Login

Lost your password?
Don't have an account? Sign Up

Il paperello Amos

Per la nostra piccola rubrica “Una storia al mese”, ecco per voi una dolce storiella per la Festa della Mamma, che ci parla del grande amore delle nostre mamme e delle belle cose che possiamo fare quando questo amore ci aiuta a superare ogni paura; buona lettura!

«Una mattina di primavera, mamma papera, circondata da delle sue amiche, osservava Eloisa, Rebecca e Amos, i suoi cuccioli. Amos era molto bello e un po’ impacciato. Eloisa non si staccava mai dalla sua mamma. Rebecca, la più vivace, era la prima della fila.

Amos proteggeva e amava tanto le sue sorelle, ma temeva di stare in acqua. Non nuotava benissimo, era un po’ goffo e pauroso. Rimaneva in acqua per pochi minuti per poi correre dalla mamma, che osservava i suoi tre paperotti dal cortile. Il gatto Eros e la gatta Bea commentavano: “Sarà anche bellissimo, ma non sa stare in acqua!”, parlando del tenero Amos.

“Poverino, ha qualcosa che non va” concludeva Bea, “nella fattoria giravano voci poche simpatiche su una strana malattia, inventata forse, la paperite che ‘impapera’ i paperi in acqua”. Qualche giorno dopo, proprio nel giorno della Festa della Mamma, mamma Papera stava festeggiando con le amiche, quando sentì papero Donald canticchiare: “Amos è malato! Ha la paperite, ha la paperite!”.

Presa da un po’ di rabbia e dal dispiacere si gettò in acqua e prese a dar dimostrazione al piccolo Amos di come poter nuotare con più fiducia: “Con sicurezza, guarda avanti Amos – gli diceva la mamma – tutti possiamo aver paura, nessuno è perfetto. Sii felice: sei molto amato dalle tue sorelle. Nuota piano piano, guardando anche il paesaggio del nostro bel lago!”.

Amos, che aveva sentito tutto l’amore della sua mamma, allora la imitò e vinse la paura. Ora non era solo bello ed amato, ma era anche fiero dell’esser papero! Aveva vinto una grande paura che lo rendeva triste. E il regalo più bello per la Festa della Mamma, per Mamma Papera fu quello di aver aiutato il suo cucciolo a superare la paura, e per Amos di nuotare con la sua famiglia e i suoi amici!».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*
*