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Questo l’invito lanciato da papa Francesco a tutti gli adolescenti italiani per il lunedì in albis, con il desiderio di “vivere un’esperienza di comunione fraterna e di fede”

“È il primo incontro del Papa in Vaticano con i ragazzi italiani dopo la lunga sosta dovuta alla pandemia ed è significativo che si svolga il giorno dopo la Pasqua, Festa che dà origine alla fede, infonde speranza ed è simbolo di rinascita”.

E da Ischia il 18 aprile siamo partiti in 104 ragazzi e accompagnatori provenienti da tutta l’isola, 2 bus carichi di giovani, sacchi a pelo, cibo e tanta gioia ed allegria, curiosi e decisamente poco assonnati.

Il nostro viaggio è iniziato il lunedì mattina alle 7:00 con la Messa pre-partenza, celebrata da don Carlo Candido e don Marco Trani, con la partecipazione degli accompagnatori, dei ragazzi, e anche dei genitori che, accompagnando i propri figli, ne hanno “approfittato”: una celebrazione veloce ma tanto partecipata, e poi via, si parte direzione Roma, Papa Francesco ci aspetta.

Arrivati a Roma siamo stati ospitati dai salesiani di Cinecittà. Lì, nel tempio di don Bosco, abbiamo mollato ciò che ci sarebbe servito solo per la notte e ci siamo messi in cammino, direzione piazza san Pietro, mossi da una gioia profonda, che non ha permesso di distrarci o smarrirci strada facendo.

Arrivati in piazza san Pietro ci siamo subito resi conto che i numeri erano davvero alti: ci hanno comunicato che eravamo più di 80.000 giovanissimi, lì tutti in piazza per ascoltare il nostro Papa.

Nell’attesa, i presentatori ci hanno prima fatto divertire con i loro sketch, poi è seguito il tanto atteso Blanco che ha cantato per noi, e infine eravamo tutti lì con il cuore colmo di emozioni nell’attesa che arrivasse Papa Francesco. Che intorno alle 17:30 inizia il giro per tutta la piazza sulla sua papamobile, e lì come può si alza e si avvicina per salutarci, e quando si avvicina sembra quasi che riesca a guardare ciascuno negli occhi entrando nel cuore di ognuno di noi.

Alcuni nostri coetanei ci raccontano la propria esperienza di vita testimoniando quanto sia stato importante – in alcuni momenti duri quali la malattia, la perdita di un genitore, la sofferenza – il supporto della comunità, dei fratelli, del nostro Signore che si manifesta in chi ti è accanto.

E finalmente Papa Francesco ringrazia ciascuno di noi per la propria presenza lì, la piazza di nuovo piena dopo 2 anni di vuoto:  quel Crocifisso solo sotto la pioggia insieme al Pastore desolato sono immagini che nessuno potrà mai cancellare dalla propria memoria, eppure a due anni di distanza riecco la nostra piazza, simbolo di una speranza che non delude, che riesce comunque a farti alzare gli occhi al cielo e credere che c’è Qualcuno che ci ama immensamente, per cui di nuovo migliaia di persone, ma sono giovanissimi, sono il nostro futuro, la nostra speranza.

Ed ora sì che si riconosce la nostra piazza, e sono cori, e sono colori, e sono i colori del cielo che prevalgono in una giornata estiva, di sole pieno, anche il cielo gioisce e partecipa con noi, e c’è ciascun giovane abitato dal desiderio di sognare cose grandi e di compierle con la propria vita, perché sarà quell’adulto che parteciperà alla costruzione di un mondo più bello.

Papa Francesco riprende il Vangelo di Giovanni al capitolo 21: «il Vangelo che abbiamo ascoltato inizia proprio nel buio della notte. (..)Questo può aiutarci a pensare ad alcuni momenti della nostra vita. La vita alle volte ci mette a dura prova, ci fa toccare con mano le nostre fragilità, ci fa sentire nudi, inermi, soli. Quante volte in questo periodo vi siete sentiti soli, lontani dai vostri amici? Quante volte avete avuto paura? Non bisogna vergognarsi di dire: “Ho paura del buio!” Tutti noi abbiamo paura del buio. Le paure vanno dette, le paure si devono esprimere per poterle così cacciare via. (…)Vanno messe alla luce. E quando le paure, che sono nelle tenebre, vanno nella luce, scoppia la verità. Non scoraggiatevi: se avete paura, mettetela alla luce e vi farà bene!

