gli altri, se non li coinvolgiamo, se non li teniamo allo stesso tavolo, non solo per mangiare ma per capire cosa si può fare.

Lasciamo entrare i nostri fratelli più piccoli nella nostra vita, lasciamoci mettere in ginocchio da loro: questo ci portiamo nel cuore a conclusione dei meravigliosi giorni del convegno. “Solo la gente fuori dalle righe, fuori dai nostri schemi, fuori dai progetti abituali può togliere la coltre di cenere che offusca la storia futura dell’uomo”. (Carlo Maria Martini).

Particolarmente sentita la testimonianza di Vincenzo Linarello, presidente del Consorzio Goel, che ha operato in questo ultimo ventennio per il riscatto della Calabria dalla ‘ndrangheta, attraverso una comunità di imprese sociali quale principale motore di cambiamento, capace di creare non solo lavoro ma anche proposte che contrastano il sistema mafioso. Le testimonianza accorata di Linarello ci ha fatto comprendere che soprattutto noi siamo chiamati ad aiutare i nostri fratelli ad uscire dalla depressione sociale in cui versiamo. Vivace l’aggiornamento dell’espressione giovanile della Caritas, la Caritas Young che pian pianino sta prendendo forma nelle singole Diocesi: si è data voce ai giovani ed emersa tanta vita, esperienze concrete che mostrano il volto attento dei più giovani verso diverse forme di povertà.

Il Convegno si è concluso in un clima di grande entusiasmo con le parole del direttore della Caritas Italiana, Don Marco Pagniello che ha estrapolato alcuni spunti da tutto il lavoro fatto in quei giorni insieme a Padre Giacomo Costa, presidente della Fondazione Culturale San Fedele e consultore della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi concludendo che dobbiamo saper leggere la storia con gli occhi dei poveri, con lo stile del Vangelo, annunciando speranza e facendo la nostra parte. Siamo chiamati ad avere il coraggio di uscire dagli schemi ed entrare in dialogo con chi è diverso da noi. Siamo chiamati ad essere “noi”, anche con poveri, per i poveri, per capire come essere Caritas oggi.

Siamo chiamati ad allargare i nostri orizzonti. Siamo chiamati a rigenerare la vita caritativa. “Bisogna essere immensamente saggi per essere folli, ma bisogna essere anche tanto folli per essere tremendamente saggi”. (Madeleine Delbrel) “Il compito più grande di tutti gli uomini e che merita veramente di essere toccato con le mani è questo: qualunque sacrificio tu faccia, il tuo compito è quello di edificare ogni uomo, ma ricordati cristiano che sarà l’uomo che ti edificherà alla salvezza”. (Don Tonino Bello). Con questa consapevolezza siamo ritornati carichi e pronti ad incarnare nella nostra Chiesa locale quanto respirato in questi giorni di grazia.

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