Cari ragazzi e ragazze, voi non avete l’esperienza dei grandi, ma avete una cosa che noi grandi alle volte abbiamo perduto. (…)l’abitudine della vita ci fa perdere “il fiuto”; voi avete “il fiuto”. E questo non perdetelo, per favore! Voi avete il fiuto della realtà, ed è una cosa grande. Il fiuto che aveva Giovanni: (..)“È il Signore!”. Era il più giovane degli apostoli. Voi avete il fiuto: non perdetelo! il fiuto di trovare il Signore, il fiuto della verità. Vi auguro di avere il fiuto di Giovanni, ma anche il coraggio di Pietro. Pietro era un po’ “speciale”: ha rinnegato tre volte Gesù, ma appena Giovanni, il più giovane, dice: “È il Signore!”, si butta in acqua per trovare Gesù.

Cercate qualcuno che vi accompagni. Ma non abbiate paura della vita, per favore! Abbiate paura della morte, della morte dell’anima, della morte del futuro, della chiusura del cuore: di questo abbiate paura. Ma della vita, no: la vita è bella, la vita è per viverla e per darla agli altri, la vita è per condividerla con gli altri, non per chiuderla in sé stessa».

Alcuni dei nostri giovani ischitani hanno voluto lasciare la loro testimonianza:

“L’esperienza del pellegrinaggio degli adolescenti a Roma 2022 è stata una grande occasione di condivisione, raccoglimento e soprattutto divertimento. È stato un percorso a cavallo tra il gioco tra ragazzi e la solennità del periodo pasquale. Le parole del Papa in particolare assieme alle testimonianze dei ragazzi (quelli di domenica come di lunedì) hanno fatto evincere un Dio tangibile, che c’è sempre e si manifesta in qualche modo, unico nella nostra unicità. Il ringraziamento più sentito di noi ragazzi va ai Salesiani che hanno saputo accoglierci con leggerezza e assicurarci pochi ma intensi momenti di collaborazione e divertimento tra più oratori e quindi persone sconosciute. Grazie don Salvatore (per i suoi discorsi), grazie suor Giuliana (per la sua serenità e sorveglianza nei nostri confronti)”. Serena

“Per me, passare questa giornata con Papa Francesco è stato stupendo. Da un po’ avevo il desiderio di incontrarlo e quando l’ho visto una grande gioia è scoppiata nel mio cuore. Spero presto di ripetere questa esperienza per risentire al più presto una nuova ondata di gioia”.Valeria

“Posso dire che quest’esperienza non solo è stato un modo per uscire un po’ dall’isola ma a me ha aiutato anche a crescere in modo positivo. Come si suol dire, io sono un po’ la principessina sul pisello, abbastanza viziata sul mangiare e molto schifiltosa, quindi per me dormire a terra in un sacco a pelo sarebbe stata l’ultima cosa che avrei fatto, e non per il mal di schiena, ma posso dire di essermi divertita molto anche nel dormire in un sacco a pelo. Un altra cosa che mi è piaciuta tantissimo è stato l’incontro con il Papa, perché le sue parole sono qualcosa di unico che entrano dritte nel cuore. Anche la sera, nel convento di Don Bosco, le parole del Salesiano mi hanno fatto riflettere tantissimo e mi sono anche emozionata. La cosa più bella è stata quando abbiamo ascoltato le testimonianze di Nuovi Orizzonti, quando ha parlato Marco, con lui sono scoppiata a piangere perché è come se mi fossi sentita proprio lui in quel momento mentre parlava e mi sono immedesimata nei suoi panni visto che ha una storia similissima alla mia e questo mi ha anche spronato di più a migliorare me stessa. Poi l’intrattenimento di Blanco e Matteo Romano: una bellissima esperienza sentirli cantare dal vivo. Quindi sicuramente da rifare perché parlare con altre migliaia di persone e stare insieme a divertirsi fa sempre bene”. Marianna

“Sono partita con un po’ di agitazione perché sapevo di essere piccola rispetto agli altri, non sapevo se avrei capito il discorso del Papa e se sarebbe stato troppo faticoso per me. Nel viaggio di andata abbiamo fatto un gioco per presentarci ed ero un po’ emozionata. Ma per fortuna conoscevo tanti che erano sul pullman con me quindi sono riuscita ad ambientarmi subito. Nonostante la stanchezza sentivo in me tanta gioia per quello che stavo per vivere, sia per il Papa ma anche perché avrei visto Blanco e Matteo Romano. In realtà non abbiamo visto quasi niente perché siamo arrivati tardi e il posto era lontano dal palco ma l’atmosfera era bellissima: tanti ragazzi come me che cantavano e pregavano. La cosa che però mi ha colpito di più sono le esperienze raccontate dai ragazzi di Nuovi Orizzonti, soprattutto quella di Annabel che nonostante tutte le difficoltà ha smesso di drogarsi. Sono stata contenta anche perché ho fatto nuove amicizie con tante ragazze della mia età che spero di poter incontrare anche qua a Ischia”. Francesca

“Il solo pensiero di incontrare Papa Francesco mi emozionava molto, anche se mi dispiaceva lasciare la mia famiglia a casa a Pasquetta, però questo non mi ha buttato giù e ho deciso di andare lo stesso. È stato bello incontrare nuovi amici come Sara, Marica, Greta, Carmen, Elena e Roberta che sono state molto gentili con me. Sono stata felice di poter ascoltare dal vivo Blanco, ma la cosa che mi ha colpito di più è stata una frase del Papa quando ha detto che tutte le nostre paure non dobbiamo tenercele dentro ma le dobbiamo confidare a nostra mamma o a nostro padre ma anche a un amico che non ti giudichi e che sia sempre sincero”.

“Partiamo dal presupposto che andavo a Roma per Blanco per fare conoscenze, amicizie nuove e conoscere femmine, del papa mi interessava poco e niente. A me che del papa non interessa proprio niente, stranamente l’ho ascoltato, mi ricordo perfettamente io stavo a terra con delle ragazze che avevo conosciuto sul traghetto. Il papa diceva: i ragazzi non sono contenitori da riempire e poi inoltre diceva di non tenere ansie e paure dentro, vanno cacciate alla luce, ci invitava a tirarle fuori, a parlare con un nostro amico fidato, a un nostro famigliare, a chi pare e piace a noi basta che sia una persona fedele. Tenere tutto dentro fa male e poi sperimentiamo le tenebre che ci possono mette in crisi, il papa infine ci dice di fare Pasqua come Dio comanda e di riconciliarci con quella persona che ci sta antipatica o che non sopportiamo e se non l’abbiamo fatto ancora di farlo a più presto; solo quando l’abbiamo fatto possiamo dire: ho fatto una bella Pasqua. Il giorno dopo, martedì, siamo andati a sentire delle esperienze, delle testimonianze. Mi ha colpito personalmente la testimonianza di un ragazzo che diceva: io non credevo proprio a niente e a nulla. Questo ragazzo ha raccontato che lui stava sdraiato sul letto dei genitori e letteralmente ha urlato: Signore, se esiti realmente, prendi la mia vita e fanne un capolavoro. Ora questo ragazzo è fidanzato, sta in una comunità (oratorio) ed è rinato. A me personalmente faceva riflettere a quando noi ragazzi facciamo progetti quanto un grattacielo e passa il Signore e ti abbatte tutto, e sei costretto a rifare tutto d’accapo, e quando capiremo di affidare la nostra vita nelle mani del Signore non sarà mai troppo tardi”. Giuseppe

«“Pasquetta con papa Francesco”, fin da subito questa proposta mi ha entusiasmato e ha avuto il mio sì a mettermi in gioco per questa nuova esperienza. Il lunedì mattina, dopo aver celebrato la messa, siamo partiti alla volta di Roma, e già sul pullman ho avuto occasione di conoscere gente nuova e parlarci, infatti eravamo un centinaio di giovani dall’isola d’Ischia, e, tra canti, risate, casatielli e pastiere, ho avvertito aria di casa, ho sentito amico e compagno di viaggio ognuno di loro.

La mia commozione è stata grande quando ho visto papa Francesco passare in mezzo a noi in piazza. Sentire le sue parole di incoraggiamento ad andare avanti e di non perdere mai il fiuto della verità sono state una manna per tutti noi e personalmente mi hanno dato grande gioia e voglia di andare avanti senza paura. Il giorno dopo siamo andati in una parrocchia dove opera un sacerdote originario di Ischia e che fa parte della comunità “Nuovi Orizzonti” e abbiamo ascoltato tre testimonianze di giovani che dopo aver raggiunto il fondo, attraverso la comunità hanno incontrato l’amore immenso di Gesù e hanno dato una svolta alla loro vita.

Anche li è stato un momento fortissimo, molto commovente e che mi ha dato molta forza e gioia nel vedere e capire quanto l’amore di Dio sia grande verso di noi. Questo viaggio è stato molto forte sia nel creare rapporti umani sia per il mio cammino di fede e lo consiglio fortemente a ogni giovane che voglia fare un cammino, oppure a chi pensa di essere uno degli ultimi “superstiti” a credere in Gesù, perché queste esperienze ti aiutano a essere comunità, a essere fratello per il fratello e ovviamente a incontrare l’amore grande di un Padre che è lì che aspetta un tuo piccolo cenno per fare cose stupende e grandi per te. E mi piace concludere con le parole di un grande papa, san Giovanni Paolo II, che dice: “non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”.

A tutti auguro di non aver paura di aprirsi a lui, e di seguirlo». Rendiamo grazie al Padre per il dono di papa Francesco, per averci permesso di compiere questo pezzetto di cielo insieme a tanti fratelli come i salesiani e la comunità Nuovi Orizzonti, perché se ci rendiamo conto che ciascuno di noi è protagonista della parte di mondo che ci è affidata, possiamo essere parte insieme nel nome di Gesù veramente di questa nuova umanità carica di speranza e di cura che può camminare e costruire un mondo ancora più bello.

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